29 novembre 2020

Indice di Povertà Umana

L'Indice di Povertà Umana (IPU o HPI, in inglese) considera la deprivazione di tre parametri essenziali della vita umana, già presi in considerazione dallo Indice di sviluppo umano: 

  • speranza di vita
  • istruzione,
  • standard di vita dignitoso.

"Deprivazione" in questo caso ha valore di termine tecnico e indica l'esclusione dal godimento di un bene o dalla soddisfazione di un bisogno.

La formula per calcolare l'HPI-1 è la seguente:

  • P1: probabilità di non sopravvivenza fino a 40 anni (moltiplicato per 100)
  • P2: analfabetismo funzionale
  • P3: tiene conto della percentuale di persone che non hanno accesso all'acqua potabile, della percentuale di persone che non posso usufruire di servizi sanitari essenziali, della percentuale di bambini al di sotto dei 5 anni che risultano sottopeso.

In alcuni casi (in linea di massima per  i paesi più sviluppati) si utilizza l'indice HPI-2. 


  • P1: Probabilità di non sopravvivenza fino a 60 anni
  • P2: Analfabetismo funzionale
  • P3: Popolazione sotto la linea di povertà (<50% del reddito medio)
  • P4: Disoccupazione a lungo termine (>12 mesi).

In questa tabella i dati relativi ad alcuni dei paesi più sviluppati. Si noterà che l'Italia è penalizzata soprattutto dal parametro analfabetismo funzionale.

Fonte:
Human Development Report 2007/2008
(a cura di UNDP - United Nations Development Programme)

Dal 2010 l'IPU è sostituito dall'Indice multidimensionale di povertà (IMP) che tiene conto dei seguenti indicatori:
  • mortalità infantile (se un bambino è morto in famiglia);
  • nutrizione (se un membro della famiglia è malnutrito);
  • anni di scolarità (se nessun membro ha compiuto cinque anni di scuola);
  • abbandono scolastico (se i membri della famiglia hanno lasciato la scuola prima di aver completato otto anni di studi);
  • elettricità (se la famiglia non ha elettricità);
  • acqua potabile (se non ce n'è entro 30 minuti a piedi);
  • servizi igienici (se non ce ne sono o sono condivisi con altri);
  • condizione dell'abitazione (se almeno uno dei tre materiali di alloggiamento per tetto, pareti e pavimento è inadeguato - es. materiali naturali o rudimentali);
  • combustibile usato per cucinare (se la famiglia cucina con sterco, legna o carbone);
  • beni mobili (se la famiglia non possiede più di uno di questi beni: radio, TV, telefono, computer, bicicletta, moto o frigorifero e non possiede un'auto o un camion.).



31 ottobre 2020

Verifica PTS - errori ricorrenti

Alcune considerazioni per la I D a.s. 2020-2021

  • Se vi viene concesso di usare il vocabolario, portate il vocabolario e usatelo.
  • Nell'Italiano moderno, in linea di massima, non si usa l'apostrofo davanti alle parole plurali. Si scrive l'alunna (sing) e le alunne (plur).
  • Evitate di "arrotolare" i ragionamenti "Le maestre si potevano chiamare maestre mentre i professori si devono chiamare professori"; "alle elementari si poteva entrare più tardi mentre alle medie si deve entrare più presto"; "alle elementari la ricreazione era più lunga mentre alle medie la ricreazione è più corta".
  • Al contrario, evitate di essere misteriosi. "C'è sempre qualcuno che esagera", ad esempio, va spiegato. Chi esagera? in cosa esagera? di quanto esagera? 
  • Non abusate dello stile nominale. A frasi come "Voti più sudati, studiare di più, più compiti, meno ricreazione" dovete preferire frasi complete come, ad esempio, "I buoni voti occorre sudarseli, è necessario dedicare maggior tempo allo studio, i malvagi professori ci assegnano molti compiti, la ricreazione ha una durata inferiore".
    A questo proposito, anche se non voglio svalutare i vostri problemi,  vi ricordo che state a scuola due ore in meno.
  • Alla forma Penso che sono (usata dalle persone che non studiano Italiano) è preferibile la forma Penso che siano (che ricorre al congiuntivo). A Penso che erano è preferibile Penso che fossero.
  • L'articolo indeterminativo UN è maschile. Davanti ad un nome femminile si usa UNA. Se il nome femminile inizia per vocale si usa l'apostrofo: un'ultima difficoltàun'enorme valanga

    Una alunna → elisione → Un'alunna.

  • Si scrive Pullman (con due L).
  • Si scrive SCUOLA (con la C non con la Q).
  • Si scrive DiFFerenze, aFFrontando (con la doppia F).
  • È (verbo essere) si scrive con l'accento.
  • Ho e Hai (verbo avere) si scrivono con l'H
  • (verbo dare) si scrive con l'accento.
  • (avverbio di luogo) si scrive con l'accento.
  • Si scrive Conoscere, senza la i.
  • Si scrive questione, non quistione.
  • Si scrive pretendono, non pretengono.
  • Le scuole che avete frequentato per cinque anni si chiamano Elementari. Non ementari, non l'ementari.
  • Se avete dubbi sulla grafia di una parola (se non siete sicuri al 100%) consultate il vocabolario.

