17 novembre 2019

17 novembre 1938 - le leggi razziste in italia

Tra le date che meritano di essere ricordate c'è quella del 17 novembre 1938, di cui oggi ricorre l'anniversario.

In questo giorno venivano promulgati i Provvedimenti per la difesa della razza italiana.

Per effetto di queste leggi, firmate anche dal re, un uomo chiamato Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia, un gruppo di cittadini italiani, senza alcun motivo logico, senza aver commesso alcun reato, senza nessunissima ragione, fu privato di molti elementari diritti civili.

Così si espresse il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, durante la celebrazione del Giorno della Memoria presso il  Palazzo del Quirinale, il 25 gennaio 2018:
«Le leggi razziali - che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare "leggi razziste"- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.
Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana connivenze, complicità, turpi convenienze, indifferenza. Quella stessa indifferenza, come ha sovente sottolineato la senatrice Segre, che rappresenta l'atteggiamento più insidioso e gravido di pericoli.
Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale.
Una donna forte e coraggiosa, Ernesta Bittanti, vedova dell'eroe trentino Cesare Battisti, commentava così nel suo diario quei giorni cupi e di dolore: «Io porto tutto il peso di queste sventure nel mio cuore (...) peso che mi viene dal ruinare di questa nostra povera Italia nell'abisso della barbarie spirituale. Da cui certo si riavrà un giorno!».
Lo Stato italiano del ventennio espelleva dal consesso civile una parte dei suoi cittadini, venendo meno al suo compito fondamentale, quello di rappresentare e difendere tutti gli italiani.
Dopo aver soppresso i partiti, ridotto al silenzio gli oppositori e sottomesso la stampa, svuotato ogni ordinamento dagli elementi di democrazia, il Fascismo mostrava ulteriormente il suo volto: alla conquista del cosiddetto impero accompagna l'introduzione di norme di discriminazione e persecuzione razziale».

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