12 dicembre 2012

43° anniversario della strage di Piazza Fontana

Quella di piazza Fontana è una delle tante stragi che, almeno dal punto di vista giudiziario, restano avvolte nel mistero. Il 12 dicembre 1969 una bomba nella Banca Nazionale dell'Agricoltura uccide 17 persone e ne ferisce un centinaio. In un primo momento gli anarchici furono considerati i responsabili dell'accaduto e un anarchico morirà cadendo dalla finestra della Questura durante un interrogatorio. Successivamente si comprenderà che dietro la strage ci sono la destra neofascista e la complicità dei servizi segreti.

All'indirizzo www.43anni.it è (era) disponibile il testo 43 anni di Adriano Sofri. Quella che segue è la sintetica cronologia che Sofri ha inserito in calce al suo volume.
Cronologia
Tra la primavera e l'autunno del 1969 un imponente movimento di lotte operaie, solo in parte promosso e controllato dai sindacati, scuote la società italiana, culminando nelle lotte contrattuali dell' “autunno caldo”. Vi prendono attivamente parte gli studenti delle università e delle scuole.
25 aprile 1969: bombe esplodono alla Fiera di Milano e alla Stazione Centrale della città, facendo numerosi feriti. Vengono subito accusate e arrestate persone di orientamento anarchico. L'indagine è condotta dalla polizia politica milanese, e in particolare dal commissario Luigi Calabresi, per il giudice istruttore Amati.
Notte fra l'8 e il 9 agosto 1969. Bombe vengono collocate su dieci treni passeggeri, 8 esplodono, provocando feriti. Viene ribadita dalle autorità la matrice anarchica.
Il 12 dicembre 1969 bombe esplodono a Milano e a Roma. A Milano, alla Banca dell'Agricoltura in piazza Fontana, l'attentato fa strage: sedici morti (poi saliti a diciassette), molte decine di feriti. Autorità di polizia e di governo e grande stampa ne attribuiscono subito la responsabilità agli anarchici.
Il 15 dicembre viene arrestato il ballerino anarchico Pietro Valpreda. Il giorno dopo viene additato come l'autore della strage.
A mezzanotte fra il 15 e il 16 dicembre il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, che si trovava in stato di fermo (illegale, essendo scaduti i termini entro i quali doveva essere rimesso in libertà o tradotto in carcere a disposizione del magistrato), precipita dall'ufficio di Calabresi, al quarto piano della Questura. Venti metri di altezza. Gli esperti calcolano per il volo una durata di quattro secondi. Muore due ore dopo
all'ospedale Fatebenefratelli, senza aver ripreso conoscenza.
Maggio 1970. Il g.i. Amati, accogliendo la conclusione del p.m. Caizzi, archivia l'istruttoria sulla morte di Pinelli. Non luogo a procedere. Morte per suicidio, e accidentale. Per suicidio accidentale.
Ottobre 1970. Si apre il processo per diffamazione intentato da Calabresi contro il settimanale “Lotta Continua” – nella persona del suo direttore responsabile, Pio Baldelli – che aveva invocato e provocato con articoli e vignette la querela. Il dibattimento si capovolge nel processo sulla responsabilità per la morte di Pinelli.
Nell'aprile 1971 la Corte decide la riesumazione del cadavere: a quel punto il difensore di Calabresi, avv. Lener, ricusa il Presidente, Biotti, che gli avrebbe espresso in privato la propria convinzione della colpevolezza della polizia.
Maggio 1971. La Corte d'Appello di Milano accoglie l'istanza di ricusazione e affossa il processo Calabresi-Baldelli.
Maggio 1971. A Milano gli anarchici processati per le bombe del 25 aprile vengono tutti assolti.
Autunno 1971. Accogliendo questa volta una denuncia di Licia Rognini, vedova di Pinelli, la Procura Generale apre un procedimento per omicidio colposo contro Calabresi, i sottufficiali di polizia e l'ufficiale dei carabinieri presenti all'interrogatorio di Pinelli. Il Giudice istruttore, D'Ambrosio, trasforma l'imputazione in omicidio volontario (e in abuso per il fermo illegale nei confronti di Allegra, capo dell'Ufficio politico).
17 maggio 1972. Luigi Calabresi viene assassinato a Milano. Venticinque anni dopo saranno condannati definitivamente per l'omicidio Leonardo Marino, Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri, ex militanti di Lotta Continua.
30 dicembre 1972. Valpreda viene scarcerato, senza processo, per effetto di una legge che prende il suo nome. È stato in prigione 1.010 giorni. Sarà definitivamente assolto nel 1987. È morto nel 2002.
Ottobre 1975. D'Ambrosio chiude la sua istruttoria con una sentenza che proscioglie tutti gli imputati (salvo Allegra per il fermo illegale, che è amnistiato). La causa della morte di Pinelli è “una improvvisa alterazione del centro di equilibrio”. Il malore attivo, ovvero, come disse un avvocato, un suicidio passivo.
Marzo 1981. La Corte di Catanzaro condanna, con una sentenza poi passata in giudicato, gli estremisti di destra Franco Freda e Giovanni Ventura a 15 anni per associazione sovversiva e per gli attentati del 25 aprile e del 9 agosto 1969.
Gennaio 2009. La giustizia italiana non ha condannato nessuno per la strage di piazza Fontana. Ha bensì scritto in alcune sentenze che fu opera dei neofascisti di Ordine Nuovo, e fra essi gli stessi Freda e Ventura, non più processabili per la strage per essere stati assolti definitivamente in passato.

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