17 ottobre 2020

6 ottobre 2020

Che cos’è per te la storia?

Un brano tratto da Carlo Greppi, La storia ci salverà.

«Che cos’è per te la storia?» mi ha chiesto una volta uno studente di diciassette anni, durante un incontro. Ci ho pensato qualche secondo e poi ho risposto.

«L’eterna lotta tra il bene e il male, forse.»

D’istinto mi è venuto da citare Il Signore degli Anelli e Harry Potter, che non è che parlino di storia anche se un legame con la storia - come ogni cosa - ce l’hanno, per poi aggiungere subito che ovviamente anche nel bene ci sono porzioni di male, e viceversa.

Sempre d’istinto, mi è venuto da specificare che quella è la storia che interessa a me, mentre ci sono interi periodi in cui questa lotta non esiste. O forse non smette mai di esistere, mi viene da chiarire ora, solo che a volte non si vede.

Sicuramente non mi sarebbe mai venuto da definire la storia "uno degli argomenti che spesso annoiano i ragazzi", come avrebbe fatto in mia presenza tre anni dopo un’altra studentessa, benché io sia del tutto consapevole del fatto che, per molti la storia è esattamente quella roba lì. Non il modo per scoprire come siamo arrivati fin qui, ma qualcosa di tremendamente noioso, una litania di biografie di uomini e donne (ma per lo più uomini) illustri e delle loro imprese, una sfilza di eventi e date con pochi appigli logici - eventi e date che noi dovremmo imparare non si sa bene perché.

E allora vi dico subito come va a finire: la storia non è una cosa positiva di per sé. E non perché sia zeppa di male, e cioè di meschinità umane, di tragedie e di massacri. Quelli, ahinoi, sono già avvenuti. Viaggiare nel tempo per impedire Auschwitz, Hiroshima e Nagasaki, la "tratta" degli schiavi, lo sterminio dei nativi americani o quello messo in atto dall’impero mongolo non si può. La storia non è una cosa positiva di per sé perché la storia come mera esposizione di fatti che in quanto tali dovrebbero tornarci utili nel presente, sostanzialmente, non esiste. E se potesse esistere sarebbe davvero poco interessante.

La storia è quello che vediamo se guardiamo indietro, è vero anche questo - e quello che vediamo dipende innanzitutto da quello che è emerso. Ma quando lo facciamo è per capire se dal passato a noi vicino o lontano possiamo trarre degli insegnamenti, se grazie a quel passato possiamo diventare persone migliori, presenti a se stesse e al mondo. Dipende tutto da come vogliamo farlo: è questo "come" a rendere la storia un qualcosa su cui vale la pena spendere il nostro tempo, le nostre energie. Oppure no.

La storia è positiva solo se, anche per vie tortuose, arriva a farci capire come siamo fatti, cosa possiamo essere e cosa rischiamo di diventare. Questa è la prima cosa che vorrei dire: la storia è l’eterna lotta tra il bene e il male, forse - fuori e dentro di noi.

2 ottobre 2020

La persona e il numero nelle forme verbali

Per la serie Non è mai troppo tardi (spero) ecco una tabella con persone e numero delle forme verbali. 

Dal momento che possiamo avere prima, seconda e terza persona e che esiste la forma singolare e quella plurale, abbiamo un totale di sei possibilità: prima persona singolare, seconda persona singolare, terza persona singolare, prima persona plurale, seconda persona plurale e terza persona plurale.


Ecco un esempio di come si coniuga una forma verbale, il presente indicativo di cantare.


Altri post dedicati al verbo:





27 settembre 2020

Vademecum studenti - Norme anti-covid

Condivido il regolamento che ho letto in classe così, se volete, potete salvarne o stamparne una copia.

→ Covid-19 - Fare il proprio dovere è semplice

Questo vademecum non sostituisce i protocolli nazionali e i protocolli dell'Istituto.

12 settembre 2020

USR ER → Indicazioni per la riapertura

Sul sito dell'USR ER è stato pubblicato un documento contente le
Le "indicazioni" sono corredate di alcuni diagrammi operativi per
Nella nota vengono riassunte le semplici misure di sicurezza da adottare all’interno della scuola con l’obiettivo di contenere il rischio di contagio ed evitare un nuovo lockdown:
  • mantenere la distanza di sicurezza (riduce il rischio di trasmissione del virus ed è ancora più importante negli spazi chiusi);
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • garantire l’igiene delle mani, con acqua e sapone o con soluzione idroalcolica
  • coprire naso e bocca con una mascherina chirurgica o di comunità (di stoffa) ogni volta che si è in ambienti chiusi e quando, all’aperto, non si riesca a garantire la distanza di un metro;
  • non recarsi a scuola se si ha febbre (temperatura superiore a 37,5°C). La quotidiana rilevazione dello stato di salute a casa, anche con la misura della temperatura, costituisce una regola fondamentale di convivenza civile;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca;
  • arieggiare spesso i locali: anche d’inverno il ricambio naturale di aria riduce il rischio di infezione;
  • effettuare la regolare pulizia delle superfici.

