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29 novembre 2020

Indice di Povertà Umana

L'Indice di Povertà Umana (IPU o HPI, in inglese) considera la deprivazione di tre parametri essenziali della vita umana, già presi in considerazione dallo Indice di sviluppo umano: 

  • speranza di vita
  • istruzione,
  • standard di vita dignitoso.

"Deprivazione" in questo caso ha valore di termine tecnico e indica l'esclusione dal godimento di un bene o dalla soddisfazione di un bisogno.

La formula per calcolare l'HPI-1 è la seguente:

  • P1: probabilità di non sopravvivenza fino a 40 anni (moltiplicato per 100)
  • P2: analfabetismo funzionale
  • P3: tiene conto della percentuale di persone che non hanno accesso all'acqua potabile, della percentuale di persone che non posso usufruire di servizi sanitari essenziali, della percentuale di bambini al di sotto dei 5 anni che risultano sottopeso.

In alcuni casi (in linea di massima per  i paesi più sviluppati) si utilizza l'indice HPI-2. 


  • P1: Probabilità di non sopravvivenza fino a 60 anni
  • P2: Analfabetismo funzionale
  • P3: Popolazione sotto la linea di povertà (<50% del reddito medio)
  • P4: Disoccupazione a lungo termine (>12 mesi).

In questa tabella i dati relativi ad alcuni dei paesi più sviluppati. Si noterà che l'Italia è penalizzata soprattutto dal parametro analfabetismo funzionale.

Fonte:
Human Development Report 2007/2008
(a cura di UNDP - United Nations Development Programme)

Dal 2010 l'IPU è sostituito dall'Indice multidimensionale di povertà (IMP) che tiene conto dei seguenti indicatori:
  • mortalità infantile (se un bambino è morto in famiglia);
  • nutrizione (se un membro della famiglia è malnutrito);
  • anni di scolarità (se nessun membro ha compiuto cinque anni di scuola);
  • abbandono scolastico (se i membri della famiglia hanno lasciato la scuola prima di aver completato otto anni di studi);
  • elettricità (se la famiglia non ha elettricità);
  • acqua potabile (se non ce n'è entro 30 minuti a piedi);
  • servizi igienici (se non ce ne sono o sono condivisi con altri);
  • condizione dell'abitazione (se almeno uno dei tre materiali di alloggiamento per tetto, pareti e pavimento è inadeguato - es. materiali naturali o rudimentali);
  • combustibile usato per cucinare (se la famiglia cucina con sterco, legna o carbone);
  • beni mobili (se la famiglia non possiede più di uno di questi beni: radio, TV, telefono, computer, bicicletta, moto o frigorifero e non possiede un'auto o un camion.).



10 febbraio 2020

La popolazione di Argelato

Il Comune di Argelato ha pubblicato un'interessante serie di dati demografici, Quanti siamo e come siamo: la popolazione di Argelato.

I documenti sono in pdf e sono aggiornati al 31 dicembre 2018

29 dicembre 2018

Human Population Through Time

Un video dal canale You Tube dell'American Museum of Natural History.


1 febbraio 2018

Monarchie assolute

Due righe per la III D.
Nell'ultima verifica di geografia, che nel complesso è andata benino, una delle domande meno gradite è stata quella sulla forma di governo dell'Arabia Saudita. Alcuni hanno ritenuto che potesse trattarsi di una repubblica presidenziale. Molti che potesse trattarsi di una monarchia costituzionale.
Ho ipotizzato che all'origine di questo errore ci sia la convinzione che la monarchia assoluta sia una forma di governo superata (ne avrete senz'altro parlato in seconda studiando il modello francese e Luigi XIV).
In effetti l'assolutismo è scomparso quasi ovunque.
Nondimeno esistono ancora alcune monarchie assolute. Ecco un elenco:

  • Brunei (sultanato) 
  • Oman (sultanato) 
  • Qatar (emirato) 
  • Arabia Saudita (regno) 
  • Swaziland (regno)
  • Città del Vaticano (papato) 
  • Emirati Arabi Uniti (federazione di emirati) Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una federazione, ogni Emirato è tuttavia governato da un emiro con i poteri di una monarchia assoluta.

