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8 aprile 2024

Inventa un breve testo narrativo che...

Inventa e scrivi un breve testo narrativo:
  1. che contenga la parola PACE;
  2. che contenga un dialogo;
  3. in cui sia presente uno strumento musicale.

breve testo narrativo? → circa 7 righe (tra le 5 e le 10)

12 dicembre 2023

Scrivere per uno scopo...

 Alcuni esercizi simili a Scrivere per uno scopo: scusarsi pubblicato tempo addietro.

  • Lettera di ringraziamento: Scrivi una lettera di ringraziamento a un amico o a un familiare per un favore che ti ha fatto. In questa lettera, dovrai spiegare cosa ha fatto la persona per te e come ti ha aiutato.

  • Email di richiesta: Scrivi un’email a un collega (o a un compagno di classe) per chiedere un favore o una risorsa di cui hai bisogno per il tuo lavoro (o per lo studio). In questa email, dovrai spiegare chiaramente cosa ti serve e perché ne hai bisogno.

  • Messaggio di congratulazioni: Scrivi un messaggio su un social network per congratularti con una persona per un successo o un traguardo raggiunto. In questo messaggio, dovrai esprimere la tua gioia per il successo della persona e il tuo apprezzamento per il suo duro lavoro.

  • Biglietto di invito: Scrivi un biglietto per invitare un vicino di casa a un evento o a una festa che stai organizzando. In questo biglietto, dovrai fornire tutti i dettagli dell’evento e esprimere il tuo desiderio che la persona partecipi.

  • Post su un'esperienza: Scrivi un post su un blog o su un sito web per condividere un’esperienza personale o riflettere su un argomento che ti sta a cuore. In questo post, dovrai condividere i tuoi pensieri e le tue emozioni in modo autentico e coinvolgente.

26 febbraio 2023

La riunione di quartiere

Un gioco che ho creato per promuovere la riflessione sui valori civici fondamentali come il rispetto reciproco, la capacità di ascolto e di empatia, il dialogo e la tolleranza. 

Il gioco si chiama La riunione di Quartiere.

I gruppi (giovani, genitori, commercianti...) dovranno scegliere una situazione tra le categorie proposte e scrivere un testo per presentare in modo efficace il proprio problema agli altri gruppi (ad esempio, mancanza di spazi per i giovani), proponendo una soluzione che possa apparire accettabile. 

Durante il gioco, ogni gruppo avrà l'opportunità di presentare i propri "problemi" e le proprie idee su come affrontarli. Gli altri gruppi dovranno ascoltare attentamente e, nel rispetto delle opinioni degli altri, formulare obiezioni o chiedere chiarimenti.

L'obiettivo del gioco è quello di trovare soluzioni condivise, in modo che il quartiere possa diventare un posto migliore per tutti. Testo e soluzione saranno valutati per eleganza e correttezza del testo, verosimiglianza della situazione presentata, efficacia della soluzione proposta. 

I gruppi approveranno o respingeranno le proposte e potranno guadagnare punti con suggerimenti e critiche costruttive. 

Il pdf con le regole del gioco La riunione di quartiere.

1 novembre 2022

Testi, argomentativi e non

Errori di superficie

  • Tracce si scrive senza i ed è tre anni che lo ripetiamo. 
  • Quale non cuale (!).
  • L'articolo femminile UNA, davanti a parola che inizia con vocale, subisce l'elisione. Un'inutile fonte di distrazione.
  • Al plurale è preferibile non ricorrere all'elisione.
  • , voce del verbo dare, si scrive con l'accento (grave). Perché si scrive con l'accento (acuto).
  • Il numero di soggetto e verbo deve concordare.
  • Viceré si scrive con l'accento sull'ultima vocale (vale per tutte le parole tronche con più di una sillaba).
  • I nomi propri hanno l'iniziale maiuscola. Tale regola vale anche per Google, YouTube, TikTok, Wikipedia...
  • Po' si scrive con l'apostrofo (non con l'accento ). Rappresenta la forma tronca di poco.
  • , si scrive con l'accento quando si tratta di avverbio affermativo.
  • Occorre che ogni grafema sia distinguibile dagli altri. Se la nostra "n" è uguale alla nostra "m" occorre intervenire per rimediare.
  • La prima persona singolare del passato remoto dei verbi della terza coniugazione ha la desinenza in -ii (ad esempio, riuscii, salii, sentii, dormii). La desinenza in caratterizza invece la terza persona singolare (riuscì, salì, sentì, dormì). 
  • Le parole che terminano in -zione hanno una sola Z (distrazione, informazione...)

Errori lessicali

  • Nativa (f.) che è nata in luogo ↔ Natia (f.) che costituisce il luogo di nascita.
  • Fare - dire - ... nel 99% dei casi esiste un sinonimo adeguato (usa il dizionario).
  • Un solo alunno ha ritenuto opportuno chiarire il significato di Internet. La maggior parte di chi ha scelto la traccia 3 ha usato internet come sinonimo di nuove tecnologie, WWW, social, smartphone o, addirittura, telefono (brevettato nel 1871).

