30 maggio 2018

III D - Video storia educazione civica

Italia: Secondo dopoguerra, Nascita della Repubblica, Boom economico


Guerra fredda

29 maggio 2018

La grande proletaria si è mossa

Nel novembre del 1911, poco dopo lo scoppio della guerra italo-turca, Giovanni Pascoli (1855-1912) pronuncia un importante discorso intitolato La grande proletaria si è mossa, dedicato a sostenere l'impresa coloniale italiana in Libia.
Il discorso svela un Pascoli nazionalista e imperialista apparentemente inconciliabile con il socialista degli anni giovanili. In realtà la guerra coloniale viene presentata come una necessità per i cittadini italiani che dopo anni trascorsi come emigranti e dopo anni di sfruttamento devono assolutamente occupare terre fertili da cui trarre le risorse necessarie per iniziare una fase di riscatto.

Ecco l'incipit.

La grande proletaria si è mossa.
Prima ella mandava altrove i suoi lavoratori che in patria erano troppi e dovevano lavorare per troppo poco. Li mandava oltre alpi e oltre mare a tagliare istmi, a forare monti, ad alzar terrapieni, a gettar moli, a scavar carbone [...] a fare tutto ciò che è più difficile e faticoso, e tutto ciò che è più umile e perciò più difficile ancora: ad aprire vie nell’inaccessibile, a costruire città, dove era la selva vergine, a piantar pometi, agrumeti, vigneti, dove era il deserto; e a pulire scarpe al canto della strada. Il mondo li aveva presi a opra, i lavoratori d’Italia; e più ne aveva bisogno, meno mostrava di averne, e li pagava poco e li trattava male e li stranomava.
[...] tornavano in patria poveri come prima e peggio contenti di prima, o si perdevano oscuramente nei gorghi delle altre nazionalità.
Ma la grande Proletaria ha trovato luogo per loro: una vasta regione bagnata dal nostro mare, verso la quale guardano, come sentinelle avanzate, piccole isole nostre; verso la quale si protende impaziente la nostra isola grande; una vasta regione che già per opera dei nostri progenitori fu abbondevole d’acque e di messi, e verdeggiante d’alberi e giardini; e ora, da un pezzo, per l’inerzia di popolazioni nomadi e neghittose, è per gran parte un deserto.
Là i lavoratori saranno [...] agricoltori sul suo, sul terreno della patria; non dovranno, il nome della patria, a forza, abiurarlo, ma apriranno vie, coltiveranno terre, deriveranno acque, costruiranno case, faranno porti, sempre vedendo in alto agitato dall’immenso palpito del mare nostro il nostro tricolore.
E non saranno rifiutati, come merce avariata, al primo approdo; e non saranno espulsi, come masnadieri, alla prima loro protesta; e non saranno, al primo fallo d’un di loro, braccheggiati inseguiti accoppati tutti, come bestie feroci.

25 maggio 2018

Effetto Dunning-Kruger

L'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un determinato campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità e le proprie competenze a causa dell'incapacità metacognitiva di riconoscere limiti ed errori.
Corollario di questa teoria è che spesso gli incompetenti si mostrano estremamente supponenti. E viceversa.