30 dicembre 2023
La punteggiatura è drammaticamente importante
12 dicembre 2023
Scrivere per uno scopo...
Alcuni esercizi simili a Scrivere per uno scopo: scusarsi pubblicato tempo addietro.
- Lettera di ringraziamento: Scrivi una lettera di ringraziamento a un amico o a un familiare per un favore che ti ha fatto. In questa lettera, dovrai spiegare cosa ha fatto la persona per te e come ti ha aiutato.
- Email di richiesta: Scrivi un’email a un collega (o a un compagno di classe) per chiedere un favore o una risorsa di cui hai bisogno per il tuo lavoro (o per lo studio). In questa email, dovrai spiegare chiaramente cosa ti serve e perché ne hai bisogno.
- Messaggio di congratulazioni: Scrivi un messaggio su un social network per congratularti con una persona per un successo o un traguardo raggiunto. In questo messaggio, dovrai esprimere la tua gioia per il successo della persona e il tuo apprezzamento per il suo duro lavoro.
- Biglietto di invito: Scrivi un biglietto per invitare un vicino di casa a un evento o a una festa che stai organizzando. In questo biglietto, dovrai fornire tutti i dettagli dell’evento e esprimere il tuo desiderio che la persona partecipi.
- Post su un'esperienza: Scrivi un post su un blog o su un sito web per condividere un’esperienza personale o riflettere su un argomento che ti sta a cuore. In questo post, dovrai condividere i tuoi pensieri e le tue emozioni in modo autentico e coinvolgente.
30 novembre 2023
L’inferno dei viventi, Calvino
Italo Calvino, Le città invisibili. 1972
"A questo imperatore melanconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili, per esempio una città microscopica che s’allarga s’allarga e risulta costruita di tante città concentriche in espansione, una città-ragnatela sospesa su un abisso, o una città bidimensionale come Moriana.
Ogni capitolo del libro è preceduto e seguito da un «corsivo» in cui Marco Polo e Kublai Kan riflettono e commentano." (dalla prefazione di Italo Calvino).
Questo è l'ultimo "corsivo", l'ultimo dialogo tra Marco Polo e Kublai Kan:
"L’atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole, Oceana, Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria.
Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono i venti propizi.
– Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto.
Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
Dice: – Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo: – L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
26 novembre 2023
La testa del chiodo
La testa del chiodo è una filastrocca di Gianni Rodari, pubblicata nel libro “Filastrocche in cielo e in terra” nel 1960. Questa poesia è un esempio di come Rodari sappia sfruttare il gioco di parole e l’umorismo per stimolare la riflessione nei giovani lettori.
La poesia è composta da tre strofe di quattro settenari (piani, tronchi e sdruccioli).
Il significato della poesia risiede nelle sue apparenti contraddizioni, che sfidano le aspettative del lettore. Ad esempio, la palma della mano che non fa datteri o il treno che ha una coda ma non scodinzola. Questi giochi di parole invitano i lettori a riflettere sulle diverse accezioni delle parole.
L’ultima strofa offre una riflessione finale: anche se un chiodo ha una testa, non può ragionare, un’osservazione che, secondo Rodari, può applicarsi anche ad alcune persone. Questo finale offre un tocco di saggezza e invita i lettori a riflettere sulla differenza tra avere una “testa” fisica e usarla per pensare e ragionare.
La testa del chiodo, di Gianni Rodari, da Filastrocche in cielo e in terra, edito nel 1960 da Einaudi.
La palma della mano
i datteri non fa,
sulla pianta del piede
chi si arrampicherà?
Non porta scarpe il tavolo,
su quattro piedi sta:
il treno non scodinzola
ma la coda ce l'ha.
Anche il chiodo ha una testa,
però non ci ragiona:
la stessa cosa càpita
a più d'una persona.
8 aprile 2023
Quiz per ripassare i verbi
A questo indirizzo una pagina del sito www.sentascusiprof.it che vi consentirà di ripassare i verbi mettendovi alla prova: a quante domande riuscite a rispondere correttamente?