Errori argomentativi - testuali

  • Internet è utile perché si possono trovare informazioni utili è un argomento accettabile, ma perché diventi solido occorre corredarlo di qualche esempio e di qualche spiegazione. Stesso discorso per Internet permette di fare ricerche velocemente.
  • Internet è una rete di elaboratori che consente la condivisione di informazioni... di ogni tipo: utili o inutili, attendibili o non attendibili, correlate a quanto stiamo studiando oppure buffe, divertenti o, addirittura, "troppo forti".
  • Internet è uno strumento, non un metodo di studio.
  • Se in una frase citate Pippo e Topolino e chiudete dicendo è molto antipatico si crea un'ambiguità: di chi predica il vostro predicato? Chi è antipatico? Esempi: Consalvo non ha un bel rapporto con il padre perché è molto rigido. Se il sito dice cose diverse dal libro occorre scrivere ciò che è scritto su esso.
  • L'insieme delle lotte per liberare e unificare l'Italia si chiama Risorgimento, non Rinascimento (termine con cui si indica l'eccezionale fioritura artistica e letteraria che caratterizza l'Italia nei secoli XV e XVI). Anche in questi casi, la consultazione del vocabolario può aiutare.
  • Alcuni hanno usato un argomento fantoccio per costruire antitesi comode: chi si è soffermato sull'attendibilità, chi sul pericolo dei virus, chi sulla contrapposizione tra uso saggio e uso sconsiderato. C'è stato anche chi ha sollevato il problema della contrapposizione tra una realtà che non ci soddisfa e un mondo virtuale che può offrire occasioni di svago e di quiete. Argomenti interessanti ma diversi dalla questione focale proposta dalla traccia. 
  • Se l'argomento principe a sostegno della vostra tesi è la possibilità di distinguere i "siti seri" dai "siti non attendibili" occorre che illustriate la procedura che consente tale distinzione. Quanto meno fate un esempio, spiegate come vi comportate, riferite quanto vi è stato insegnato...

1 novembre 2021

Dalla vignetta al testo

 Per esercitarsi con la scrittura è possibile, a vari livelli, partire da qualche immagine e mettere in atto una sorta di trasposizione. 

In questo caso, per alunni giovani, si parte da alcune vignette e si cerca di farne derivare un testo narrativo. Lo scopo è ottenere un testo, semplice e corretto, che racconti quanto è possibile osservare nella striscia.

Esercizio 1


Esercizio 2


Ovviamente si può fare qualcosa di simile anche con il testo descrittivo, a partire da una foto o da un dipinto. 


Giovanni Boldini - Attraversando la strada (1875)

13 settembre 2021

Mi presento ai compagni - testo descrittivo

Per iniziare a conoscerci meglio, per avere informazioni sui nuovi compagni di classe e per raccontare chi siamo ai nuovi compagni, compiliamo delle schede di presentazione. Potremo anche incollarvi una nostra fotografia o un nostro autoritratto.
Una volta compilate le schede, ognuno leggerà la propria ad alta voce e gli altri cercheranno di fare domande pertinenti per chiedere chiarimenti (utilizzando la formula “hai detto che… quindi vorrei chiederti….”).
Alla fine del lavoro, le schede saranno incollate su un cartellone, così da poterle riguardare e rileggere.
Per la realizzazione utilizzeremo il seguente modello.

Informazioni principali

Mi chiamo … 

Sono nato a … il giorno …

Abito a … con …

Aspetto fisico

Sono alto... peso... i miei capelli sono di colore... etc.

Altre notizie

Sport, animale domestico, strumento musicale, programmi televisivi, libri, social...

Carattere

Cose che mi piacciono

Cose che non mi piacciono


6 gennaio 2021

Verifica italiano - errori frequenti

 Alcune considerazioni per la I D a.s. 2020-2021

  • Se vi viene concesso di usare il vocabolario, portate il vocabolario e usatelo (Che cos’è il dizionario e come lo si può sfruttare al meglio).

  • Alla forma Penso che sono (usata dalle persone che non studiano Italiano) è preferibile la forma Penso che siano (che ricorre al congiuntivo). A Penso che erano è preferibile Penso che fossero, A Credo che voleva è preferibile Credo che volesse.

  • Il pronome li è plurale.
    Es.: Li ho visti=Ho visto loro - Salutali=saluta loro.
    Il pronome gli è singolare e significa a lui.
    Es.: Gli presto il libro= presto il libro a lui - Portagli questo = porta a lui questo.
    Li e gli sono due cose diverse. LI  ≠  GLI

  • Sulle parole tronche di più di una sillaba (andò, sentì, avvicinò, proverò, perciò) è necessario inserire l'accento grafico.
    Ovviamente occorre anche fare attenzione alle parole che non sono tronche (si scrive cadde non caddè).

  • Po', forma tronca di poco, si scrive con l'apostrofo.
    Po', non po e non .

  • Sa (verbo sapere) si scrive senza accento.

  • È (verbo essere) si scrive con l'accento. E (congiunzione) senza accento.
    Es.: Mario è simpatico e non è presuntuoso come dicono.

  • Ho e Hai (verbo avere) si scrivono con l'H. A (preposizione) si scrive senza H.
    Es.: Vado a Roma. Ho uno zio che abita lì. Tu hai dei parenti? 

  • (verbo dare) si scrive con l'accento.

