15 gennaio 2019

Scheda di sintesi Storia

Metto a disposizione la scheda per il ripasso che ho già condiviso per il tramite del registro elettronico.
Si tratta di un modello che può agevolare il ripasso e la rielaborazione di quanto studiato.
Il modello prevede che l'alunno individui i seguenti elementi:
  • il numero del capitolo e il numero del paragrafo;
  • l'argomento principale del paragrafo (può corrispondere al titolo proposto dal manuale o essere il risultato di un'operazione di semplificazione);
  • le parole-chiave del paragrafo studiato (il manuale utilizza delle convenzioni tipografiche per aiutare gli alunni e, tipicamente, le parole-chiave sono evidenziate);
  • i personaggi storici citati nel paragrafo studiato;
  • il periodo storico preso in esame (indicandone, ad esempio, gli estremi cronologici);
  • il luogo geografico in cui si collocano gli eventi studiati;
  • il contenuto del paragrafo, così da poter realizzare un riassunto (breve!) o, meglio, una mappa concettuale;
  • Le parole e le frasi problematiche, al fine di poter formulare domande puntuali al docente.
  • Le date degli eventi più significativi, in modo da poter realizzare una linea del tempo
Per quanto riguarda il metodo di studio potrete dare un'occhiata al post sul metodo SQ3R e, per quanto riguarda le mappe concettuali (che non sono "le mappe", non sono "gli schemini") potete leggere il post dedicato alle mappe concettuali.

10 gennaio 2019

Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923

Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923 (dal cap. Psico-analisi)

"Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorchè la rondinella comprese che per essa non c’era altra possibile vita fuori dell’emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s’interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s’ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.

Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: Sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattia e ammalati.

Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie."

La Grande Guerra



La grande guerra è un film del 1959 diretto da Mario Monicelli, prodotto da Dino De Laurentiis e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman.

La vicenda raccontata inizia nel 1916. Il romano Oreste Jacovacci (Sordi) e il milanese Giovanni Busacca (Gassman) si incontrano presso un distretto militare durante la chiamata alle armi.

Il film è interessante soprattutto per l'accuratezza della ricostruzione storica. Come abbiamo visto per altri tipi di narrazione, a partire ad esempio da I Promessi sposi di Alessandro Manzoni, l'autore crea in maniera precisa l'ambientazione storico-geografica (la Prima guerra mondiale e il fronte del Carso) all'interno della quale sviluppa la storia dei due protagonisti, Jacovacci e Busacca. Si può notare - ad esempio - il modo in cui venivano reclutati i militari, il modo in cui combattevano, il modo in cui cercavano riparo all'interno delle trincee e, infine, il modo in cui erano costretti ad attaccare le postazioni nemiche... anche se spesso questo si trasformava in una inutile carneficina.
È interessante anche notare come il film sia privo di di quella retorica patriottica che cercava di dipingere la Grande Guerra come un momento eroico della nostra storia. Spesso sono gli stessi ufficiali a criticare gli ordini dei Generali perché li reputano assurdi, disumani e controproducenti.
Interessante infine, dal punto di vista umano, la vicenda dei due protagonisti interpretati da Alberto Sordi e Vittorio Gassman, che cominciano la guerra all'insegna del continuo tentativo di sottrarsi ai propri doveri e la concludono invece immolandosi per evitare di dover rivelare informazioni segrete al nemico, tutelando in questo modo i propri compagni.

È considerato uno dei migliori film italiani sulla guerra e uno dei capolavori della storia del cinema. Vincitore del Leone d'oro al Festival del Cinema di Venezia e nominato all'Oscar quale miglior pellicola straniera, si aggiudicò anche tre David di Donatello e due Nastri d'argento.

La proposizione concessiva


→ La proposizione concessiva - scheda (pdf)