14 dicembre 2014

Perdere la tramontana

Il primo libro degli Asolani del Bembo inizia così "Suole a' faticosi navicanti esser caro, quando la notte, da oscuro e tempestoso nembo assaliti e sospinti, né stella scorgono, né cosa alcuna appar loro che regga la lor via, col segno della indiana pietra ritrovare la tramontana". Ovviamente ciò che i naviganti di Bembo han caro è ritrovare il nord.

La parola è già utilizzata, tra gli altri, da Dante, anche se non da quello della Comedìa, e da Marco Polo nel Milione.

La "indiana pietra" di cui parla il Bembo è la calamita della bussola. La "tramontana" è il nome di un vento freddo e secco che viene da nord, da oltre i monti come recita una delle interpretazioni etimologiche più note (transmontanum, da trans montes). "Stella tramontana" (o anche solo "tramontana") era uno dei modi con cui si designava la stella polare.

"Perdere la tramontana" indica quindi il venir meno dei punti di riferimento che possono garantire l'orientamento e il controllo della situazione.

C'è da aggiungere che, nonostante l'origine dell'espressione sia squisitamente geografica, la locuzione si colloca attualmente a metà via tra il "perdere la rotta" e il "perdere le staffe" ed è strettamente affine a "perdere la trebisonda" (Trebisonda era il nome di una città Turca che si affaccia sul Mar Nero, l'ultima città bizantina ad esser conquistata dagli Ottomani, la cui individuazione era essenziale a chi navigava in direzione delle Indie).

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