14 luglio 2017

Metafora - retorica

Lo Zingarelli 2017 dà la seguente definizione:
figura retorica che consiste nel sostituire una parola o un'espressione con un'altra in base a un rapporto di palese o intuitiva analogia tra i rispettivi significati letterali
Il termine deriva dal greco μεταφορά (trasferimento).
La metafora è quindi una figura retorica che consiste nel trasferire ad un vocabolo il significato di un altro vocabolo, laddove esista un rapporto di somiglianza. Proprio per questo motivo la metafora è spesso descritta come una similitudine "abbreviata" o, meglio, come una sorta di similitudine implicita in cui sono omessi i termini di paragone.
In ogni caso la metafora permette di realizzare analogie con una particolare forza espressiva.
Un esempio dal canto I del Purgatorio:
Lo bel pianeto che d’amar conforta
faceva tutto rider l’orïente,
velando i Pesci ch’erano in sua scorta.
Qui rider vale, grosso modo, splendere, verbo che Dante conosce ed usa anche nella Commedia. È evidente che il rider offre qualcosa in più.
Ivor Armstrong Richards nel suo The Philosophy of Rhetoric (1936) usò il termine tenor per indicare l'idea-concetto espressa dalla metafora (primum comparandum), il termine vehicle per indicare la parte del discorso che la concretizza (secundum comparatum) e il termine ground  (tertium comparationis) per indicare l'elemento che tenore e veicolo hanno in comune. Questa unione di tenore e veicolo non rappresenterebbe una semplice sostituzione ma l'originale sintesi di entrambi i termini coinvolti che si sovrappongono andando a creare un'immagine dotata di sfumature inedite.
Alcuni distinguono tra metafora d'uso (ho una fame da lupi) e metafora d'invenzione (fu investito da una grandine di legnate che lo rese un agnellino).

Esempi:

  • Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
  • e il naufragar m'è dolce in questo mare
  • Anche un uomo tornava al suo nido
  • e prego anch’io nel tuo porto quiete


→ Cloze metafora teoria

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