22 gennaio 2019

Errori bizzarri e/o ricorrenti

Non possiamo mescolare presente e passato remoto. Ad esempio, la frase "Entrai in classe e mi siedo al mio posto" non è corretta. Dobbiamo scrivere "Entrai in classe e mi sedetti al mio posto". È lecito utilizzare il presente storico, ma dobbiamo farlo per entrambe le voci: "Entro in classe e mi siedo al mio posto".

Le parole tronche hanno l'accento grafico sull'ultima vocale: salutò, correrò, canterò...
Le parole piane, al contrario, non hanno l'accento grafico sull'ultima vocale: afferra non afferrà.

Ripassate con cura i verbi. Le forme sentemmo, fecie, ridarono, volette e diventà sono errate. Scriveremo, piuttosto, sentimmo, fece, ridiedero, vollediventerà.

Gli significa a lui ed è usato per riferirsi a un nome maschile
    → Ho incontrato Mario e gli ho chiesto della partita di pallavolo
Le significa a lei ed è usato per riferirsi a un nome femminile
    → Ho incontrato Marta e le ho chiesto della partita di pallavolo

Li è diverso da Gli e dobbiamo fare attenzione a non confondere i due pronomi.
Usiamo li in espressioni come "li ho visti" (ho visto loro). Anticamente era usato come articolo, ma attualmente si usa solo davanti alle date (Argelato, li 22 gennaio 2019).
Usiamo Gli in espressioni come "gli ho prestato un libro" (ho prestato un libro a lui) oppure, come articolo determinativo (plurale di LO), in espressioni come "Gli zaini e gli astucci".

Nei digrammi ch e gh viene utilizzata la lettera H per indicare la pronuncia "dura" delle lettere C e G davanti alle vocali E e I (chela e cela - china e Cina - ghiotto e Giotto).
Non viene utilizzata davanti alle altre vocali.
Quindi, ad esempio, non si scrive RICCHA ma RICCA.

Si scrive scoiattolo non scogliattolo.
Si scrive immobile non in mobile (per altro il termine immobile era presente nel testo della favola che vi è stata proposta).

L'articolo indeterminativo singolare presenta al maschile le forme UN e UNO e al femminile la sola forma UNA.
Il maschile UN non ha bisogno di apostrofo: un animo, un alpino, un altro.
Il femminile UNA prevede l'elisione della A e l'uso dell'apostrofo: un'alunna, un'orma, un'altra.

Come già detto (più volte), fu e re si scrivono senza accento
     fu non ;
    → re non .
Il monosillabo DA, quando rappresenta la terza persona singolare del presente indicativo di dare si scrive con l'accento → .

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