 












9 settembre 2020

Materiali per le lezioni di Lettere


In linea di massima, in assenza di ulteriori indicazioni, i materiali necessari per le mie lezioni sono i seguenti:

  • Quadernone/i formato A4 (preferibilmente ad anelli)
  • Penna/e a sfera (per esercizi sul quaderno e verifiche)
  • Matita/e (per la compilazione di esercizi sui manuali)
  • Fogli protocollo a righe (per le verifiche di produzione scritta)
Potranno risultare molto utili:
  • Vocabolario di italiano (per esercitazioni e verifiche di produzione scritta) 
  • Pendrive (chiavetta usb) - per lavori in formato digitale

*  *  *

Per quanto riguarda i libri ecco alcune indicazioni.

Libri per la Classe I D (Italiano e Storia)

Nel cuore dei Libri - volume 1 (italiano antologia)
Sito della casa editrice: Pearson
App per dispositivi mobili: Reader +
Piattaforma per la consultazione via browser: My Pearson Place

Alla lettera (italiano grammatica)
Sito della casa editrice: Loescher
App per dispositivi mobili: ScuolaBook
Piattaforma per la consultazione via browser: Scuolabook webreader

Di tempo in tempo - volume 1 (Storia ed Educazione civica)
Sito della casa editrice: Zanichelli
App per dispositivi mobili: Booktab
Piattaforma per la consultazione via browser: MyZanichelli

Libri per la Classe III B (ItalianoStoria e Geografia)

La scala dei sogni - volume 3 (Italiano antologia)
Sito della casa editrice: Atlas
App per dispositivi mobili: ScuolaBook
Piattaforma per la consultazione via browser: Scuolabook webreader

Alla lettera (italiano grammatica)
Sito della casa editrice: Loescher
App per dispositivi mobili: ScuolaBook
Piattaforma per la consultazione via browser: Scuolabook webreader

Di tempo in tempo - volume 3  (Storia ed Educazione civica)
Sito della casa editrice: Zanichelli
App per dispositivi mobili: Booktab
Piattaforma per la consultazione via browser: MyZanichelli

Facciamo Geografia - volume 3 (Geografia)
Sito della casa editrice: Zanichelli
App per dispositivi mobili: Booktab
Piattaforma per la consultazione via browser: MyZanichelli


12 agosto 2020

Rientriamo a scuola

Da qualche giorno, sul sito del Ministero dell'Istruzione, è disponibile un'apposita sezione - Rientriamo a scuola -  con tutti i documenti ufficiali del ministero, le indicazioni del comitato tecnico-scientifico per l'emergenza relativi al settore scuola, i link alle pagine degli uffici scolastici regionali e, infine, le risposte alle FAQ (Frequently Asked Questions) pervenute al Ministero. 


2 agosto 2020

Strumenti utili per la Geografia

Il web è ricco di risorse gratuite per l'insegnamento/apprendimento della geografia. Si tratta di strumenti di facile uso che possono rappresentare una sorta di svago o, quantomeno, di approccio ludico.

Come al solito è Google che opffre le cose più interessanti a partire dal notissimo Google Maps. Quest'ultimo può essere interessante per la sua immediatezza.

Il fratello maggiore, Google Earth, appare più interessante per i nostri fini.
Ne esiste una versione desktop, che è possibile scaricare ed installare sul proprio computer ed una versione online, utilizzabile direttamente via browser, meglio se Chrome.

In entrambi i casi è possibile cercare luoghi di interesse o sfruttare quelli preimpostati.
Nel video qui sotto un esempio di quanto è semplice passare da un luogo all'altro consentendo di avere una base per mostrare monumenti o paesaggi.



Utilizzando Pegman, il caratteristico omino giallo, è possibile passare alla modalità street view.

Attraverso Voyager (icona di un timone, sulla sinistra) è possibile accedere ad un'infinità di viaggi virtuali suddivisi in diverse interessanti categorie (natura, cultura, istruzione, gioco...). Ad esempio agli alunni più giovani si potrebbe proporre di prendere confidenza con il pianeta attraverso un tour etnogastronomico alla scoperta dei piatti natalizi. I ragazzi di terza, invece, potrebbero trovare spunti per varie attività in un viaggio che consenta di ripercorrere i traguardi raggiunti dagli artisti, gli attivisti e i politici neri che hanno fatto la storia.

Tutti i manuali di geografia hanno carte e fotografie. Ma Google Earth offre la possibilità di spostarsi ovunque e, soprattutto, di attivare il 3D. Ecco un esempio di come appare la Val Gardena con questa modalità.


La vista 3D può essere utilizzata anche per i contesti urbani offrendo interessanti possibilità per illustrare, ad esempio, i principali edifici legati alla storia locale o per preparare un'uscita didattica.


Ogni luogo di interesse, anche Argelato (!), è corredato da una scheda informativa.


Molto interessante è anche il progetto Tour creator. Ecco un esempio. 


Sul web si trovano anche molti siti dedicati a giochi geografici.