5 aprile 2023
Scrivere per uno scopo - scusarsi
Abbiamo scoperto, ce ne fosse mai stato bisogno, che non è facile chiedere scusa.
Ecco alcuni esercizi:
- Scrivere una lettera di scuse a un amico o a un familiare per un errore commesso.
In questa lettera, dovrai spiegare cosa hai fatto di sbagliato e mostrare di esserne veramente pentito/a. - Scrivere un'email di scuse a un collega o a un capo per un errore commesso sul lavoro.
In questa email, dovrai spiegare cosa hai fatto di sbagliato e mostrare di essere disposto/a a fare tutto il possibile per rimediare al danno. - Scrivere un messaggio di scuse su un social network a una persona che hai offeso o ferito.
In questo messaggio, dovrai spiegare cosa hai fatto di sbagliato e mostrare di essere disposto/a a fare tutto il possibile per rimediare al danno. - Scrivere un biglietto di scuse a un vicino di casa per un problema causato dal tuo animale domestico.
In questo biglietto, dovrai spiegare cosa è successo e mostrare di essere disposto/a a fare tutto il possibile per evitare che il problema si ripeta. - Scrivere un post su un blog o su un sito web per scusarti per un errore commesso in passato.
In questo post, dovrai spiegare cosa hai fatto di sbagliato e mostrare di essere disposto/a a fare tutto il possibile per rimediare al danno e per evitare che l'errore si ripeta in futuro.
1 novembre 2022
Testi, argomentativi e non
Errori di superficie
- Tracce si scrive senza i ed è tre anni che lo ripetiamo.
- Quale non
cuale(!). - L'articolo femminile UNA, davanti a parola che inizia con vocale, subisce l'elisione. Un'inutile fonte di distrazione.
- Al plurale è preferibile non ricorrere all'elisione.
- Dà, voce del verbo dare, si scrive con l'accento (grave). Perché si scrive con l'accento (acuto).
- Il numero di soggetto e verbo deve concordare.
- Viceré si scrive con l'accento sull'ultima vocale (vale per tutte le parole tronche con più di una sillaba).
- I nomi propri hanno l'iniziale maiuscola. Tale regola vale anche per Google, YouTube, TikTok, Wikipedia...
- Po' si scrive con l'apostrofo (non con l'accento
pò). Rappresenta la forma tronca di poco. - Sì, si scrive con l'accento quando si tratta di avverbio affermativo.
- Occorre che ogni grafema sia distinguibile dagli altri. Se la nostra "n" è uguale alla nostra "m" occorre intervenire per rimediare.
- La prima persona singolare del passato remoto dei verbi della terza coniugazione ha la desinenza in -ii (ad esempio, riuscii, salii, sentii, dormii). La desinenza in -ì caratterizza invece la terza persona singolare (riuscì, salì, sentì, dormì).
- Le parole che terminano in -zione hanno una sola Z (distrazione, informazione...)
Errori lessicali
- Nativa (f.) che è nata in luogo ↔ Natia (f.) che costituisce il luogo di nascita.
- Fare - dire - ... nel 99% dei casi esiste un sinonimo adeguato (usa il dizionario).
- Un solo alunno ha ritenuto opportuno chiarire il significato di Internet. La maggior parte di chi ha scelto la traccia 3 ha usato internet come sinonimo di nuove tecnologie, WWW, social, smartphone o, addirittura, telefono (brevettato nel 1871).
Errori argomentativi - testuali
- Internet è utile perché si possono trovare informazioni utili è un argomento accettabile, ma perché diventi solido occorre corredarlo di qualche esempio e di qualche spiegazione. Stesso discorso per Internet permette di fare ricerche velocemente.
- Internet è una rete di elaboratori che consente la condivisione di informazioni... di ogni tipo: utili o inutili, attendibili o non attendibili, correlate a quanto stiamo studiando oppure buffe, divertenti o, addirittura, "troppo forti".
- Internet è uno strumento, non un metodo di studio.
- Se in una frase citate Pippo e Topolino e chiudete dicendo è molto antipatico si crea un'ambiguità: di chi predica il vostro predicato? Chi è antipatico? Esempi: Consalvo non ha un bel rapporto con il padre perché è molto rigido. Se il sito dice cose diverse dal libro occorre scrivere ciò che è scritto su esso.
