17 dicembre 2019

Il mondo deve sapere

Il mondo deve sapere è un romanzo di Michela Murgia. La protagonista, voce narrante, racconta la sua esperienza come telefonista di un call-center. Dal romanzo è stato tratto il film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì.

Ecco un piccolo assaggio.

La tecnica era esattamente quella che mi aspettavo. Una telefonata studiata nei minimi dettagli, di cui mi danno il testo, insieme ad alcune indicazioni.
«Sorridi, dall’altra parte del telefono si capisce. Se devi fare una domanda fuori testo, fa’ in modo che non cominci mai per "non" e che la risposta non possa mai essere "no". Altrimenti ti seghi da sola.» Hai capito. Chiamale sceme.
«Buongiorno signora, sono Camilla de Camillis della Kirby di Paperopoli, lei non mi conosce. Le spiego subito il motivo della mia telefonata, lei è stata sorteggiata, lì nel paese di Chissàdove, per ricevere un buono gratuito di igienizzazione completa (la signora non deve capire con esattezza cosa le si sta proponendo) o di un suo divano, o di un suo tappeto, o addirittura di un suo materasso. In cambio di questo servizio lei dovrà semplicemente esprimere un parere sul macchinario che eseguirà l’igienizzazione e sulla persona che glielo mostrerà. Quando preferisce, signora, domani alle 15 o dopodomani alle 18?» Diabolico. La casalinga non ha tregua. Ci sono anche le risposte predefinite per le obiezioni che possono sorgere.
«Non ho tempo.»
«Ma signora, è solo un’orettamassimo, un’orettaemezza (pronunciato con la virgola dopo "massimo", in modo che la signora percepisca che la durata è massimo un’ora, mentre invece è di un’ora e mezza, quasi due) del suo tempo.»
Implicito è il messaggio che il tempo della signora non valga un soldo bucato, dato che può regalarcelo così, a gratis.
«Non compro niente.»
«Signora, non c’è nulla da comprare, non è una vendita, ma solo una campagna pubblicitaria. Siamo noi che le stiamo facendo un omaggio.»
Come se lo scopo di una campagna pubblicitaria non fosse vendere... ovviamente non verrà presa per il collo per acquistare, ma dopo un turlupinamento di quella durata, può darsi che sia proprio lei a chiedere: «E quanto costa questo coso?».
Non ci credereste, ma questo sistema funziona. Moltissime povere casalinghe, strappate ai loro lavoretti quotidiani da questa invasione telefonica, non sanno opporre resistenza al bulldozer-telefonista e dicono sì, fosse anche solo per chiudere la telefonata.

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