16 giugno 2020

PRIMO SECONDO TERZO di Michela Murgia

PRIMO SECONDO TERZO è una delle storie di Noi siamo tempesta di Michela Murgia.
È una storia raccontata a tre voci. Quello che segue è un accenno del racconto di Peter Norman

"[...] sono arrivato secondo tra loro due e mentre lo stadio esultava ho pensato che ero proprio dove avrei voluto essere. Purtroppo quella sensazione è durata un istante solo, perché poi li ho guardati – simili nella pelle e nello sguardo – e mi sono sentito un punto di domanda bianco tra due punti esclamativi neri, qualcosa di infiltrato che non doveva essere lì. Nello spogliatoio è stato peggio ancora. Loro non pensavano già più alla vittoria, erano già qualcosa di diverso dai due corridori contro cui avevo corso pochi minuti prima. Si sono tolti le scarpe, John si è infilato una collana di pietre ed entrambi hanno indossato una spilla con un simbolo. L’ho riconosciuto: è quello del Progetto Olimpico per i Diritti Umani. Ecco cosa sono: attivisti per i diritti dei neri! E io che cosa sono? Non lo so, so soltanto che questa era la mia gara, ma quella lotta appartiene soltanto a loro. Io non sono niente per questi due uomini. Prima di entrare nello spogliatoio non avevamo nemmeno mai parlato. Non so perché hanno deciso di dirmi cosa stavano per fare, ma si sono fidati e io mi sono sentito parte di qualcosa come non mi era mai accaduto prima. ‘Ne hai un’altra di quelle spille?’, gli ho chiesto con una voce che non sembrava nemmeno la mia. Tommie me l’ha data e io l’ho messa su anche se so che ora saranno guai, perché forse non so cosa può fare il mondo a due neri che lottano per i neri, ma so benissimo cosa può succedere a un bianco che li aiuta".

PREMIAZIONE OLIMPICA
200 METRI PIANI
CITTÀ DEL MESSICO 16 OTTOBRE 1968
Il fatto storico al quale la Murgia fa riferimento è di quelli di cui ancora oggi si fa fatica a parlare senza commuoversi. Il 16 ottobre 1968 gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos corsero la finale dei 200 metri piani alle Olimpiadi. Smith vinse l'oro. Dietro di lui l'australiano Peter Norman. Carlos si aggiudicò il bronzo.
Smith e Carlos, non appena l'inno statunitense risuonò nello stadio, alzarono il pugno chiuso, in sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights e, più in generale, delle rivendicazioni degli afroamericani. La foto fu scattata da John Dominis.
Smith e Carlos furono immediatamente sospesi dalla squadra statunitense ed espulsi dal villaggio olimpico.
Peter Norman, espresse la sua solidarietà indossando lo stemma dell'Olympic Project for Human Rights. Per questo motivo fu aspramente criticato dai media australiani e gli fu impedito di partecipare ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972 (nonostante si fosse qualificato).
Morì nel 2006 e le scuse arriveranno solo sei anni più tardi, nel 2012 quando il parlamento australiano ne riabilitò la memoria con queste parole:
Questo Parlamento:
  1. riconosce lo straordinario risultato atletico di Peter Norman, che vinse la medaglia d'argento nella gara dei 200 metri piani ai giochi Olimpici di Città del Messico del 1968, in un tempo di 20.06, ancora oggi record australiano;
  2. riconosce il coraggio di Peter Norman nell'indossare sul podio uno stemma del “Progetto Olimpico per i Diritti Umani”, in solidarietà con gli atleti afro-americani Tommie Smith e John Carlos, che effettuarono il saluto di “potere nero”;
  3. si scusa con Peter Norman per non averlo mandato ai Giochi di Monaco 1972, nonostante si fosse qualificato ripetutamente; e
  4. riconosce tardivamente il significativo ruolo che Peter Norman ebbe nel promuovere l'uguaglianza di razza.

Ecco il link al documento ufficiale.

11 giugno 2020

Il termine Risorgimento

Simbolo dell’esperienza politica che conduce alla costruzione di uno Stato unitario, il termine Risorgimento ha – in origine – un significato essenzialmente religioso. Nel Vocabolario degli Accademici della Crusca, nell’edizione del 1806, il lemma è così definito: «Risorgimento. Il risorgere. Risurrezione. [...]» (Crusca 1806, p. 436), voce ripetuta nell’edizione del 1838 (Crusca 1838, p. 916). Nel Vocabolario Universale della lingua italiana, pubblicato a Mantova nel 1852, oltre al consueto significato religioso si aggiunge anche una nuova definizione, di taglio politico-culturale: «Risorgimento. Il risorgere. (V. Risurrezione). [...] 2 – Detto Di città vale del suo rialzarsi e tornare in buono stato» (Vocabolario 1852, p. 900). Infine, a siglare uno spostamento semantico ormai già in atto da qualche decennio, il Dizionario di Tommaseo e Bellini del 1872 offre – oltre alla consueta – anche questa definizione: «risorgimento della nazione a vita civile migliore» [...]. 
Il raddoppio semantico suggerisce uno spostamento simbolico dal religioso al politico, che è poi uno degli aspetti essenziali dell’esperienza risorgimentale, un’esperienza nella quale si celebra la sacralizzazione della politica e del suo fondamento, la nazione: e in effetti il termine, che nel corso della prima metà dell’Ottocento entra pienamente a far parte del lessico della propaganda politica, allude alla «risurrezione» della patria, caduta sotto i colpi delle invasioni straniere e delle divisioni intestine.
[...]
È a partire dal terzo decennio dell’Ottocento [...] che lo slogan entra definitivamente nel lessico politico. Assai più tardi, negli anni Ottanta dello stesso secolo, il lemma fa il suo ingresso ufficiale anche nel lessico storiografico attraverso la Storia critica del Risorgimento italiano di Carlo Tivaroni (1888) [...]. L’istituzionalizzazione del termine – e del corrispondente spazio accademico – si fissa definitivamente nel 1925 e 1936, quando vengono istituite le prime cattedre universitarie di Storia del Risorgimento.


