22 ottobre 2018

In morte del fratello Giovanni - Foscolo


Il sonetto fu scritto nel 1803, due anni dopo la morte del fratello Giovanni, avvenuta forse per suicidio, in seguito a debiti di gioco. Gian Dioniso Foscolo, detto Giovanni, era di tre anni più giovane del fratello ed era un ufficiale della Repubblica cisalpina.
Nella poesia compaiono temi già incontrati in altri sonetti. Il tema dell’esilio in A Zacinto e il tema della morte come quiete, in opposizione alla tempesta della vita, in Alla sera. Niente di nuovo per quanto riguarda la metrica: si tratta di un sonetto di endecasillabi con schema ABAB ABAB CDC DCD. Per il tema e per lo stile, ricorda il carme 101 del poeta latino Catullo, In morte del fratello.
In morte del fratello Giovanni
Un dì1,se io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente2, me vedrai seduto
su la tua pietra3, o fratel mio4, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto5:
la madre or sol, suo dì tardo traendo6,
parla di me col tuo cenere muto7:
ma io deluse a voi le palme tendo8
e sol da lunge i miei tetti9 saluto.

Sento gli avversi Numi10, e le secrete
cure11 che al viver tuo furon tempesta;
e prego anch'io nel tuo porto quiete12:

questo di tanta speme13 oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta14.

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1Giorno.
2Allusione all'esilio.
3Metonimia (materia per oggetto). Indica la tomba.
4Anche in questo caso un vocativo ci fa comprendere a chi è rivolto il sonetto. I primi versi ricordano il citato carme 101 di Catullo: “Multas per gentes et multa per aequora vectus advenio has miseras, frater, ad inferias” (Condotto per molte genti e molti mari sono giunto a queste (tue) tristi spoglie, o fratello)
5Piangendo la tua giovinezza stroncata. Il paragone tra il fiore reciso e giovinezza stroncata era già stato usato da Virgilio nel momento della morte del giovane eroe troiano Eurialo (Virgilio, Eneide, IX, vv. 433-436).
6Mentre trascina la sua vecchiaia.
7Nelle ceneri mute ritroviamo la concezione materialista del Foscolo. L'espressione mutam cinerem compare nel carme 101 di Catullo.
8Non posso che tendere a voi inutilmente le mie mani.
9La mia patria (sinèddoche, in questo caso, si usa la parte, i tetti, per indicare il tutto, la mia patria).
10I destini contrari.
11Le angosce nascoste. Si noti il forte enjambement.
12Prego di poter trovare la pace (quiete) nella morte (nel tuo porto).
13Di tante speranze.
14Addolorata. In questi ultimi versi ricompare il tema della illacrimata sepoltura. Foscolo morirà a Londra e i suoi resti saranno portati nella Basilica di Santa Croce a Firenze soltanto nel 1871.

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