  • (avverbio di luogo) si scrive con l'accento.

  • si scrive con l'accento soltanto quando è congiunzione correlativa negativa.
    Es.: Non voglio questo quello.
    Negli altri casi si scrive senza accento.
    Es.: Me ne daresti un altro? Non ne voglio più.

  • Si scrive oscillando (gerundio pres. di oscillare) non uscillando.

  • Si scrive fece (pass. rem. di fare) non fecie.

  • Si scrive purtroppo (avverbio) non pultroppo.

  • La divisione in sillabe segue delle regole → La sillaba e la divisione in sillabe.

  • Se avete dubbi sulla grafia di una parola (se non siete sicuri al 100%) consultate il vocabolario.

  • Dedicatevi con cura alla fase di post-scrittura (rilettura, analisi, controllo e correzione). 

31 ottobre 2020

Verifica PTS - errori ricorrenti

Alcune considerazioni per la I D a.s. 2020-2021

  • Se vi viene concesso di usare il vocabolario, portate il vocabolario e usatelo.
  • Nell'Italiano moderno, in linea di massima, non si usa l'apostrofo davanti alle parole plurali. Si scrive l'alunna (sing) e le alunne (plur).
  • Evitate di "arrotolare" i ragionamenti "Le maestre si potevano chiamare maestre mentre i professori si devono chiamare professori"; "alle elementari si poteva entrare più tardi mentre alle medie si deve entrare più presto"; "alle elementari la ricreazione era più lunga mentre alle medie la ricreazione è più corta".
  • Al contrario, evitate di essere misteriosi. "C'è sempre qualcuno che esagera", ad esempio, va spiegato. Chi esagera? in cosa esagera? di quanto esagera? 
  • Non abusate dello stile nominale. A frasi come "Voti più sudati, studiare di più, più compiti, meno ricreazione" dovete preferire frasi complete come, ad esempio, "I buoni voti occorre sudarseli, è necessario dedicare maggior tempo allo studio, i malvagi professori ci assegnano molti compiti, la ricreazione ha una durata inferiore".
    A questo proposito, anche se non voglio svalutare i vostri problemi,  vi ricordo che state a scuola due ore in meno.
  • Alla forma Penso che sono (usata dalle persone che non studiano Italiano) è preferibile la forma Penso che siano (che ricorre al congiuntivo). A Penso che erano è preferibile Penso che fossero.
  • L'articolo indeterminativo UN è maschile. Davanti ad un nome femminile si usa UNA. Se il nome femminile inizia per vocale si usa l'apostrofo: un'ultima difficoltàun'enorme valanga

    Una alunna → elisione → Un'alunna.

  • Si scrive Pullman (con due L).
  • Si scrive SCUOLA (con la C non con la Q).
  • Si scrive DiFFerenze, aFFrontando (con la doppia F).
  • È (verbo essere) si scrive con l'accento.
  • Ho e Hai (verbo avere) si scrivono con l'H
  • (verbo dare) si scrive con l'accento.
  • (avverbio di luogo) si scrive con l'accento.
  • Si scrive Conoscere, senza la i.
  • Si scrive questione, non quistione.
  • Si scrive pretendono, non pretengono.
  • Le scuole che avete frequentato per cinque anni si chiamano Elementari. Non ementari, non l'ementari.
  • Se avete dubbi sulla grafia di una parola (se non siete sicuri al 100%) consultate il vocabolario.

17 dicembre 2019

Il mondo deve sapere

Il mondo deve sapere è un romanzo di Michela Murgia. La protagonista, voce narrante, racconta la sua esperienza come telefonista di un call-center. Dal romanzo è stato tratto il film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì.

Ecco un piccolo assaggio.

La tecnica era esattamente quella che mi aspettavo. Una telefonata studiata nei minimi dettagli, di cui mi danno il testo, insieme ad alcune indicazioni.
«Sorridi, dall’altra parte del telefono si capisce. Se devi fare una domanda fuori testo, fa’ in modo che non cominci mai per "non" e che la risposta non possa mai essere "no". Altrimenti ti seghi da sola.» Hai capito. Chiamale sceme.
«Buongiorno signora, sono Camilla de Camillis della Kirby di Paperopoli, lei non mi conosce. Le spiego subito il motivo della mia telefonata, lei è stata sorteggiata, lì nel paese di Chissàdove, per ricevere un buono gratuito di igienizzazione completa (la signora non deve capire con esattezza cosa le si sta proponendo) o di un suo divano, o di un suo tappeto, o addirittura di un suo materasso. In cambio di questo servizio lei dovrà semplicemente esprimere un parere sul macchinario che eseguirà l’igienizzazione e sulla persona che glielo mostrerà. Quando preferisce, signora, domani alle 15 o dopodomani alle 18?» Diabolico. La casalinga non ha tregua. Ci sono anche le risposte predefinite per le obiezioni che possono sorgere.
«Non ho tempo.»
«Ma signora, è solo un’orettamassimo, un’orettaemezza (pronunciato con la virgola dopo "massimo", in modo che la signora percepisca che la durata è massimo un’ora, mentre invece è di un’ora e mezza, quasi due) del suo tempo.»
Implicito è il messaggio che il tempo della signora non valga un soldo bucato, dato che può regalarcelo così, a gratis.
«Non compro niente.»
«Signora, non c’è nulla da comprare, non è una vendita, ma solo una campagna pubblicitaria. Siamo noi che le stiamo facendo un omaggio.»
Come se lo scopo di una campagna pubblicitaria non fosse vendere... ovviamente non verrà presa per il collo per acquistare, ma dopo un turlupinamento di quella durata, può darsi che sia proprio lei a chiedere: «E quanto costa questo coso?».
Non ci credereste, ma questo sistema funziona. Moltissime povere casalinghe, strappate ai loro lavoretti quotidiani da questa invasione telefonica, non sanno opporre resistenza al bulldozer-telefonista e dicono sì, fosse anche solo per chiudere la telefonata.