da Risorgimento di Alberto Mario Banti, in AA.VV., Atlante culturale del Risorgimento. Lessico del linguaggio politico dal Settecento all'Unità, Laterza, 2011

1 giugno 2020

Leopardi e la malattia come strumento conoscitivo

Giacomo Leopardi soffrì di una malattia invalidante. Una vera e propria disabilità, diremmo oggi, che potrebbe essere rintracciata nel Morbo di Pott o, come è stato sostenuto di recente, nella spondilite anchilopoietica giovanile.

Leopardi negò sempre una corrispondenza tra vita e filosofia e, soprattutto, negò che la sua visione della vita fosse la semplice conseguenza della sua personale situazione.

Sebastiano Timpanaro (filologo e critico letterario attivo nella seconda metà del Novecento) formulò l'ipotesi che la malattia abbia agito in Leopardi come uno stimolo, trasformandosi in un "formidabile strumento conoscitivo".

Il Leopardi ha sempre protestato con piena ragione contro quegli avversari che credevano di potersi esimere dalla confutazione razionale del suo pessimismo presentandolo come il mero riflesso di una condizione patologica (pessimista perché gobbo!), privo quindi di ogni validità generale. Che questa tesi [...] sia da respingere, non c’è dubbio. Ma il vero modo di respingerla non consiste nel negare, come pure si è fatto, ogni incidenza della malattia e della deformità fisica nella genesi della Weltanschauung [concezione del mondo] leopardiana [...]. Bisogna invece riconoscere che la malattia dette al Leopardi una coscienza particolarmente precoce ed acuta del pesante condizionamento che la natura esercita sull'uomo, dell'infelicità dell'uomo come essere fisico. Come certe esperienze personali di rapporti di lavoro sviluppano nel proletario una consapevolezza particolarmente intensa del carattere classista della società capitalistica (quel «senso di classe» così difficile ad acquisire per l'uomo di sinistra di origine non proletaria), così la malattia contribuì potentemente a richiamare l'attenzione del Leopardi sul rapporto uomo-natura. Il torto [...] non sta nell'aver affermato l'esistenza di un rapporto tra «vita strozzata» e pessimismo, ma nel non aver riconosciuto che l'esperienza della deformità e della malattia non rimase affatto nel Leopardi un motivo di lamento individuale, un fatto privato e meramente biografico, e nemmeno un puro tema di poesia intimistica, ma divenne un formidabile strumento conoscitivo. Partendo da quell'esperienza soggettiva il Leopardi arrivò a una rappresentazione del rapporto uomo–natura che esclude ogni scappatoia religiosa [...] e che, per il fatto di essere personalmente sofferta e artisticamente trasfigurata, non perde nulla della sua «scientificità». 
(Sebastiano Timpanaro, Il pessimismo «agonistico» di Leopardi, da Classicismo e illuminismo, Pisa, Nistri-Lischi, 1965, pp. 150-182).

2 maggio 2020

Battaglia di Berlino

La battaglia di Berlino, uno degli ultimi episodi della WWII si conclude il 2 maggio del 1945 (oggi ricorre il 75° anniversario).


L'Armata Rossa attaccò la capitale del Terzo Reich e portò a termine la sua missione il 2 maggio.
Adolf Hitler si suicidò per non cadere in mano nemica e il Terzo Reich si arrese ufficialmente l'8 maggio 1945.

27 aprile 2020

Strambi e preoccupanti confronti

In questi giorni, sfruttando questo simpaticissimo periodo di DAD, ho assegnato lo stesso esercizio di analisi grammaticale ad una classe seconda (II) e ad una classe terza (III).

Un test semplicissimo in cui attraverso un menu a tendina occorreva individuare la corretta corrispondenza tra la parola analizzata e la categoria grammaticale. Ad esempio, data la frase Mangiai un piatto di pastaMangiai → verbo / un → articolo etc.

Ogni candidato poteva ottenere un massimo di 100 punti.
In entrambe le squadre ci sono state delle defezioni.

Questi i risultati dell'epico scontro.