- L'insieme delle lotte per liberare e unificare l'Italia si chiama Risorgimento, non Rinascimento (termine con cui si indica l'eccezionale fioritura artistica e letteraria che caratterizza l'Italia nei secoli XV e XVI). Anche in questi casi, la consultazione del vocabolario può aiutare.
- Alcuni hanno usato un argomento fantoccio per costruire antitesi comode: chi si è soffermato sull'attendibilità, chi sul pericolo dei virus, chi sulla contrapposizione tra uso saggio e uso sconsiderato. C'è stato anche chi ha sollevato il problema della contrapposizione tra una realtà che non ci soddisfa e un mondo virtuale che può offrire occasioni di svago e di quiete. Argomenti interessanti ma diversi dalla questione focale proposta dalla traccia.
- Se l'argomento principe a sostegno della vostra tesi è la possibilità di distinguere i "siti seri" dai "siti non attendibili" occorre che illustriate la procedura che consente tale distinzione. Quanto meno fate un esempio, spiegate come vi comportate, riferite quanto vi è stato insegnato...
30 marzo 2022
Ogni volta che mi baci muore un nazista
Ogni volta che mi baci muore un nazista è tratto dalla raccolta di Guido Catalano intitolata Ogni volta che mi baci muore un nazista. 144 poesie bellissime pubblicata nel 2017. Nella prefazione l'autore spiega che "ci sono poesie che, se le usi con dovizia, tipo dedicandole alla donna dei tuoi sogni, poi lei si innamora di te" e anche che "In realtà le poesie contenute in questo libro non sono 144, ma di più. È che ci piaceva il numero". Spesso, come in questo caso, le sue poesie sono costruite come un dialogo.
Ogni volta che mi baci muore un nazista
«Ogni volta che mi baci muore un nazista.»
«Avremmo dovuto conoscerci durante la Seconda guerra mondiale, non trovi?»
«Ogni volta che mi dici che ti manco, un camionista sorride.»
«Cosa c’entra?»
«Non lo so, mi piaceva l’immagine di un camionista
stanco che percorre la sua lunga interminabile
strada dall’est all’ovest sul suo gigantesco
autoarticolato e a un certo punto sorride,
senza sapere neanche lui il perché.»
«Sei strano tu.»
«Ogni volta che facciamo l’amore, ringiovanisco di tre anni.»
«Allora dobbiamo stare attenti, che non vorrei una mattina o l’altra, svegliarmi accanto a un bimbo.»
«Ogni volta che vedo la luna che galleggia piena e gialla
sulla mia città penso che anche tu, dalla tua città,
se alzi il naso, vedi la mia stessa luna piena e gialla
e tutto ciò mi sembra meraviglioso
e romantico e bellissimo.»
«Poi capisci che stai rincoglionendo?»
«Sì.»
«Eh.»
«Ogni volta che penso alla possibilità di perderti, il mio cuore si ferma per cinque secondi.»
«Ho un amico cardiologo, ti do il numero.»
«Ogni volta che mi dici che m’ami divento cintura nera di felicità settimo dan.»
«Io non t’ho mai detto che t’amo.»
«C’è sempre una prima volta.»
«Sembri molto sicuro di te.»
«Non credi che io abbia un sacco di buoni motivi per esserlo?»
«Vuoi la verità?»
«Non so se sono pronto per la verità, baciami.»
«E sia, un nazista in meno.»
7 gennaio 2022
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto I
Dal canale La Divina Commedia in HD
Il primo video è una sorta di riassunto animato del I canto. Il secondo contiene il testo del I canto dell'Inferno, quello che fa da proemio a tutta la Commedia e ci racconta come e perché Dante si trova nella selva oscura.
13 dicembre 2021
Esercizi di Analisi logica
Alcuni esercizi di analisi logica della proposizione dal sito rossanaweb.altervista.org
1 novembre 2021
Dalla vignetta al testo
Per esercitarsi con la scrittura è possibile, a vari livelli, partire da qualche immagine e mettere in atto una sorta di trasposizione.