5 ottobre 2019

Verifica pts - errori ricorrenti

Alcune considerazioni per la III D a.s. 2019-2020

Prima considerazione: se vi viene concesso di usare il vocabolario, portate il vocabolario e usatelo.

Seconda considerazione: se vi viene chiesto di raccontare la trama di un film o di un libro, dovete adottare le stesse procedure che utilizzate per la realizzazione di un riassunto. L'esercizio deve mirare a rielaborare il testo di partenza, rendendolo più breve, più chiaro e più semplice, senza però omettere informazioni importanti (il destinatario della nostra rielaborazione deve potersi fare un'idea corretta del testo di partenza).

Terza considerazione: prestate sempre attenzione alla richiesta contenuta nella traccia anche in merito al tipo di testo. Se vi viene chiesto di descrivere un personaggio è opportuno realizzare una descrizione piuttosto che raccontare le vicende che lo vedono coinvolto.
Il testo deve rispondere alla domanda com'è fatto? piuttosto che alla domanda che cosa ha fatto?

*  *  *

Un po' di considerazioni in merito alle questioni di superficie.

Un e un'
L'articolo indeterminativo singolare presenta al maschile le forme UN e UNO e al femminile la sola forma UNA.
Il maschile UN non ha bisogno di apostrofo: un animo, un alpino, un altro.
Il femminile UNA prevede l'elisione della A e l'uso dell'apostrofo: un'alunna, un'orma, un'altra.

Fu e Re
Come già detto, fu e re si scrivono senza accento
    → fu non ;
    → re non .

Da e dà
Il monosillabo DA, quando rappresenta la terza persona singolare del presente indicativo di dare si scrive con l'accento → dà. La preposizione semplice DA si scrive senza accento.

Soprattutto 
Si scrive SOPRATTUTTO con quattro t.

GLI e LE
Gli significa a lui ed è usato per riferirsi a un nome maschile
Ho incontrato Mario e gli ho chiesto della partita di pallavolo
Le significa a lei ed è usato per riferirsi a un nome femminile
Ho incontrato Marta e le ho chiesto della partita di pallavolo

Obiettivo
Pur essendo accettabile anche la forma con la doppia b è preferibile la forma obiettivo, con una sola b, perché è più vicina alla forma latina da cui deriva (obiectivum) e perché risulta la più diffusa tra le persone colte. Obbiettivo è una forma di origine popolare che ha subito il raddoppiamento della b davanti a i con valore semiconsonantico.

Seicento o '600
se desiderate indicare il secolo XVII - e per qualche ragione non volete scrivere secolo XVII - potete usare una delle seguenti alternative: Seicento (con la S maiuscola) o '600.
Scrivendo 1600 si fa riferimento all'anno solare che segue il 1599 e precede il 1601.

Parole tronche
Le parole ossìtone, dette anche tronche, sono le parole che hanno l'accento sull'ultima sillaba. Nello scritto occorre apporre l'accento grafico sull'ultima vocale: salutò, correrà, arrivò, morì...

Tempi verbali
Non possiamo mescolare presente e passato remoto... a caso. Ad esempio, la frase "Entrai in classe e mi siedo al mio posto" non è corretta. Dobbiamo scrivere "Entrai in classe e mi sedetti al mio posto". È lecito utilizzare il presente storico, ma dobbiamo farlo per entrambe le voci ("Entro in classe e mi siedo al mio posto") e con attenzione.

Divisione in sillabe
Esistono delle regole per la divisione in sillabe: è bene rispettarle.
In particolare...
Si può andare a capo con un gruppo di consonanti che forma una sillaba con la vocale seguente solo se esistono delle parole italiane che iniziano con lo stesso gruppo: la-stra, chio-sco, man-fri-na.
Divisioni come ma-nto, o-rdinare, sono errate e ne abbiamo conferma perché nessuna parola italiana comincia con nt- o rd-, infatti la divisione esatta è man-to, or-di-na-re.

H (ha e a, ho e o...)
La lettera h non ha un suono specifico; essa serve per:

  • indicare il suono duro di c e g davanti alle vocali e ed i: oche, giochi, streghe, ghigno;
  • distinguere alcune voci del verbo avere (ho, hai, ha, hanno) da altre parole con lo stesso suono (o, ai, a, anno);
  • trascrivere alcune forme esclamative: oh!, ahi!, ah!, ahimè!
Es. Luigi ha uno zaino e va a scuola; Io ho 10 euro ma non so se prendermi una pizza o un panino Gli alunni hanno meno di un anno per prepararsi all'esame.