28 settembre 2016

Materiali necessari per le lezioni di lettere

In linea di massima, in assenza di ulteriori indicazioni, i materiali necessari sono i seguenti:

  • Quadernone/i formato A4 (preferibilmente ad anelli)
  • Penna/e a sfera (per esercizi sul quaderno e verifiche)
  • Matita/e (per la compilazione di esercizi sui manuali)
  • Fogli protocollo a righe (per le verifiche di produzione scritta)

Potranno risultare utili:

  • Vocabolario di italiano (per esercitazioni e verifiche di produzione scritta) 
  • Pendrive (chiavetta usb) - per lavori in formato digitale

Occorre avere sempre con sé:

  • Quaderno per le comunicazioni
  • Diario

23 novembre 2015

Imperialismo - esercizi per la LIM

imperialismo-cina



Alcuni esercizi per la LIM

Breve introduzione all'imperialismo

 Vignetta satirica sul Fardello dell'uomo bianco di Kipling

Partiamo con una definizione da vocabolario: l’imperialismo è la tendenza di uno Stato a estendere il proprio dominio su territori che originariamente non gli appartengono e/o ad acquistare una supremazia sui popoli che li abitano.
Più specificamente, pensando ai decenni tra il 1880 e la Prima Guerra Mondiale, con il termine imperialismo si indica la tendenza tipica degli stati europei, entrati nella fase di grande espansione capitalistica, ad estendere il proprio potere politico ed economico sul continente africano e su quello asiatico.

Il termine deriva dal latino "imperare", che significa "comandare", ma passa attraverso il termine inglese imperialism, utilizzato per definire la relazione tra la corona inglese e i suoi possedimenti coloniali (non a caso la regina Vittoria, nel 1876, si fregerà del titolo di "imperatrice delle Indie").

Fatto sta che nel periodo compreso tra l'ultimo ventennio dell'Ottocento e la Prima guerra mondiale l'espansione coloniale procedette con ritmi rapidissimi e fu tanto ampia da determinare una quasi completa e pianificata spartizione del pianeta in domini coloniali: la quasi totalità dell’Africa e gran parte dell’Asia finirono nelle mani di poche nazioni europee.

Nondimeno l’uso del termine imperialismo non è motivato solo dalla vastità dell'espansione coloniale, ma anche dalle modalità di questo processo e dalle implicazioni sociali che produsse all'interno dei paesi colonizzatori. Questa politica ebbe infatti una notevole eco sull'opinione pubblica, presso la quale le tendenze espansive degli stati alimentarono ideologie nazionaliste e razziste.

L'Africa alla vigilia della Grande Guerra
L'Africa alla vigilia della Grande Guerra


Come notò già l’economista John Atkinson Hobson nel capitolo introduttivo del suo Imperialism, il primo studio sistematico sull'argomento, l’imperialismo non comportò una concreta espansione dello Stato colonizzatore sul territorio colonizzato e non produsse flussi migratori di proporzioni significative: le potenze coloniali si limitarono invece ad espandere il proprio potere e ad ottenere il dominio, politico ed economico, diretto o indiretto, sul territorio assoggettato.

L’imperialismo è correlato in duplice senso alla nuova fase di industrializzazione che coinvolge tutta l’Europa, gli USA e il Giappone, da un lato, perché fa sorgere l’esigenza di controllare le fonti di materie prime (mantenendo in condizioni di subordinazione i paesi assoggettati) e di conquistare nuovi mercati (per scongiurare il rischio di crisi di sovrapproduzione), d’altro lato, perché è proprio il progresso scientifico e industriale che determina quella netta superiorità tecnologica che facilita la conquista.

In poche parole potremmo dire che il progredire della rivoluzione industriale aveva diviso il mondo in due gruppi:
  1. un piccolo numero di stati, dove la rivoluzione era già avvenuta o era in via di compimento, il cosiddetto "Occidente".
  2. il resto del mondo, paesi non industrializzati e arretrati, deboli militarmente e considerati inferiori.
Nel corso di pochi decenni, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Italia, Stati Uniti e Giappone, si spartirono quasi un quarto della superficie del pianeta, influenzando profondamente tutta la storia mondiale successiva.
Le ragioni dell’espansione coloniale sono di tipo economico, politico e culturale e possono essere ricondotte alla volontà di:
  • garantirsi un rifornimento di materie prime;
  • conquistare nuovi mercati ed evitare il rischio di una crisi di sovrapproduzione;
  • investire i capitali finanziari accumulati in investimenti ad alto profitto;
  • dimostrare la propria superiorità (nazionalismo);
  • esportare la civiltà dell’Europa occidentale nella convinzione di essere una razza superiore.
Con riferimento agli ultimi punti citati, si consideri che gli uomini politici che sostennero l'espansionismo coloniale e cercarono di fomentare le masse per ottenerne l'appoggio  non facevano volentieri ricorso alle ragioni economiche, ma all'argomento del "fardello dell'uomo bianco", della "missione civilizzatrice" nei confronti dei cosiddetti "selvaggi", che assunse un ruolo centrale e che consentì di giustificare anche le azioni più brutali e... incivili.

Un esempio di questi discorsi è disponibile qui sul blog: un discorso di Enrico Corradini, esemplificativo di quello che fu il nazionalismo italiano.