In questo caso, per alunni giovani, si parte da alcune vignette e si cerca di farne derivare un testo narrativo. Lo scopo è ottenere un testo, semplice e corretto, che racconti quanto è possibile osservare nella striscia.
3 ottobre 2021
Parole in catena
Ci sono diversi giochi con le parole che possono aiutarci a parlare e scrivere meglio. Uno di questi è Parole in catena, un gioco di cui esistono versione diverse.
Una prima versione tiene conto del significato delle parole e chiede di trovare le parole mancanti di un elenco: un esempio.
Un'altra versione ha le seguenti regole. Si inizia da una parola scelta a caso e si prosegue scegliendo parole che comincino con l’ultima sillaba della parola precedente (al posto della sillaba si possono ripetere gruppi di lettere o singole lettere).
Un'ultima variante, chiamata La lettera che segue, prevede che le parole della frase procedano in ordine alfabetico. Dopo la parola CANE, ad esempio, occorrerà inserire una parola con la D.
15 settembre 2021
Acrostico
L'acrostico è un componimento poetico (o una frase) in cui le lettere o le sillabe iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.
Per realizzare un acrostico puoi fare così:
Scegli una parola e scrivila verticalmente (in stampatello).
M
A
R
E
Componi una frase usando parole che cominciano con le lettere incolonnate.
M i piace stare sulla sabbia
A ttendere la brezza salmastra
R idere con gli amici
E liminare ogni pensiero
Per iniziare, invece di un intero verso, possiamo limitarci a scrivere una sola parola per ogni lettera.
M olta
A cqua,
R isa,
E state!
13 settembre 2021
Mi presento ai compagni - testo descrittivo
Una volta compilate le schede, ognuno leggerà la propria ad alta voce e gli altri cercheranno di fare domande pertinenti per chiedere chiarimenti (utilizzando la formula “hai detto che… quindi vorrei chiederti….”).
Alla fine del lavoro, le schede saranno incollate su un cartellone, così da poterle riguardare e rileggere.
Per la realizzazione utilizzeremo il seguente modello.
Informazioni principali
Mi chiamo …
Sono nato a … il giorno …
Abito a … con …
Aspetto fisico
Sono alto... peso... i miei capelli sono di colore... etc.
Altre notizie
Sport, animale domestico, strumento musicale, programmi televisivi, libri, social...
Carattere
…
Cose che mi piacciono
…
Cose che non mi piacciono
…
10 maggio 2021
La Primavera Hitleriana
I fatti che vengono raccontati nella lirica fanno riferimento alla visita di Adolf Hitler a Firenze il giorno 9 maggio del 1938. Nel corso di questa visita il führer sfilò per le vie di Firenze insieme a Mussolini e agli uomini del suo seguito, assistette allo spettacolo allestito per l'occasione al Teatro comunale e venne accolto in maniera trionfale. Montale descrive appunto questa accoglienza sottolineando come il festeggiamento indirizzato al “messo infernale” faccia di tutti coloro che vi partecipano dei “miti carnefici” che si accostano a colui che può essere considerato il carnefice per antonomasia. Montale vuole sottolineare che il germe della violenza è presente anche in ciò che è apparentemente inoffensivo e che l'irresponsabile consenso della folla alla follia dei capi è il principale alimento del male.
Nella lirica Montale invoca Clizia. Clizia rappresenta il girasole e rappresenta, d'altro canto, Irma Brandeis, donna amata da Montale. La storia di Clizia è narrata da Ovidio nel libro IV delle Metamorfosi. Clizia era innamorata del Sole; si accorse che il Dio Sole la trascurava per andare da un'altra donna, Leucòtoe; provocò la morte della rivale; per questo motivo il Sole non volle più vederla; Clizia, ancora innamorata, continuò ad osservare il Sole seguendo il suo percorso; consumata dall'amore si trasformò in fiore, il girasole, ma continuò a serbare il suo amore anche dopo questa metamorfosi (“il non mutato amor mutata serbi”).