È ed E
Il suono è simile ed è facile confondersi. Dobbiamo però cercare di ricordare che:

  • è rappresenta la terza persona del presente indicativo del verbo essere;
  • e rappresenta una congiunzione coordinante copulativa.

Es. Luigi è biondo; Luigi e Mario giocano a calcio; Luigi è un attaccante e Mario è un difensore.

SUO
Occorre fare in modo che l'uso dell'aggettivo possessivo SUO non generi ambiguità.
Es. #1 Giacomo porta Consalvo in monastero e incontra suo cugino.
Es. #2 Giovannino si innamora di Teresa, ma non può sposarla e quindi si sposa con suo fratello Michele.

Cambio di soggetto
Per lo stesso motivo, per evitare ambiguità, fate attenzione al cambio di soggetto (che deve essere sempre segnalato).
Es. Arrivato a casa, Consalvo viene a sapere della malattia della madre e muore
La frase è grammaticalmente corretta ma chi muore è Consalvo! Scriveremo quindi (ad esempio): Consalvo viene a sapere della malattia della madre la quale, dopo qualche giorno, muore.

Primogenito
Si scrive primogenito. La grafia univerbata è già presente nel latino primogenĭtus.

22 gennaio 2019

Errori bizzarri e/o ricorrenti

Non possiamo mescolare presente e passato remoto. Ad esempio, la frase "Entrai in classe e mi siedo al mio posto" non è corretta. Dobbiamo scrivere "Entrai in classe e mi sedetti al mio posto". È lecito utilizzare il presente storico, ma dobbiamo farlo per entrambe le voci: "Entro in classe e mi siedo al mio posto".

Le parole tronche hanno l'accento grafico sull'ultima vocale: salutò, correrò, canterò...
Le parole piane, al contrario, non hanno l'accento grafico sull'ultima vocale: afferra non afferrà.

Ripassate con cura i verbi. Le forme sentemmo, fecie, ridarono, volette e diventà sono errate. Scriveremo, piuttosto, sentimmo, fece, ridiedero, vollediventerà.

Gli significa a lui ed è usato per riferirsi a un nome maschile
    → Ho incontrato Mario e gli ho chiesto della partita di pallavolo
Le significa a lei ed è usato per riferirsi a un nome femminile
    → Ho incontrato Marta e le ho chiesto della partita di pallavolo

Li è diverso da Gli e dobbiamo fare attenzione a non confondere i due pronomi.
Usiamo li in espressioni come "li ho visti" (ho visto loro). Anticamente era usato come articolo, ma attualmente si usa solo davanti alle date (Argelato, li 22 gennaio 2019).
Usiamo Gli in espressioni come "gli ho prestato un libro" (ho prestato un libro a lui) oppure, come articolo determinativo (plurale di LO), in espressioni come "Gli zaini e gli astucci".

Nei digrammi ch e gh viene utilizzata la lettera H per indicare la pronuncia "dura" delle lettere C e G davanti alle vocali E e I (chela e cela - china e Cina - ghiotto e Giotto).
Non viene utilizzata davanti alle altre vocali.
Quindi, ad esempio, non si scrive RICCHA ma RICCA.

Si scrive scoiattolo non scogliattolo.
Si scrive immobile non in mobile (per altro il termine immobile era presente nel testo della favola che vi è stata proposta).

L'articolo indeterminativo singolare presenta al maschile le forme UN e UNO e al femminile la sola forma UNA.
Il maschile UN non ha bisogno di apostrofo: un animo, un alpino, un altro.
Il femminile UNA prevede l'elisione della A e l'uso dell'apostrofo: un'alunna, un'orma, un'altra.

Come già detto (più volte), fu e re si scrivono senza accento
     fu non ;
    → re non .
Il monosillabo DA, quando rappresenta la terza persona singolare del presente indicativo di dare si scrive con l'accento → .

24 settembre 2018

Test d'ingresso - errori comuni

Fu si scrive senza accento → fu non
Re si scrive senza accento → re non

Sul blog è disponibile una → scheda sull'uso dell'accento.

I nomi propri si scrivono con la maiuscola: Mediterraneo, Ottaviano

Esistono delle regole per la divisione in sillabe: è bene rispettarle.

Si scrive a capo dell'esercito non accapo dell'esercito (accapo si può usare  nell'espressione andare accapo con il significato di iniziare un nuovo capoverso).

L'avverbio dapprima è un unica parola (può capitare di incontrare la forma da prima ma è molto meno diffusa poiché genera ambiguità).

La terza persona del passato remoto indicativo di nascere è nacque (non naque, non naqcue, non nacue)

Sulle parole tronche deve essere inserito l'accento:

  • città non citta
  • conquistò non conquisto
  • cominciò non comincio
Tra le parole con consonante doppia che sono state sbagliate più spesso ci sono: repubblicana (si scrive con una P e due B) e Mediterraneo (una sola T e due R).

