Un giornalista chiede ad Angela Davis, all'epoca rinchiusa nella cella di una prigione statale della California, cosa pensa del ricorso alla violenza da parte delle organizzazioni rivoluzionarie afroamericane.
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18 maggio 2022
Angela Davis - violenza e rivoluzione
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USA
postato da
Stefano Maroni
Questo video è tratto da un'intervista del 1972.
Un giornalista chiede ad Angela Davis, all'epoca rinchiusa nella cella di una prigione statale della California, cosa pensa del ricorso alla violenza da parte delle organizzazioni rivoluzionarie afroamericane.
Un giornalista chiede ad Angela Davis, all'epoca rinchiusa nella cella di una prigione statale della California, cosa pensa del ricorso alla violenza da parte delle organizzazioni rivoluzionarie afroamericane.
16 giugno 2020
PRIMO SECONDO TERZO di Michela Murgia
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razzismo,
Storia,
Storia Contemporanea,
USA
postato da
Prof. Stefano Maroni
PRIMO SECONDO TERZO è una delle storie di Noi siamo tempesta di Michela Murgia.
È una storia raccontata a tre voci. Quello che segue è un accenno del racconto di Peter Norman
"[...] sono arrivato secondo tra loro due e mentre lo stadio esultava ho pensato che ero proprio dove avrei voluto essere. Purtroppo quella sensazione è durata un istante solo, perché poi li ho guardati – simili nella pelle e nello sguardo – e mi sono sentito un punto di domanda bianco tra due punti esclamativi neri, qualcosa di infiltrato che non doveva essere lì. Nello spogliatoio è stato peggio ancora. Loro non pensavano già più alla vittoria, erano già qualcosa di diverso dai due corridori contro cui avevo corso pochi minuti prima. Si sono tolti le scarpe, John si è infilato una collana di pietre ed entrambi hanno indossato una spilla con un simbolo. L’ho riconosciuto: è quello del Progetto Olimpico per i Diritti Umani. Ecco cosa sono: attivisti per i diritti dei neri! E io che cosa sono? Non lo so, so soltanto che questa era la mia gara, ma quella lotta appartiene soltanto a loro. Io non sono niente per questi due uomini. Prima di entrare nello spogliatoio non avevamo nemmeno mai parlato. Non so perché hanno deciso di dirmi cosa stavano per fare, ma si sono fidati e io mi sono sentito parte di qualcosa come non mi era mai accaduto prima. ‘Ne hai un’altra di quelle spille?’, gli ho chiesto con una voce che non sembrava nemmeno la mia. Tommie me l’ha data e io l’ho messa su anche se so che ora saranno guai, perché forse non so cosa può fare il mondo a due neri che lottano per i neri, ma so benissimo cosa può succedere a un bianco che li aiuta".
Il fatto storico al quale la Murgia fa riferimento è di quelli di cui ancora oggi si fa fatica a parlare senza commuoversi. Il 16 ottobre 1968 gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos corsero la finale dei 200 metri piani alle Olimpiadi. Smith vinse l'oro. Dietro di lui l'australiano Peter Norman. Carlos si aggiudicò il bronzo.
Smith e Carlos, non appena l'inno statunitense risuonò nello stadio, alzarono il pugno chiuso, in sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights e, più in generale, delle rivendicazioni degli afroamericani. La foto fu scattata da John Dominis.
Smith e Carlos furono immediatamente sospesi dalla squadra statunitense ed espulsi dal villaggio olimpico.
Peter Norman, espresse la sua solidarietà indossando lo stemma dell'Olympic Project for Human Rights. Per questo motivo fu aspramente criticato dai media australiani e gli fu impedito di partecipare ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972 (nonostante si fosse qualificato).