Nella lirica viene profetizzata la catastrofe della Seconda guerra mondiale e il suo esito, una sorta di resurrezione dopo la distruzione.
La primavera Hitleriana
Folta la nuvola bianca delle falene impazzite1
turbina intorno agli scialbi2 fanali e sulle spallette3,
stende a terra una coltre su cui scricchia
come su zucchero il piede; l'estate imminente sprigiona
ora il gelo notturno che capiva4
nelle cave segrete della stagione morta,
negli orti che da Maiano5 scavalcano a questi renai.
Da poco sul corso è passato a volo un messo infernale6
tra un alalà7 di scherani8, un golfo mistico9 acceso
e pavesato10 di croci a uncino l'ha preso e inghiottito,
si sono chiuse le vetrine, povere
e inoffensive benché armate anch'esse
di cannoni e giocattoli di guerra11,
ha sprangato il beccaio12 che infiorava
di bacche il muso dei capretti uccisi13,
la sagra14 dei miti carnefici che ancora ignorano il sangue15
s'è tramutata in un sozzo trescone16 d'ali schiantate,
di larve sulle golene17, e l'acqua séguita a rodere
le sponde e più nessuno è incolpevole18.
Tutto per nulla, dunque?19 – e le candele
romane20, a San Giovanni, che sbiancavano lente
l'orizzonte, ed i pegni21 e i lunghi addii
forti come un battesimo22 nella lugubre attesa
dell'orda23 (ma una gemma24 rigò l'aria stillando25
sui ghiacci e le riviere26 dei tuoi lidi27
gli angeli di Tobia28, i sette, la semina
dell'avvenire29) e gli eliotropi30 nati
dalle tue mani – tutto arso e succhiato31
da un polline32 che stride come il fuoco
e ha punte33 di sinibbio34...
Oh la piagata
primavera è pur festa se raggela
in morte questa morte!35 Guarda ancora
in alto, Clizia, è la tua sorte, tu
che il non mutato amor mutata serbi,
fino a che il cieco36 sole che in te porti
si abbàcini nell'Altro e si distrugga
in Lui, per tutti37. Forse le sirene, i rintocchi
che salutano i mostri38 nella sera
della loro tregenda39, si confondono già
col suono che slegato dal cielo, scende, vince -
col respiro di un'alba che domani per tutti
si riaffacci, bianca ma senz'ali
di raccapriccio, ai greti arsi del sud40...
1Una nevicata di farfalle bianche accompagnò la visita di Hitler presentandosi agli occhi di Montale come un funesto presagio.
2Pallido, sbiadito.
3I parapetti dei Lungarni.
4Conteneva (latinismo).
5Frazione di Fiesole, in provincia di Firenze.
6Il messo infernale è Hitler in visita in Italia. Il 4 maggio è a Roma (arrivato la sera prima), il 5 a Napoli, il 6 maggio è nuovamente a Roma (è la giornata particolare mirabilmente raccontata da Ettore Scola), il 7 avrebbe dovuto assistere a esercitazioni dell'aeronautica che vennero rimandate al giorno 8 per via del maltempo e il 9, infine, fu a Firenze. Poco più di un anno dopo, il 22 maggio 1939, Italia e Germania, nelle persone dei ministri Galeazzo Ciano e Joachim Von Ribbentrop, firmarono il Patto d'Acciaio.
7Alalà è una divinità femminile minore della mitologia greca, personificazione del grido di battaglia degli opliti, da cui deriva il grido d'esultanza fascista "Eia! Eia! Eia! Alalà!".
8Sgherro, sicario.
9Il golfo mistico è la zona in cui si colloca l'orchestra. Qui, per sinèddoche (parte per il tutto), indica il Teatro Comunale di Firenze in cui fu allestito per l'occasione il Simon Boccanegra di Verdi.
10Ornato. Pavesare significa ornare di drappi una nave a scopo celebrativo.
11In onore di Hitler sono stati chiusi i negozi. Le vetrine appaiono inoffensive ma il poeta ne descrive una che mostra giocattoli di guerra che evocano l'ideologia bellica dei regimi fascista e nazista e sembrano prefigurare il disastro della Seconda guerra mondiale.