Li ≠ Gli
Li è diverso da Gli e dobbiamo fare attenzione a non confonderli.
Usiamo li come pronome in espressioni come "li ho visti" (ho visto loro). Anticamente era usato come articolo, ma attualmente si usa solo davanti alle date (Argelato, li 25 settembre 2018).
Usiamo Gli come pronome in espressioni come "gli ho prestato un libro" (ho prestato un libro a lui) oppure come articolo determinativo (plurale di Lo) in espressioni come "Gli zaini e gli astucci". 

scheda sull'uso dell'articolo

17 settembre 2018

Cronisti allo sbaraglio - Una [strana, emozionante, pericolosa, incredibile] avventura estiva

Se siete stati nella mia classe in prima media avete probabilmente già svolto un'attività intitolata Cronisti allo sbaraglio.
Se siete stati nella mia classe in prima media e avete svolto la suddetta attività, forse ricorderete che si è trattato di un'attività che, scimmiottando il lavoro del giornalista vi invitava a intervistare un compagno per effettuarne una descrizione e per presentarlo alla classe.
L'attività Una [strana, emozionante, pericolosa, incredibile] avventura estiva, come avranno intuito i più scaltri, riguarda le vostre avventure balneari e le vostre, ahinoi appena concluse, vacanze estive.
In pratica cosa faremo?
Cercando di tenere a mente quanto già osservato in merito al testo giornalistico, cercando di ricordare la regola delle 5 W (Who? What? When? Where? Why?), intervisteremo il nostro famoso compagno di banco, ci faremo raccontare un particolare episodio delle sue vacanze (la gente adora i pettegolezzi sulle vacanze dei personaggi famosi) e scriveremo un breve articoletto che leggeremo alla classe. Un esempio dedicato alle vacanze di Ariana Grande: esempio

24 marzo 2018

Lipogramma

Un lipogramma (dal greco lèipo e gramma, elimino una lettera) è un testo in cui non viene usata una determinata lettera.

Un altro caso, quindi, di scrittura vincolata o a costrizione (cfr. Tautogramma).

Un esercizio pratico può essere quello di proporre agli alunni un testo e chiedere di riscriverlo (restando il più fedeli possibile all'originale) senza usare una determinata lettera. 

Occorrerà quindi sostituire ogni parola che contiene la lettera proibita con un suo sinonimo o con una perifrasi che non la contiene.

Anche in questo caso si può decidere di andare in deroga per alcune parole: articoli, congiunzioni, preposizioni proprie.

Un testo di base

LA GALLINA dalle UOVA D'ORO
Un contadino possedeva una meravigliosa gallina che, ogni mattina, invece del solito uovo, deponeva nel pollaio nientemeno che un uovo d'oro. Non accontentandosi di quest'uovo quotidiano, il contadino immaginò che la gallina avesse un mucchio d'oro nelle viscere ma, quando la uccise, trovò che dentro era fatta come tutte le altre galline. Così, per la speranza di trovar la ricchezza tutta in una volta, restò privo anche del suo modesto provento.
Accontentatevi di quello che avete e guardatevi dall'essere insaziabili.

esercizio 1: riscriverlo senza usare la D (cambiando il meno possibile)

LA GALLINA che faceva uova auree
Un allevatore aveva una meravigliosa gallina che, ogni mattina, non faceva un uovo normale, ma lasciava nel pollaio nientemeno che un uovo aureo. Siccome un uovo al giorno non gli bastava, l'allevatore immaginò che la gallina avesse oro nelle viscere: la uccise e trovò che all'interno era fatta come tutte le altre galline. Così, per la speranza che fosse possibile trovare la ricchezza tutta in una volta, perse completamente il suo limitato provento.
È meglio accontentarsi e non essere insaziabili.

17 marzo 2018

Dubbi ortografici

Si tratta di errori che, ahinoi, sono comparsi nei vostri elaborati scritti.
Anche se, senza dubbio, esistono problemi più gravi (crisi economica, inquinamento, sostenibilità del nostro modello di sviluppo...), anche se gli alunni che sono direttamente interessati dalle righe che seguono, deo gratias, non sono molti, vi prego di:

  • leggere con attenzione, 
  • farmi conoscere i vostri dubbi,
  • tatuarvi questi (pochi) consigli in qualche zona protetta della vostra memoria. 

Tracce 
Tracce si scrive senza i. La regola di riferimento è quella che riguarda il plurale delle parole in -cia e -gia.

Adolescente 
Adolescente si scrive senza la lettera i. Leggete il post -sce- o -scie-?

Scelgo
Scelto, scegliere e derivati si scrivono senza la lettera i.
Dal momento che casi analoghi possono rappresentare un "pericolo" (ad esempio abbiamo coscienza e conoscenza) converrà, nel dubbio, consultare un vocabolario. Leggete il post -sce- o -scie-?

Soprattutto 
Si scrive SOPRATTUTTO con 4 t

GLI e LE
Gli significa a lui ed è usato per riferirsi a un nome maschile
Ho incontrato Mario e gli ho chiesto della partita di pallavolo
Le significa a lei ed è usato per riferirsi a un nome femminile
Ho incontrato Marta e le ho chiesto della partita di pallavolo

Obiettivo
Pur essendo accettabile anche la forma con la doppiaè preferibile la forma obiettivo, con una sola b, perché è più vicina alla forma latina da cui deriva (obiectivum) e perché risulta la più diffusa tra le persone colte. Obbiettivo è una forma di origine popolare che ha subito il raddoppiamento della b davanti a i con valore semiconsonantico.