Morì nel 2006 e le scuse arriveranno solo sei anni più tardi, nel 2012 quando il parlamento australiano ne riabilitò la memoria con queste parole:
È una storia raccontata a tre voci. Quello che segue è un accenno del racconto di Peter Norman
"[...] sono arrivato secondo tra loro due e mentre lo stadio esultava ho pensato che ero proprio dove avrei voluto essere. Purtroppo quella sensazione è durata un istante solo, perché poi li ho guardati – simili nella pelle e nello sguardo – e mi sono sentito un punto di domanda bianco tra due punti esclamativi neri, qualcosa di infiltrato che non doveva essere lì. Nello spogliatoio è stato peggio ancora. Loro non pensavano già più alla vittoria, erano già qualcosa di diverso dai due corridori contro cui avevo corso pochi minuti prima. Si sono tolti le scarpe, John si è infilato una collana di pietre ed entrambi hanno indossato una spilla con un simbolo. L’ho riconosciuto: è quello del Progetto Olimpico per i Diritti Umani. Ecco cosa sono: attivisti per i diritti dei neri! E io che cosa sono? Non lo so, so soltanto che questa era la mia gara, ma quella lotta appartiene soltanto a loro. Io non sono niente per questi due uomini. Prima di entrare nello spogliatoio non avevamo nemmeno mai parlato. Non so perché hanno deciso di dirmi cosa stavano per fare, ma si sono fidati e io mi sono sentito parte di qualcosa come non mi era mai accaduto prima. ‘Ne hai un’altra di quelle spille?’, gli ho chiesto con una voce che non sembrava nemmeno la mia. Tommie me l’ha data e io l’ho messa su anche se so che ora saranno guai, perché forse non so cosa può fare il mondo a due neri che lottano per i neri, ma so benissimo cosa può succedere a un bianco che li aiuta".
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| PREMIAZIONE OLIMPICA 200 METRI PIANI CITTÀ DEL MESSICO 16 OTTOBRE 1968 |
Smith e Carlos, non appena l'inno statunitense risuonò nello stadio, alzarono il pugno chiuso, in sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights e, più in generale, delle rivendicazioni degli afroamericani. La foto fu scattata da John Dominis.
Smith e Carlos furono immediatamente sospesi dalla squadra statunitense ed espulsi dal villaggio olimpico.
Peter Norman, espresse la sua solidarietà indossando lo stemma dell'Olympic Project for Human Rights. Per questo motivo fu aspramente criticato dai media australiani e gli fu impedito di partecipare ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972 (nonostante si fosse qualificato).
Morì nel 2006 e le scuse arriveranno solo sei anni più tardi, nel 2012 quando il parlamento australiano ne riabilitò la memoria con queste parole:
Questo Parlamento:
- riconosce lo straordinario risultato atletico di Peter Norman, che vinse la medaglia d'argento nella gara dei 200 metri piani ai giochi Olimpici di Città del Messico del 1968, in un tempo di 20.06, ancora oggi record australiano;
- riconosce il coraggio di Peter Norman nell'indossare sul podio uno stemma del “Progetto Olimpico per i Diritti Umani”, in solidarietà con gli atleti afro-americani Tommie Smith e John Carlos, che effettuarono il saluto di “potere nero”;
- si scusa con Peter Norman per non averlo mandato ai Giochi di Monaco 1972, nonostante si fosse qualificato ripetutamente; e
- riconosce tardivamente il significativo ruolo che Peter Norman ebbe nel promuovere l'uguaglianza di razza.
Ecco il link al documento ufficiale.
11 giugno 2015
Great depression - scheda riassuntiva
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postato da
Stefano Maroni
Alla fine degli anni '20 l'Europa e il mondo sembravano ormai avviati a superare i traumi del primo conflitto mondiale, la Grande Guerra.
Per il sistema economico statunitense, superata la depressione post bellica, iniziò un periodo di grande prosperità favorito dallo sviluppo della produzione in serie e dalla razionalizzazione del lavoro in fabbrica secondo i principi del taylorismo. La produzione industriale negli anni tra il '23 e il '29 aumentò del 30%. Sono i cosiddetti Roaring Twenties.
Lo sviluppo industriale determinò anche tutta una serie di cambiamenti nella vita quotidiana degli americani. Ad esempio negli USA circolava un'automobile ogni cinque abitanti e l'uso degli elettrodomestici divenne prassi comune grazie anche ai sistemi di vendita rateale.
Dal punto di vista politico quegli anni videro la supremazia del partito repubblicano, sostenitore di un rigido liberismo economico. I repubblicani ridussero le imposte dirette e aumentarono quelle indirette. Mantennero la spesa pubblica a livelli molto bassi e non si curarono del fatto che dietro lo sviluppo industriale statunitense si celava una società disomogenea con forti squilibri nella distribuzione dei redditi.
Il settore industriale aveva sviluppato la propria capacità produttiva al punto che risultava ormai sproporzionata rispetto alle possibilità di assorbimento da parte del mercato interno e, proprio per questo, era stato necessario un incremento delle esportazioni, in particolare verso l'Europa (che certo aveva faticato maggiormente per superare le conseguenze della Grande Guerra).