12Macellaio.
13Dopo quella con cannoni e giocattoli di guerra, un'altra vetrina che, attraverso l'immagine dei capretti macellati, evoca le vittime della guerra.
14Festa.
15Questa giornata in onore di Hitler viene descritta come la festa dei miti carnefici (ossimoro). Una massa che appare entusiasta perché ignara del massacro imminente.
16Ballo popolare.
17Striscia di terreno, compresa tra l’argine e il letto di un fiume.
18La strana moria di farfalle ha una sorta di valore profetico che inchioda i miti carnefici alle loro colpe.
19Il poeta è profondamente turbato da quanto sta osservando e lo vede come il segno di una catastrofe che vanifica tutto ciò che può esserci stato di positivo (nell'inciso che segue parla delle ultime ore passate con Clizia/irma Brandeis). Eugenio Montale incontra Irma Brandeis a Firenze nel 1933 e nasce una storia d'amore destinata a concludersi definitivamente nel 1938. Montale idealizza poeticamente la figura di Irma, cui si riferisce con il soprannome-senhal di Clizia, come donna angelo capace di ridare senso alla sua vita ed affrontare i suoi drammi esistenziali.
20Fuochi d'artificio usati per lo spettacolo pirotecnico in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Firenze, che cade il 24 giugno.
21Le promesse fatte.
22Le promesse e gli addii scambiati con la donna amata hanno la solennità di un sacramento.
23Massa violenta (di soldati). Qui si allude all’esercito nazista.
24Una stella cadente, probabilmente.
25Lasciando cadere.
26Coste.
27Irma Brandeis, l'ispiratrice di questo personaggio, era nordamericana.
28Si tratta dei sette angeli che stanno dinanzi al Signore e comunicano a Dio i meriti degli uomini.
29La preparazione del futuro vista con la speranza di un riscatto.
30I girasoli, simbolo di luce e salvezza.
31Bruciato e divorato (distrutto, quindi).
32La polvere delle falene.
33Raffiche.
34Vento freddo e sferzante.
35Questa primavera, sebbene ferita (piagata), continua ad essere festa se trasforma in morte (allude ai vari segni nefasti ricordati nei versi precedenti) questa morte che è rappresentata dai festeggiamenti per il “messo infernale”.
36Interiore, nascosto.
37 Il sole che è dentro di te sia abbagliato (si abbacini) in Dio e si annulli in Dio per la salvezza di tutti. Clizia diventa quindi simbolo del sacrificio di Cristo. “Paga lei per tutti, sconta per tutti” (spiega Montale in un suo articolo del '46).
38I protagonisti dell'incontro: Hitler e Mussolini.
39La tregenda è un convegno di streghe e demoni.
40È l'augurio di un'alba di rinascita, bianca ma non più delle ali ripugnanti che avevano corredato la “tregenda”, che possa seguire questa sera e ridestare le Terra fatta deserto. Il critico Gilberto Lonardi propone un preciso riferimento storico, inserito come profezia a posteriori, alla risalita delle truppe alleate dalla Sicilia (a partire dallo sbarco del 9 luglio del 1943), ipotesi opinabile ma compatibile con la datazione ad arco della Primavera hitleriana «1939-1946».
2 maggio 2021
Ce la faremo?
"CE L'HA FAREMO" = Faremo è in possesso di qualcosa.
"CE LA FA REMO" = Remo riuscirà a fare qualcosa.
"CELA FAREMO" = Qualcuno nasconde Faremo.
5 marzo 2021
Esercizi interattivi di analisi del periodo
Già in passato segnalai l'ottimo lavoro del Prof. Giuseppe Bettati
→ https://profgiuseppebettati.it/
Questa non è la stessa piattaforma usata in classe perché, come già detto, Flash è giunto a fine vita (EOL - end of life).
Però sono esercizi simili (o identici) a quelli già esaminati e ugualmente utili.
