Il
sonetto fu scritto nel 1803, due anni dopo la morte del fratello
Giovanni, avvenuta forse per suicidio, in seguito a debiti di gioco.
Gian Dioniso Foscolo, detto Giovanni, era di tre anni più giovane
del fratello ed era un ufficiale della Repubblica cisalpina.
Nella
poesia compaiono temi già incontrati in altri sonetti. Il tema
dell’esilio in A Zacinto e il tema della morte come quiete,
in opposizione alla tempesta della vita, in Alla sera. Niente
di nuovo per quanto riguarda la metrica: si tratta di un sonetto di
endecasillabi con schema ABAB ABAB CDC DCD. Per il tema e per lo
stile, ricorda il carme 101 del poeta latino Catullo, In morte del
fratello.
In morte del fratello Giovanni
Un dì1,se
io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente2,
me vedrai seduto
il fior de' tuoi gentili anni caduto5:
la madre or sol, suo dì tardo traendo6,
parla di me col tuo cenere muto7:
ma io deluse a voi le palme tendo8
e sol da lunge i miei tetti9
saluto.
Sento gli avversi Numi10,
e le secrete
cure11
che al viver tuo furon tempesta;
e prego anch'io nel tuo porto quiete12:
questo di tanta speme13
oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta14.
___________________
1Giorno.
2Allusione
all'esilio.
3Metonimia
(materia per oggetto). Indica la tomba.
4Anche
in questo caso un vocativo ci fa comprendere a chi è rivolto il
sonetto. I primi versi ricordano il citato carme 101 di Catullo:
“Multas per gentes et multa per aequora vectus advenio has
miseras, frater, ad inferias” (Condotto per molte genti e molti
mari sono giunto a queste (tue) tristi spoglie, o fratello)
5Piangendo
la tua giovinezza stroncata. Il paragone tra il fiore reciso e
giovinezza stroncata era già stato usato da Virgilio nel momento
della morte del giovane eroe troiano Eurialo (Virgilio, Eneide,
IX, vv. 433-436).
6Mentre
trascina la sua vecchiaia.
7Nelle
ceneri mute ritroviamo la concezione materialista del Foscolo.
L'espressione mutam cinerem compare nel carme 101 di Catullo.
8Non
posso che tendere a voi inutilmente le mie mani.
9La
mia patria (sinèddoche, in questo caso, si usa la parte, i tetti,
per indicare il tutto, la mia patria).
10I
destini contrari.
11Le
angosce nascoste. Si noti il forte enjambement.
12Prego
di poter trovare la pace (quiete) nella morte (nel tuo porto).
13Di
tante speranze.
14Addolorata.
In questi ultimi versi ricompare il tema della illacrimata sepoltura.
Foscolo morirà a Londra e i suoi resti saranno portati nella
Basilica di Santa Croce a Firenze soltanto nel 1871.
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