"CENTO. Non una parola di scuse, non una manifestazione di solidarietà, nessun risarcimento. Era ancora minorenne quando nel 2007, due coetanei abusarono di lui nel bagno della scuola e scattarono foto con il cellulare, al culmine di ripetuti atti di bullismo protratti per diverse settimane. Ora, diventato maggiorenne, passata ormai in giudicato la sentenza che ha condannato i suoi tormentatori a 4 anni e mezzo, la vittima ha deciso di citare in giudizio davanti al tribunale civile la sua ex scuola, l’Ipsia Fratelli Taddia di Cento, per non averlo saputo tutelare e difendere da un trauma così devastante, consumato all’interno dell’Istituto durante l’orario scolastico."
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