Da e Dà
la preposizione semplice si scrive da (senza accento).
Mi chiamo Mork e vengo da Ork 
La terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare si scrive (con l'accento).
Il Dirigente Scolastico dà disposizioni per l'uscita anticipata 

C'entra, C'entrano
Nel significato di avere attinenza, avere a che fare con qualcuno o qualcosa si usa c'entra e non centra (centrare significa colpire il bersaglio)
"Che cosa centra questo arciere medievale?" significa "Che cosa colpisce questo arciere medievale?".
Se la vostra ragazza, alla domanda "mi ami? ma quanto mi ami?", rispondesse "arciere medievale" voi, per farle notare che non afferrate il nesso e che la risposta vi sembra poco pertinente, replichereste "Arciere medievale!? Che cosa *beep* c'entra!?"

Conquistare
La grafia corretta è conquistare. La forma concquistare è errata.
Leggete il post Uso di -cu- e -qu-.
Si tratta di uno di quei casi in cui, nel dubbio, è bene consultare il vocabolario.

Seicento o '600
se desiderate indicare il secolo XVII - e per qualche ragione non volete scrivere secolo XVII - potete usare una delle seguenti alternative: Seicento o '600.
Scrivendo 1600 si fa riferimento all'anno solare che segue il 1599 e precede il 1601.

*  *  *

Infine... cercate di accettare che - nel processo di redazione di un testo - la fase di scrittura, vera e propria, deve seguire le operazioni di pre-scrittura ed essere seguita dalle operazioni di post-scrittura. Leggete o ri-leggete il post dedicato alle fasi della scrittura.

27 febbraio 2018

Gioco del dizionario

Ingredienti: giocatori (almeno tre), fogliettini, penne e un dizionario.

Nel nostro caso il prof riveste il ruolo di "lettore" (altrimenti si procede a rotazione).

  • I fase: il lettore cercherà una parola difficile utilizzando il dizionario e la comunicherà ai gruppi di giocatori. 
  • II fase: ogni gruppo avrà tre minuti per scrivere su un foglietto una definizione verosimile di quella parola (dovrà sembrare autentica!!), mentre il prof scriverà quella giusta, trascrivendola dal vocabolario in forma semplificata.
  • III fase: i foglietti saranno consegnati al prof. Il prof li mischierà e leggerà le varie definizioni, senza dire nulla che possa far capire qual è la definizione giusta (e cercando di rimanere impassibile). 
  • IV fase: a questo punto ogni gruppo deve votare una definizione cercando di individuare quella del dizionario.

Chi avrà individuato la definizione esatta guadagnerà un punto. E questo forse l'avevate già intuito.
Però si guadagnano anche tanti punti quanti sono i voti ottenuti dalla propria definizione. Se sei giocatori avranno votato la definizione di Carmine, convinti che sia quella giusta, allora Carmine guadagnerà sei punti.
Una parte fondamentale del gioco consiste quindi nello scrivere definizioni credibili perché ogni voto ricevuto per la definizione farà guadagnare un punto.

Ovviamente è vietato votare per la propria definizione.

Facciamo un esempio, il lettore sceglie la parola "Parascenio" e quando raccoglie i foglietti legge:

  1. Antica misura persiana corrispondente a circa 6 km di lunghezza.
  2. Copricapo di lana tipico dei pastori arabi.
  3. Fortificazione medievale costituita da una griglia di ferro posta a protezione delle finestre.
  4. Parte anteriore del palcoscenico.
  5. Vasca di scolo per il pellame ascenio.

Quale definizione scegliereste?

3 dicembre 2017

Prova scritta di italiano esame di Stato

Il nuovo documento di riferimento per l'Esame di Stato è il DM 3 ottobre 2017, n. 741

L'articolo 7 riguarda la prova scritta di italiano e dice:

Articolo 7
(Prova scritta relativa alle competenze di italiano)
  1. La prova scritta di italiano o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento accerta la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale, il corretto ed appropriato uso della lingua e la coerente e organica esposizione del pensiero da parte delle alunne e degli alunni.
  2. La commissione predispone almeno tre terne di tracce, formulate in coerenza con il profilo dello studente e i traguardi di sviluppo delle competenze delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, con particolare riferimento alle seguenti tipologie:
    1. testo narrativo o descrittivo coerente con la situazione, l'argomento, lo scopo e il destinatario indicati nella traccia;
    2. testo argomentativo, che consenta l'esposizione di riflessioni personali, per il quale devono essere fornite indicazioni di svolgimento;
    3. comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico anche attraverso richieste di riformulazione.
  3. La prova può essere strutturata in più parti riferibili alle diverse tipologie di cui al comma 2.
  4. Nel giorno di effettuazione della prova la commissione sorteggia la tema di tracce che viene proposta ai candidati. Ciascun candidato svolge la prova scegliendo una delle tre tracce sorteggiate.
I grassetti sono miei.