Occorre però considerare che le nazioni europee riuscivano ad acquistare i prodotti americani anche grazie ai prestiti erogati dalle banche americane. Quando, intorno al '28, queste cominciarono a dirottare i propri capitali verso le più redditizie operazioni speculative di Wall Street, la conseguenza fu che le importazioni europee diminuirono.

Successe così che nell'ottobre del '29, in seguito ad una crisi di sovrapproduzione, gli speculatori furono spinti a liquidare i propri pacchetti azionari. Il 24 ottobre (giovedì nero) furono venduti 13 milioni di titoli. Il 29 ottobre (martedì nero) 16 milioni di titoli. La corsa alle vendite determinò una drammatica diminuzione del valore dei titoli (chi aveva investito in borsa si trovò così a perdere delle grosse somme).
Ovviamente il crollo del mercato azionario colpì soprattutto i ceti ricchi e benestanti ma, andando a ridurre la loro capacità di acquisto e di investimento, arrivò a condizionare negativamente l'economia di tutto il paese e l'intero sistema economico mondiale, che ormai era in larga misura dipendente da quello statunitense.
Fu così che valore del commercio mondiale, negli anni fra il 1929 e il 1932, si contrasse di oltre il 60% rispetto al triennio precedente.
La recessione economica si diffuse in tutto il mondo. Il meccanismo era molto semplice. Un'industria si trovava costretta a chiudere perché priva di domanda (non c'erano persone che avrebbero potuto acquistare i suoi prodotti) e doveva quindi licenziare i propri dipendenti. Questi ultimi, privi di lavoro e privi di un salario, erano costretti a ridurre loro consumi andando così a rendere ancora più inconsistente la domanda di prodotti ed aggravando ulteriormente la crisi.
In quegli anni i disoccupati raggiunsero il numero di 14 milioni negli Stati Uniti e di 15 milioni in Europa. Parallelamente si assiste ovunque ad una drastica riduzione dei redditi.
In Germania le conseguenze di questa crisi furono ancora più pesanti a causa della stretta relazione che esisteva tra l'economia statunitense e l'economia tedesca che era ancora gravata dell'onere delle riparazioni di guerra successive alla fine della grande guerra (indennità di guerra). In Germania l'inflazione toccò livelli altissimi e la crisi ebbe gravissime conseguenze politiche in quanto favorì l'ascesa del nazismo.
Nel 1932 negli Stati Uniti venne eletto come Presidente Franklin Delano Roosevelt, un esponente del partito democratico, il quale annunciò subito di voler iniziare un New Deal, un nuovo corso all'interno del quale prevedeva un maggiore intervento dello Stato nei processi economici. Prese quindi diversi provvedimenti volti, ad esempio, a limitare la sovrapproduzione nel settore agricolo, ad evitare le conseguenze di una concorrenza troppo accanita nel settore industriale, a tutelare i diritti e salari dei lavoratori e, in generale, a potenziare l'iniziativa statale varando tutta una serie di lavori pubblici al fine di creare nuovi posti di lavoro e offrire possibili sbocchi agli investimenti industriali.
Roosevelt dimostrò che l'intervento statale era indispensabile per arrestare il corso della crisi e che il superamento della crisi doveva passare attraverso un generale riforma della società che potesse migliorare le condizioni delle classi più deboli.
Per il sistema economico statunitense, superata la depressione post bellica, iniziò un periodo di grande prosperità favorito dallo sviluppo della produzione in serie e dalla razionalizzazione del lavoro in fabbrica secondo i principi del taylorismo. La produzione industriale negli anni tra il '23 e il '29 aumentò del 30%. Sono i cosiddetti Roaring Twenties.
Dal punto di vista politico quegli anni videro la supremazia del partito repubblicano, sostenitore di un rigido liberismo economico. I repubblicani ridussero le imposte dirette e aumentarono quelle indirette. Mantennero la spesa pubblica a livelli molto bassi e non si curarono del fatto che dietro lo sviluppo industriale statunitense si celava una società disomogenea con forti squilibri nella distribuzione dei redditi.
Il settore industriale aveva sviluppato la propria capacità produttiva al punto che risultava ormai sproporzionata rispetto alle possibilità di assorbimento da parte del mercato interno e, proprio per questo, era stato necessario un incremento delle esportazioni, in particolare verso l'Europa (che certo aveva faticato maggiormente per superare le conseguenze della Grande Guerra).