Punteggio Totale 
III - 925 punti 
II - 1320 punti → vince la II 

Numero di alunni con punteggio pieno 
III - 4 alunni 
II - 10 alunni → vince la II

Media complessiva (considerato 0 il punteggio di chi non ha eseguito il test) 
III - 37 su 100 
II - 62,86 su 100 → vince la II 

Media complessiva (senza considerare chi non ha eseguito il test) 
III - 92 su 100 
II - 94 su 100 → vince la II

Numero totale defezioni
III - 15 alunni 
II - 7 alunni → (perde e quindi) vince la II

24 aprile 2020

25 aprile - Anniversario della Liberazione

Il 25 aprile ricorre l'anniversario della Liberazione dal nazifascismo

L'istituzione della festa nazionale fu decisa dal re Umberto II, su proposta del democristiano Alcide De Gasperi.
Il 22 aprile 1946, un anno dopo la sconfitta del nazifascismo, emanò un decreto legislativo che diceva:
"A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale"
Pochi anni dopo, il 27 maggio 1949, con la legge 260 ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive"), il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo fu inserito nel novero delle feste nazionali.

Che piaccia o meno, se non ci fosse stata la Liberazione dal nazifascismo non vivremmo in una democrazia, ma in una dittatura. Ogni forma di dissidenza verrebbe repressa. Avremmo leggi razziste. Non avremmo una Costituzione. L'Italia non sarebbe una Repubblica.

Quest'anno le iniziative per celebrare l'anniversario della Liberazione si terranno in forma virtuale e saranno numerosissime. Tra tutte, vi segnalo quella del Comune di Torino, per la ricchezza del programma e il grande valore degli storici invitati, e quella del Collettivo Caciara che discuterà di Resistenza con lo storico Alessandro Barbero alle 17:00.

Di seguito un video dedicato ad uno dei più famosi canti della Resistenza, Bella Ciao. Il video nasce da un'idea di Archivi della Resistenza.
Chi gestisce il canale spiega che "questo canto è un omaggio a quei meravigliosi ragazzi e quelle meravigliose ragazze che hanno saputo lottare e trovare una luce nell'oscurità".

 


17 aprile 2020

"The Forgotten Front": la Resistenza a Bologna su myMovies

The Forgotten Front. La Resistenza a Bologna, è il nuovo film diretto da Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani.
Sarà in streaming su MYmovies da martedì 21 a sabato 25 aprile.
Il film prodotto da Orso Rosso Film con il sostegno della Regione Emilia-Romagna Film vanta preziosissimi materiali d’archivio inediti per celebrare il 75° anniversario della Liberazione.

Qui sotto il trailer.

7 aprile 2020

La Seconda Guerra Mondiale in 184 parole

La Seconda Guerra Mondiale vide combattere le POTENZE DELL'ASSE (Germania, Italia, Giappone etc.) contro gli ALLEATI (Inghilterra, Francia, URSS, USA etc.).

  1. La Germania di Hitler attaccò la Polonia (Campagna di Polonia).
  2. Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania.
  3. La Germania occupò la Francia (Campagna di Francia) e l'Italia di Mussolini entrò in guerra a fianco della Germania.
  4. La Germania attaccò l'Inghilterra con pesanti bombardamenti (Battaglia d'Inghilterra).
  5. La Germania attaccò la Russia (Operazione Barbarossa).
  6. Il Giappone attaccò gli USA a Pearl Harbor.
  7. Gli Usa entrarono in guerra e ottennero alcune importanti vittorie nel pacifico (Battaglia delle Midway, Campagna di Guadalcanal).
  8. L'URSS lanciò la sua vittoriosa controffensiva (Battaglia di Stalingrado, Operazione Urano, Operazione Bagration).
  9. Gli alleati sbarcarono in Sicilia (Operazione Husky). Il Gran Consiglio del Fascismo destituì Mussolini e l'Italia si arrese (Armistizio di Cassibile).
  10. Gli alleati sbarcarono in Normandia (D-day) e crearono le condizioni per l'attacco alle forze tedesche (Operazione Overlord).
  11. La Germania di Hitler venne sconfitta (Operazione Vistola-Oder, Invasione alleata della Germania).
  12. I Giapponesi si arresero dopo lo sgancio di due bombe atomiche contro le città di Hiroshima e Nagasaki (Progetto Manhattan).

3 aprile 2020

Sonia Bergamasco - da Seneca, "Lettere a Lucilio"



Lucio Anneo Seneca (4 a.C. -65 d.C.)
Epistulae Morales Ad LuciliumLiber Xv - 95



Ecce altera quaestio, quomodo hominibus sit utendum. Quid agimus? quae damus praecepta? Ut parcamus sanguini humano? quantulum est ei non nocere cui debeas prodesse! Magna scilicet laus est si homo mansuetus homini est. Praecipiemus ut naufrago manum porrigat, erranti viam monstret, cum esuriente panem suum dividat? Quare omnia quae praestanda ac vitanda sunt dicam? cum possim breviter hanc illi formulam humani offici tradere: omne hoc quod vides, quo divina atque humana conclusa sunt, unum est; membra sumus corporis magni. Natura nos cognatos edidit, cum ex isdem et in eadem gigneret; haec nobis amorem indidit mutuum et sociabiles fecit. Illa aequum iustumque composuit; ex illius constitutione miserius est nocere quam laedi; ex illius imperio paratae sint iuvandis manus. Ille versus et in pectore et in ore sit:

homo sum, humani nihil a me alienum puto. 