11 novembre 2015

Il mare sommergerà le nostre città (se non ci muoviamo) - La Stampa

Recentemente abbiamo parlato di riscaldamento globale. Forse troverete interessante questo articolo apparso su La Stampa



Il mare sommergerà le nostre città (se non ci muoviamo) - La Stampa:

Londra, New York, Shanghai, Hong Kong, Calcutta, Mumbai, Dhaka, Jakarta, Hanoi, Rio de Janeiro. Ma anche Napoli, Pisa, Ravenna e Venezia. Tutte città condannate - se non si farà nulla per arrestare il riscaldamento globale prodotto dai gas serra - ad essere parzialmente sommerse a causa dall’aumento del livello del mare nel giro di un secolo o più.
Continua a leggere...

Di seguito una proiezione di quello che potrebbe capitare dalle nostre parti secondo il sito http://choices.climatecentral.org/


8 novembre 2015

Gli ambienti naturali - esercizi LIM

Tre esercizi semplici semplici per verificare, giocando, se ne sappiamo abbastanza.



Schema riassuntivo (molto riassuntivo) dei biomi studiati

Gli ambienti tropicali umidi
  • Foresta equatoriale. Presenta temperature elevate, piovosità abbondante, stessa durata del giorno e della notte, un’unica stagione. La vegetazione è fittissima ed è costituita da alberi molto alti. La fauna è formata da insetti, uccelli, scimmie e pochi rettili.
  • Foresta monsonica. La foresta monsonica è caratterizzata dai monsoni, venti che d’estate soffiano dall'oceano verso il continente (monsoni di mare) e d’inverno dal continente verso l'oceano (monsoni di terra). Questo determina l’alternarsi di una stagione piovosa e una secca mentre la temperatura è quasi costante. La vegetazione è caratterizzata dalla giungla (che l'uomo riduce per far posto alle coltivazioni di riso).
  • Savana. Nella savana le piogge sono ridotte e si concentrano in un’unica stagione di sei-otto mesi: la stagione delle piogge. La vegetazione è costituita da cespugli, alberi e piante erbacee. La fauna è caratterizzata dai mammiferi erbivori (elefanti, zebre, antilopi) e predatori (leoni, leopardi, ghepardi). È l'ambiente tipico della maggior parte dei documentari sugli animali dell'Africa.

Gli ambienti tropicali aridi
  • Steppa. Nella steppa le precipitazioni sono irregolari e scarse. La vegetazione è formata da arbusti (steppa semiarida). La fauna è formata da animale di piccola taglia: roditori, rettili, coyote e canguri.
  • Deserto. Nel deserto le piogge sono rarissime (< 250 mm annui); di giorno la temperatura è altissima e di notte è piuttosto bassa, generando così una forte escursione termica giornaliera. In prossimità delle falde acquifere si trovano le oasi. La fauna è formata da ragni, scorpioni, rettili e mammiferi (dromedari, cammelli). Nella zona a clima temperato esistono i deserti freddi, come il Deserto del Gobi, dove la desertificazione è la conseguenza dell'ombra pluviometrica della catena dell'Himalaya.
 
Ombra pluviometrica - click to zoom


Gli ambienti temperati
  • Ambiente mediterraneo. L’ambiente mediterraneo è caratterizzato da un clima temperato caldo. Le piante più diffuse sono: olivo, vite, agrumi e cereali. Vi sono alberi ad alto fusto (Pino Marittimo) e piccoli alberi e arbusti (Macchia Mediterranea).
  • Prateria. La prateria è un ambiente in cui le precipitazioni sono scarse e irregolari (250-750 mm) e le escursioni termiche annue sono molto alte. Sono vastissime distese di erbe perenni in cui si pratica l’allevamento di bovini, ovini e cavalli, e la coltivazione di cereali, patate e barbabietole da zucchero.
  • Foresta di latifoglie. Nelle foreste di latifoglie, il clima è caratterizzato da temperature comprese tra -12 °C e 27 °C e le precipitazioni sono abbondanti e ben distribuite durante tutto il corso dell’anno (750-1500 mm); gli alberi prevalenti sono i faggi, le querce, gli aceri e le sequoie. La fauna è costituita da cervi, cinghiali, volpi, orsi e uccelli.

Gli ambienti freddi
  • Foresta di conifere. La foresta di conifere si incontra tra il 50° e il 70° parallelo, dove le temperature sono molto basse, ed è nota come foresta boreale o taiga. La fauna è costituita da renne, alci e castori.
  • Gli ambienti di montagna. Con il progredire dell’altitudine si incontrano temperature via via più rigide, proprio come avviene quando ci si sposta dall'equatore verso i poli. Gli ambienti di montagna si trovano sulle catene montuose.
  • La tundra. La tundra è una pianura ricoperta da piccoli arbusti, muschi e licheni. Nei periodi in cui la vegetazione riprende vita è popolata da erbivori quali renne e caribù.
  • Le zone polari. Le zone polari sono formate da Artide a Antartide; il clima è polare e la terra è ricoperta dal ghiaccio. La fauna è costituita da foche, trichechi, orsi bianchi e pinguini.