15 settembre 2015

Uomo e fiume

L'importanza del fiume è tale che è raro che alla confluenza di vie d'acqua o presso la foce non vi sia qualche città. Dobbiamo ricordare che le prime grandi civiltà, dette per l'appunto "fluviali", si sono sviluppate tra il IV e il III millennio a.C. lungo le sponde di cinque grandi fiumi: il Nilo in Egitto, il Tigri e l’Eufratein Mesopotamia, l’Indo in India e il Fiume Giallo in Cina (la carta sottostante evidenzia le aree appena citate).

La vicinanza del fiume, oltre a garantire il facile approvvigionamento di acqua per bere, cucinare e lavare, consente di procedere più facilmente all'irrigazione dei campi e, quindi, è di grande aiuto per l'agricoltura. Inoltre i fiumi possono rappresentare semplici ed economiche vie di comunicazione (sui fiumi si può navigare) e sono fonti di energia motrice (sfruttata in passato con i mulini e, oggi, per la generazione di energia idroelettrica).

Anche i laghi possono fornire acqua per irrigazione e fungere da vie di comunicazione; inoltre svolgono un'azione mitigatrice sul clima (sulle sponde del lago di Garda, ad esempio, si possono coltivare i limoni).

Il progresso tecnico tende a controllare sempre meglio i corsi d'acqua: per renderli navigabili, per evitare inondazioni, per contenere con dighe le acque da sfruttare come energia motrice.
Così, se pure le disponibilità idriche hanno innegabili influenze sul popolamento, è anche vero che mediante canali acquedotti i gruppi umani evoluti sono riusciti a svincolarsi dall'imperio dell'acqua.

Nettamente ostili all'insediamento sono invece le paludi dove l'acqua è troppo abbondante e ristagna; tuttavia, anche in questo caso, l'uomo ha saputo modificare le paludi, attraverso le bonifiche, trasformandole in terreno produttivo.

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