- Individuare le proposizioni di cui è composto il periodo
https://profgiuseppebettati.it/gram_js/sintassi_js/individuafrasi.html - Costruire l'albero della frase
https://profgiuseppebettati.it/gram_js/mappe/alberofrase_is.html - Individuare la struttura (divisione in proposizioni e riconoscimento dello schema corretto)
https://profgiuseppebettati.it/gram_js/mappe/alberostruttura.html - Subordinate soggettive, oggettive, relative
https://profgiuseppebettati.it/gram_js/sogrelog.html - Riepilogo delle subordinate
https://profgiuseppebettati.it/gram_js/sintassi_js/riepilogo_subordinate.html
15 febbraio 2021
Diàtriba e Rubrìca
Le parole Diàtriba e Rubrìca si pronunciano Diàtriba e Rubrìca.
Molti le pronunciano in modo errato.
Alcuni link:
- https://www.comesipronuncia.it/pronuncia/diatriba-3846
- http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=63128&r=763
- https://www.comesipronuncia.it/pronuncia/rubrica-1375
- http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=22684&r=146
12 febbraio 2021
Er buffone - Trilussa
Anticamente, quanno li regnanti
ciaveveno er Buffone incaricato
de falli ride – come adesso cianno
li ministri de Stato,
che li fanno sta' seri, che li fanno –
puro el Leone, Re de la Foresta,
se mésse in testa de volé er Buffone.
Tutte le bestie agnedero ar concorso:
l'Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,
e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo...
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe' fallo ride e guadambiasse er posto;
però el Leone, tosto,
restava indiferente: nu' rideva.
Finché, scocciato, disse chiaramente:
— Lassamo annà: nun è pe' cattiveria,
ma l'omo solo è bono a fa' er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,
nojantri semo gente troppo seria!
6 gennaio 2021
Verifica italiano - errori frequenti
Alcune considerazioni per la I D a.s. 2020-2021
- Se vi viene concesso di usare il vocabolario, portate il vocabolario e usatelo (Che cos’è il dizionario e come lo si può sfruttare al meglio).
- Alla forma
Penso che sono(usata dalle persone che non studiano Italiano) è preferibile la forma Penso che siano (che ricorre al congiuntivo). APenso che eranoè preferibile Penso che fossero, ACredo che volevaè preferibile Credo che volesse. - Il pronome li è plurale.
Es.: Li ho visti=Ho visto loro - Salutali=saluta loro.
Il pronome gli è singolare e significa a lui.
Es.: Gli presto il libro= presto il libro a lui - Portagli questo = porta a lui questo.
Li e gli sono due cose diverse. LI ≠ GLI - Sulle parole tronche di più di una sillaba (andò, sentì, avvicinò, proverò, perciò) è necessario inserire l'accento grafico.
Ovviamente occorre anche fare attenzione alle parole che non sono tronche (si scrive cadde noncaddè). - Po', forma tronca di poco, si scrive con l'apostrofo.
Po', nonpoe nonpò. - Sa (verbo sapere) si scrive senza accento.
- È (verbo essere) si scrive con l'accento. E (congiunzione) senza accento.
Es.: Mario è simpatico e non è presuntuoso come dicono. - Ho e Hai (verbo avere) si scrivono con l'H. A (preposizione) si scrive senza H.
Es.: Vado a Roma. Ho uno zio che abita lì. Tu hai dei parenti? - Dà (verbo dare) si scrive con l'accento.
- Lì (avverbio di luogo) si scrive con l'accento.
- Né si scrive con l'accento soltanto quando è congiunzione correlativa negativa.
Es.: Non voglio né questo né quello.
Negli altri casi si scrive senza accento.
Es.: Me ne daresti un altro? Non ne voglio più. - Si scrive oscillando (gerundio pres. di oscillare) non
uscillando. - Si scrive fece (pass. rem. di fare) non
fecie. - Si scrive purtroppo (avverbio) non
pultroppo. - La divisione in sillabe segue delle regole → La sillaba e la divisione in sillabe.
- Se avete dubbi sulla grafia di una parola (se non siete sicuri al 100%) consultate il vocabolario.
- Dedicatevi con cura alla fase di post-scrittura (rilettura, analisi, controllo e correzione).