Occorre però considerare che le nazioni europee riuscivano ad acquistare i prodotti americani anche grazie ai prestiti erogati dalle banche americane. Quando, intorno al '28, queste cominciarono a dirottare i propri capitali verso le più redditizie operazioni speculative di Wall Street, la conseguenza fu che le importazioni europee diminuirono.
Successe così che nell'ottobre del '29, in seguito ad una crisi di sovrapproduzione, gli speculatori furono spinti a liquidare i propri pacchetti azionari. Il 24 ottobre (giovedì nero) furono venduti 13 milioni di titoli. Il 29 ottobre (martedì nero) 16 milioni di titoli. La corsa alle vendite determinò una drammatica diminuzione del valore dei titoli (chi aveva investito in borsa si trovò così a perdere delle grosse somme).
Ovviamente il crollo del mercato azionario colpì soprattutto i ceti ricchi e benestanti ma, andando a ridurre la loro capacità di acquisto e di investimento, arrivò a condizionare negativamente l'economia di tutto il paese e l'intero sistema economico mondiale, che ormai era in larga misura dipendente da quello statunitense.
Fu così che valore del commercio mondiale, negli anni fra il 1929 e il 1932, si contrasse di oltre il 60% rispetto al triennio precedente.
In quegli anni i disoccupati raggiunsero il numero di 14 milioni negli Stati Uniti e di 15 milioni in Europa. Parallelamente si assiste ovunque ad una drastica riduzione dei redditi.
In Germania le conseguenze di questa crisi furono ancora più pesanti a causa della stretta relazione che esisteva tra l'economia statunitense e l'economia tedesca che era ancora gravata dell'onere delle riparazioni di guerra successive alla fine della grande guerra (indennità di guerra). In Germania l'inflazione toccò livelli altissimi e la crisi ebbe gravissime conseguenze politiche in quanto favorì l'ascesa del nazismo.
Nel 1932 negli Stati Uniti venne eletto come Presidente Franklin Delano Roosevelt, un esponente del partito democratico, il quale annunciò subito di voler iniziare un New Deal, un nuovo corso all'interno del quale prevedeva un maggiore intervento dello Stato nei processi economici. Prese quindi diversi provvedimenti volti, ad esempio, a limitare la sovrapproduzione nel settore agricolo, ad evitare le conseguenze di una concorrenza troppo accanita nel settore industriale, a tutelare i diritti e salari dei lavoratori e, in generale, a potenziare l'iniziativa statale varando tutta una serie di lavori pubblici al fine di creare nuovi posti di lavoro e offrire possibili sbocchi agli investimenti industriali.
Roosevelt dimostrò che l'intervento statale era indispensabile per arrestare il corso della crisi e che il superamento della crisi doveva passare attraverso un generale riforma della società che potesse migliorare le condizioni delle classi più deboli.
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| schema Great depression |
18 marzo 2015
Rivoluzione americana: le tappe principali
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postato da
Stefano Maroni
Situazione inizialeCon la fondazione della Georgia (1732), sulla costa atlantica dell'America del nord si contano 13 colonie inglesi (a partire dalla Virginia, 1606).
Sono protette dall'Inghilterra, ma possono commerciare solo con la madrepatria (esportare materie prime). Non possono impiantare industrie e pertanto devono importare i prodotti necessari dalla Madrepatria.
In compenso hanno una certa autonomia, sono rette da un governatore e da un'assemblea e hanno solo imposte locali. Dopo la Guerra dei Sette Anni che, nella sua appendice americana, vide l'Inghilterra trionfare sulla Francia, cominciarono, sotto Giorgio III, le richieste di tasse dalla madrepatria.
Si diffondevano intanto le idee illuministe.
1765 Stamp act - Tassa sulle pubblicazioni a stampa. La richiesta di abolizione, portata avanti dalle colonie è accolta nel 1766.
1773 Boston tea party - Il più eclatante tra i gesti di reazione alla decisione di concedere il monopolio del commercio del tè alla Compagnia delle indie. È ritenuto il casus belli.
1774 Nasce il Congresso continentale.
1775 Comincia la Guerra d'indipendenza tra colonie e madrepatria.
4 luglio 1776 dichiarazione d'indipendenza.
1777 Vittoria di Saratoga e ingresso in guerra di Francia (1778) e Spagna (1779).
1781 Vittoria di Yorktown.
1783 Trattato di Parigi.
1788 Viene promulgata la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Sono protette dall'Inghilterra, ma possono commerciare solo con la madrepatria (esportare materie prime). Non possono impiantare industrie e pertanto devono importare i prodotti necessari dalla Madrepatria.
