12 novembre 2014

Stolpersteine: la storia dimenticata di Rukelie Trollmann (da Crampisportivi)



"Germania, anni ‘30. Il nazismo rafforzava irrevocabilmente il suo dominio. Diffidenza e pregiudizi millenari verso chiunque conducesse esistenze non omologabili, o incarnasse sembianze stridenti rispetto alla raffigurazione stereotipata dell’ariano, venivano definitivamente legittimati per mezzo d’una presunta obiettività scientifica.

In lingua Romanì il termine Porrajmos significa “devastazione”, o “grande divoramento”. E serve a definire lo sterminio di Rom e Sinti perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Questo progetto genocida è indicato anche con il termine Samudaripen, che letteralmente significa “tutti morti”. Rom, sinti, zingari balcanici, litautikker, talleri, drisari, lovari, medwasi e kelderari: tutti sbrigativamente schedati – anche dalla storia- come zigeuner: zingari, “indegni individui primitivi” (cit. Eva Justin). Vittime dell’oblio e di un disprezzo ostinato, che pare essergli sopravvissuto nel tempo. Non soltanto di un massacro, che, si calcola, conti 500.000 vittime."
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