Le montagne infatti hanno sempre costituito un ostacolo per:
- le difficoltà di transito (superare una montagna non è facile),
- la crudezza del clima,
- la ristrettezza dello spazio adatto alle colture (è più difficile praticare l'agricoltura).
È ovvio che parallelamente si delinea un limite altimetrico dell'insediamento umano.
A quello che abbiamo appena detto dobbiamo aggiungere due considerazioni:
- innanzitutto nelle regioni tropicali (dove è più caldo per effetto della latitudine) è possibile trovare coltivazioni anche a 2000 metri di altitudine;
- i progressi tecnici inducono ad abbandonare il tentativo di coltivazione in montagna (è inutile infatti coltivare frumento su terreni difficili quando il frumento coltivato in pianura, con l'impiego di macchine, è disponibile ad un prezzo minore).
Tra le attività più moderne possiamo ricordare l'impiego turistico della montagna (sci, escursionismo, ricerca di relax) e lo sfruttamento delle risorse idriche (per la produzione di energia idroelettrica), attività che danno un nuovo impulso alla rivalutazione delle montagne.
Si consideri infine che le aree a foresta (più diffuse in montagna) si oppongono, per la loro natura, alla vita e l'insediamento dell'uomo, ma nello stesso tempo rappresentano fonti di materie prime (si può ricavare il legno, utile per l'edilizia, per l'industria del mobile, per la produzione di carta).