9 dicembre 2015

The Tragedy of the Leaves



The Tragedy of the Leaves by Charles Bukowski (read by Tom O'Bedlam)

The Tragedy of the Leaves

I awakened to dryness and the ferns were dead, 
the potted plants yellow as corn; 
my woman was gone 
and the empty bottles like bled corpses 
surrounded me with their uselessness;

the sun was still good, though, 
and my landlady's note cracked in fine and 
undemanding yellowness; what was needed now 
was a good comedian, ancient style, a jester 
with jokes upon absurd pain; pain is absurd 
because it exists, nothing more; 

I shaved carefully with an old razor 
the man who had once been young and 
said to have genius; but 
that's the tragedy of the leaves, 
the dead ferns, the dead plants;

and I walked into a dark hall 
where the landlady stood 
execrating and final, 
sending me to hell, 
waving her fat, sweaty arms 
and screaming 
screaming for rent 
because the world had failed us 
both.


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La tragedia delle foglie


Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;

c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;

sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;

ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.


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