Habeamus in commune: "in commune" nati sumus. Societas nostra lapidum fornicationi simillima est, quae, casura nisi in vicem obstarent, hoc ipso sustinetur.

Post deos hominesque dispiciamus quomodo rebus sit utendum. In supervacuum praecepta iactabimus nisi illud praecesserit, qualem de quacumque re habere debeamus opinionem, de paupertate, de divitiis, de gloria, de ignominia, de patria, de exilio. Aestimemus singula fama remota et quaeramus quid sint, non quid vocentur.

Toni Servillo - da Virgilio, "Eneide"


Publio Virgilio Marone, Eneide, Libro II, versi 634 e seguenti

24 marzo 2020

Endecasillabo

L'endecasillabo è il verso più diffuso della poesia italiana.
Si tratta di un verso il cui ultimo accento ritmico cade sulla decima sillaba (gli altri accenti sono mobili, entro certi limiti).
L'endecasillabo piano è composto di undici sillabe.


Esempio di endecasillabo
"Nel mezzo del cammin di nostra vita"
  1. Nel
  2. mez
  3. zo
  4. del
  5. cam
  6. min (accento)
  7. di
  8. no
  9. stra
  10. vi (qui, sulla decima sillaba, l'ultimo accento)
  11. ta
Attenzione alla sinalefe: la sinalefe fa sì che due vocali contigue (la vocale finale d'una parola e quella iniziale della parola successiva) siano contate come una sola sillaba.

Esempio di sinalefe
"Mi ritrovai per una selva oscura"
  1. Mi
  2. ri
  3. tro
  4. vai 
  5. pe
  6. ru
  7. na
  8. sel
  9. va os (sinalefe)
  10. cu
  11. ra

Si distinguono due tipi di endecasillabo:

  • a minore (accento secondario sulla IV sillaba, Mi ritrovài per una selva oscura)
  • a maiore (accento secondario sulla VI sillaba, Nel mezzo del cammìn di nostra vita)

Se vuoi provare a creare i tuoi endecasillabi potresti partire da un schema con undici spazi che dovranno essere riempiti da altrettante sillabe. Può essere di aiuto prendere spunto da qualche endecasillabo famoso (ad esempio quelli della Divina Commedia).

Nel
mez
zo
del
cam
min
di
no
stra
vi
ta
col
puz
zo
del
to
pin
di
Non
na
Pi
Na
Mal
va
gio
pro
fes
so
re
d'i
ta
lia
no



10 marzo 2020

7 marzo 2020

Messaggio del Ministro dell'Istruzione

Su fb è disponbile un videomessaggio del Ministro dell'Istruzione agli studenti


Miur - misure per la gestione dell'emergenza

Sul sito del Ministero dell’Istruzione è disponibile la nota per le scuole con la sintesi delle misure prese nel campo dell’istruzione per la gestione dell’emergenza coronavirus e le relative indicazioni operative.

Il testo si apre con un ringraziamento a “tutti coloro che stanno andando oltre ogni obbligo e ogni dovere, svolgendo il loro servizio al Paese con dedizione, spirito di iniziativa, competenza”.

Ecco il link:

Particolari disposizioni applicative della direttiva del Ministro per la PubblicaAmministrazione del 25 febbraio 2020, n. 1 (Direttiva 1/2020), “Prime indicazioni inmateria di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nellepubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all’articolo 1 del decreto-legge 23febbraio 2020, n. 6”.

Alcuni passaggi interessanti (grassetti aggiunti).

"La specificità dell’istituzione scolastica concerne, peraltro, il servizio di istruzione, costituzionalmente garantito. Gli atti normativi adottati, come in altre situazioni similari del passato, garantiscono la validità dell’anno scolastico, per le specifiche situazioni determinatesi, derogando al complesso dei 200 giorni di lezione di cui all’articolo 74 del Testo Unico"

"Resta però la necessità di favorire, in via straordinaria ed emergenziale, in tutte le situazioni ove ciò sia possibile, il diritto all’istruzione attraverso modalità di apprendimento a distanza, non solo nelle c.d. "zone rosse” (per le quali permane la chiusura delle istituzioni scolastiche), ma anche sul restante territorio nazionale"

"Spetta al Dirigente scolastico, per quanto concerne l’attività amministrativa e l’organizzazione delle attività funzionali all’insegnamento, [...] adottare le misure più idonee"

"Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione per le quali è stata disposta la chiusura, sono annullate tutte le riunioni degli organi collegiali, già calendarizzate, per il periodo previsto"

"Le istituzioni scolastiche della scuola primaria e secondaria, nell’ambito della propria autonomia, attivano o potenziano modalità di apprendimento a distanza, ottimizzando le risorse didattiche del registro elettronico e utilizzando classi virtuali e altri strumenti e canali digitali per favorire la produzione e la condivisione di contenuti. È essenziale, nella definizione delle modalità di intervento, il più ampio coinvolgimento della comunità educante, anche al fine di offrire esperienze di mutuo aiuto e di formazione peer to peer"

"Per consentire alle istituzioni scolastiche del secondo ciclo, che siano oggetto di ordinanza di chiusura o sospensione delle attività didattiche, lo svolgimento delle prove destinate agli studenti dell’ultimo anno, Invalsi ha già comunicato la disponibilità di riprogrammare le date, di concerto con le scuole interessate, diramando nuove comunicazioni operative. "


10 febbraio 2020

La popolazione di Argelato

Il Comune di Argelato ha pubblicato un'interessante serie di dati demografici, Quanti siamo e come siamo: la popolazione di Argelato.

