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2 aprile 2013

Volevamo la poesia, abbiamo raccattato i malanni

Complice il terremoto e quel che ne è seguito, mi trovo nuovamente tra le mani Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino.

23 marzo 2012

Il dolore è eterno, ha una voce e non varia


La capra

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

(Umberto Saba)
La poesia appartiene alla sezione Casa e campagna (1909-1910) del Canzoniere di Saba.
Il tema è molto semplice e, nello stesso tempo, estremamente complesso: nel belato fraterno di una capra riconosce il valore del dolore, eterno e comune a tutti gli essere viventi.
Dal punto di vista metrico possiamo individuare tre strofe irregolari di endecasillabi e settenari. Compaiono rime libere e assonanze. Chiude un quinario in rima.

Uguale: sempre uguale, monotono, continuo.
per celia: per scherzo
ha una voce e non varia: la voce del dolore è una sola ed la medesima per tutti gli esseri viventi (in un certo senso il contrario di quel che dice Tolstoj nell'incipit di Anna Karenina: "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo").
sentiva: arcaismo per sentivo (dalla forma in -ibam della prima persona singolare dell'imperfetto latino).