15 settembre 2017

Cronisti allo sbaraglio 2 - La vendetta dell'onda ribelle

Se siete stati nella mia classe in prima media avete probabilmente già svolto un'attività intitolata Cronisti allo sbaraglio.
Se siete stati nella mia classe in prima media e avete svolto la suddetta attività, forse ricorderete che si è trattato di un'attività che, scimmiottando il lavoro del giornalista vi invitava a intervistare un compagno per effettuarne una descrizione e per presentarlo alla classe.
L'attività Cronisti allo sbaraglio 2 - La vendetta dell'onda ribelle, come avranno intuito i più scaltri, riguarda le vostre avventure balneari e le vostre, ahinoi appena concluse, vacanze estive.
In pratica cosa faremo?
Cercando di tenere a mente quanto già osservato in merito al testo giornalistico, cercando di ricordare la regola delle 5 W (Who? What? When? Where? Why?), intervisteremo il nostro famoso compagno di banco, ci faremo raccontare un particolare episodio delle sue vacanze (la gente adora i pettegolezzi sulle vacanze dei personaggi famosi) e scriveremo un breve articoletto che leggeremo alla classe.

Due esempi per evitarvi una fatica eccessiva. Si tratta di due articoli di cronaca davvero semplici (riguardano, pensate un po', il trapianto di rene di Selena Gomez): esempio 1 ed esempio 2


2 marzo 2017

Big hero 6



Scheda-promemoria con i nomi dei personaggi.

  • Hiro Hamada: è il protagonista del film e leader dei Big Hero 6.
  • Tadashi Hamada: fratello maggiore di Hiro, inventore di Baymax.
  • Baymax: robot infermiere universale.
  • GoGo Tomago: atletica e affascinante ragazza, esperta in biciclette, pattini, ruote e dischi.
  • Wasabi: robusto e meticoloso, si occupa della sperimentazione coi laser.
  • Honey Lemon: geniale esperta di chimica.
  • Fred: un aitante e molto vivace nerd, amante dei supereroi e dell'azione, non si occupa degli esperimenti ma è solo la mascotte della scuola.
  • Professor Robert Callaghan: l'antagonista del film, direttore del laboratorio dell'università dove i ragazzi studiano e sviluppano le tecnologie innovative. Mentore di Tadashi e successivamente di Hiro, predilige la ricerca tecnologica accademica a scapito del suo utilizzo commerciale.
  • Cass Hamada: zia e tutrice di Hiro e Tadashi.
  • Alistair Krei: ricco imprenditore di successo che sfrutta la tecnologia a fini di lucro, e che ha condotto esperimenti sul teletrasporto nei quali Abigail è rimasta sperduta per molto tempo, perciò è osteggiato dal professor Callaghan.
  • Abigail: figlia di Robert Callaghan, viene usata come cavia di un esperimento di teletrasporto.
Sul blog è disponibile un post utile per svolgere il lavoro richiesto:

14 febbraio 2017

Racconta la storia della vignetta

Ieri mattina abbiamo fatto questo gioco in classe per esercitarci con il la realizzazione di testi narrativi.
 Questo è il testo di Alex.
La fantastica idea di Giorgia e Matilde e il cattivello Bunny 
Giorgia e Matilde decisero di fare un pupazzo di neve che chiamarono Fiocco di neve. 
Ci misero due settimane, ma alla fine ci riuscirono e Fiocco di neve era finalmente finito! Giorgia e Matilde andarono a casa e Giorgia, tornata a casa, fu informata da sua mamma che era scappato il suo coniglio Bunny. Seguì le sue impronte. Bunny stava mangiando il naso di Fiocco di neve! Giorgia lo trovò e lo portò a casa e poi tornò da Fiocco di neve e gli mise una pigna come naso. Tornò a casa il giorno dopo da Matilde e le raccontò tutto.
Giocarono con Fiocco di neve per tutto l'inverno e quando fiocco di neve si stava sciogliendo presero la sua neve e ci fecero 50 piccoli Fiocchi di neve e li misero in 50 barattoli. Li diedero ai propri compagni e il resto se li tenettero loro. Così Fiocco di neve non si sarebbe mai sciolto.


Questo è il testo di Sara.

Il leprotto di città e il leprotto di montagna 
Il leprotto di città un bel giorno chiamò il leprotto di montagna.
Il leprotto di città e il leprotto di montagna iniziarono a parlare, così il leprotto di città disse: "Io sono molto stanco di lavorare... non ne posso più e vorrei tanto riposarmi come fai tu!".  Il leprotto di montagna disse: "Perché non vieni a trovarmi? Così potremmo giocare e rilassarci un po'".
Il leprotto di città disse: "Ok, sarò lì stasera, molto probabilmente".
Il giorno dopo arrivò nella piccola casa del leprotto di montagna che lo accolse con gioia.
Il leprotto di montagna disse: "Vuoi venire a sciare con me? È molto divertente!".
Il leprotto di città disse: "Ok, ma non sono bravo come te. Quindi verrò e spero di riuscire a starti dietro".
Così andarono nella pista di ghiaccio e si divertirono un mondo! A fine giornata i due leprotti andarono a casa del leprotto di montagna. Mangiarono una pizza ai funghi e, dopo aver cenato, si sedettero vicino al focolare per scaldarsi un po'.
La mattina seguente il leprotto di città dovette tornare a casa e quindi si salutarono.