I documenti sono in pdf e sono aggiornati al 31 dicembre 2018

29 gennaio 2020

Orario II Quadrimestre

Pubblico il nuovo orario interno per le classi III D e II B.
Entrerà in vigore con l'inizio del secondo quadrimestre, a partire da lunedì 3 febbraio 2020.


Orario a.s. 2019-2020 - II Quadrimestre


lun mar mer gio ven

I

2B sto 3D ita L 3D ita L

II

2B sto 3D ita G


III
3D sto 3D ita A
2B ita L

IV
3D sto 3D ita A 2B ita G 2B ita G

V 3D geo 3D ita G
2B ita A


VI 3D geo 2B ita G
2B ita A











27 gennaio 2020

Che cos'è il Giorno della memoria?

Legge n. 211 del 20 luglio 2000 - art. 1
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."
Maggiori informazioni sulla legge 211


Nel documento Shoah - giorno della memoria, reso disponibile in formato sfogliabile via Calaméo,  ho riunito alcuni materiali che possono essere utili per riflettere su ciò che è stata la Shoah. Si va da un breve poesia di František Bass alle Leggi razziste del 1938, dalla bolla Cum nimis absurdum di Paolo IV alle Leggi di Norimeberga, dal programma di eugenetica denominato Aktion T4 ai Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola.

Sul blog sono disponibili altri materiali relativi alla Shoah, al razzismo e al fascismo.
Ad esempio:

19 gennaio 2020

Camera dei fasci e delle corporazioni - 19 gennaio 1939

La transizione verso il totalitarismo dell'Italia mussoliniana avviene soprattutto dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti.

Omicidio di cui, con il discorso del 3 gennaio 1925, alla Camera, Mussolini si assunse ogni responsabilità:
«Dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi. [...] 
Il Fascismo, Governo e Partito, è in piena efficienza. Signori, vi siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il Fascismo fosse finito perché io lo comprimevo, che il Partito fosse morto perché io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Se io la centesima parte dell’energia che ho messo a comprimerlo la mettessi a scatenarlo, oh, vedreste allora… Ma non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno e definitivamente la sedizione dell’Aventino. L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa; gliela daremo con l’amore, se è possibile, o con la forza se sarà necessario.»
Il discorso, come è facile intuire, prelude all'avvento della dittatura.

Tra il 1925 e il 1926 vennero emanati una serie di provvedimenti che limitavano pesantemente le libertà politiche.
In sintesi... Vennero sciolti tutti i partiti e le associazioni sindacali non fasciste, venne soppressa ogni libertà di stampa, di riunione o di parola, venne ripristinata la pena di morte, venne creato un Tribunale speciale per i reati di matrice politica, venne potenziata la misura di prevenzione del confino, che costringeva ad abitare per un tempo determinato in un luogo diverso dal comune di residenza (tra le vittime di questa misura, ad esempio, troviamo lo scrittore Cesare Pavese; accusato di antifascismo, venne arrestato e incarcerato dapprima alle Nuove di Torino, poi a Regina Coeli a Roma e, in seguito al processo, venne condannato a tre anni di confino a Brancaleone Calabro, esperienza di cui parla nel racconto Il carcere).

Il 24 dicembre 1925 una legge cambia le caratteristiche dello stato liberale: Benito Mussolini cessa di essere presidente del Consiglio, cioè primus inter pares (primo tra i ministri), e Mussolini diventa Primo ministro segretario di Stato, nominato dal re e responsabile di fronte a lui e non più al Parlamento.
Non solo.
I vari ministri sono nominati dal re su proposta di Mussolini.
Inoltre la legge stabilisce che nessun progetto potrà essere discusso dal Parlamento senza l'approvazione di Mussolini.
Il 4 febbraio 1926 i sindaci elettivi vengono sostituiti da podestà nominati con decreto reale.
Il 16 marzo 1928 viene rinnovato il criterio della rappresentanza nazionale: ci sarà una lista unica di 400 candidati scelti dal Gran Consiglio del Fascismo su proposta dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro nonché da altre associazioni riconosciute. Gli elettori potranno approvare o non approvare tale lista. A Giolitti, che protesta, Mussolini risponde ironicamente che passerano da lui per imparare come si fanno le elezioni.

Il giorno giovedì 19 gennaio 1939, di cui oggi ricorre l'anniversario, compaiono ulteriori novità. Il fascismo scioglie il Parlamento, sostituendolo con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

I membri della Camera dei fasci e delle corporazioni, chiamati consiglieri nazionali, non erano eletti tramite elezioni, ma ne facevano parte di diritto in quanto componenti del Gran consiglio del fascismo, del Consiglio Nazionale del Partito Nazionale Fascista o di qualche altra associazione fascista.