18 febbraio 2019

Giosue Carducci - Nevicata



La poesia è parte delle Odi barbare e fu scritta il 29 gennaio 1881 (anno in cui muore Carolina Cristofori Piva). Si apre con la descrizione di una nevicata che attenua i suoni della città (Bologna) creando un'atmosfera incantata e spettrale. La malinconia trasmessa dal paesaggio porta il poeta a ricordare gli amici scomparsi e a promettere che presto riposerà con loro.
Metrica: Distici elegiaci (nella metrica classica sono distici formati da un esametro e da un pentametro; Carducci cercò di ricrearli nella metrica italiana combinando settenari con novenari e settenari con ottonari).

Lenta fiocca la neve pe ‘l cielo cinerëo1: gridi,
suoni di vita più non salgono da la città,
non d’erbaiola2 il grido o corrente rumore di carro,
non d’amor la canzon ilare e di gioventù3.
Da la torre di piazza4 roche5 per l’aëre le ore
gemon6, come sospir d’un mondo lungi dal dì7.
Picchiano uccelli raminghi8 a’ vetri appannati: gli amici
spiriti reduci9 son, guardano e chiamano a me.
In breve10, o cari, in breve – tu càlmati, indomito11 cuore –
Giù al silenzio verrò, ne l’ombra riposerò12.

1Grigio, del colore della cenere.
2Venditrice di erbe ed ortaggi.
3La canzone d'amore allegra (ìlare) e giovanile.
4La torre di Palazzo d'Accursio in Piazza Maggiore.
5Fioche, poiché il suono è attutito dalla neve.
6Le ore, suonate dalle campane, gemono, ossia emettono un suono lamentoso.
7Fuori dal tempo.
8Che vagano senza meta.
9Gli spiriti amici che tornano.
10Tra poco.
11Non domato, fiero.
12La morte vista come riposo può consentire di ricordare Foscolo.

Parafrasi: La neve fiocca lenta attraverso il cielo grigio: dalla città non salgono più né grida né suoni di vita, non si sente l'urlo della verduraia né il rumore dei carri, non si sente l'allegra e giovanile canzone d'amore. Dalla torre della piazza risuonano deboli i rintocchi delle ore, come il sospiro di un mondo fuori dal tempo. Uccelli che vagano senza meta picchiano contro i vetri appannati: sono gli spiriti amici che tornano, che mi guardano e mi chiamano. Tra breve, o cari - tu calmati, cuore non domato - tra breve, verrò giù là dove non c'è che silenzio e nell'ombra riposerò.

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