In compenso hanno una certa autonomia, sono rette da un governatore e da un'assemblea e hanno solo imposte locali. Dopo la Guerra dei Sette Anni che, nella sua appendice americana, vide l'Inghilterra trionfare sulla Francia, cominciarono, sotto Giorgio III, le richieste di tasse dalla madrepatria.
Si diffondevano intanto le idee illuministe.
1765 Stamp act - Tassa sulle pubblicazioni a stampa. La richiesta di abolizione, portata avanti dalle colonie è accolta nel 1766.
1773 Boston tea party - Il più eclatante tra i gesti di reazione alla decisione di concedere il monopolio del commercio del tè alla Compagnia delle indie. È ritenuto il casus belli.
1774 Nasce il Congresso continentale.
1775 Comincia la Guerra d'indipendenza tra colonie e madrepatria.
4 luglio 1776 dichiarazione d'indipendenza.
1777 Vittoria di Saratoga e ingresso in guerra di Francia (1778) e Spagna (1779).
1781 Vittoria di Yorktown.
1783 Trattato di Parigi.
1788 Viene promulgata la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Situazione finale
Nascono gli USA che, nel giro di pochi decenni, raggiungeranno le coste del Pacifico. I nativi americani verranno sterminati.
C'è anche una Linea del tempo della guerra di indipendenza americana.
26 febbraio 2014
Rivoluzione americana - Linea del tempo
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postato da
Stefano Maroni
Le fasi della rivoluzione americana in una linea del tempo dedicata agli eventi che portarono le colonie inglesi a dichiararsi indipendenti dalla madrepatria e a formare gli USA.
Nel grafico sono elencati i principali avvenimenti della Guerra di indipendenza americana, dalla Guerra dei sette anni alla nascita degli Stati Uniti d'America.
Nel grafico sono elencati i principali avvenimenti della Guerra di indipendenza americana, dalla Guerra dei sette anni alla nascita degli Stati Uniti d'America.
29 novembre 2013
Photos: New York City from Above
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postato da
Stefano Maroni
Una bellissima serie di foto di New York vista dal cielo.
1 dicembre 2012
Rosa Parks
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postato da
Stefano Maroni
Oggi è il primo dicembre. Il primo dicembre del 1955 Rosa Parks, una donna afroamericana di 42 anni, salì su un autobus e andò a sedersi in uno dei posti sui quali i bianchi avevano la precedenza. Posti riservati ai bianchi, nel 1955. Sì, Rosa Parks era a Montgomery, in Alabama, negli Stati Uniti. Erano i tempi della segregazione razziale. Quando le fu chiesto, dall'autista del bus, di alzarsi per far sedere un passeggero bianco, Rosa disse "No, I'm not".
Fu l'inizio del Montgomery Bus Boycott che terminò circa un anno più tardi, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ebbe stabilito che la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici era fuorilegge in quanto incostituzionale.
Chi era Rosa Parks?
Rosa Parks (1913-2005) era un’attivista per i diritti civili americana, nata nel 1913 in Alabama.
Era membro della National Association for the Advancement of Colored People dal 1943 e in qualità di segretario della sezione locale della NAACP iniziò a collaborare con Martin Luther King già dal 1954.
Il suo gesto ispirò molte altre persone ad unirsi alla causa e la rese una figura chiave nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti.
Il gesto eroico di Rosa Parks
Cosa successe il 1° dicembre 1955 sul bus di Montgomery?
Rosa Parks si trovava sul bus di Montgomery quando il conducente chiese a lei e a tre altre persone nere di cedere i loro posti a dei passeggeri bianchi. Rosa rifiutò di lasciare il suo posto. L’autista fermò il bus e chiamò la polizia: Rosa Parks fu arrestata per aver violato le norme che obbligavano le persone di colore a cedere il posto ai bianchi nel settore comune.
Claudette Colvin aveva fatto la stessa cosa pochi mesi prima ma il tentativo di boicottaggio non ebbe successo.
Le conseguenze del gesto di Rosa Parks
Il gesto di Parks scatenò una serie di proteste a Montgomery, che portarono a un boicottaggio dei bus da parte dei cittadini afroamericani della città.
Questo boicottaggio durò 381 giorni e portò alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di dichiarare incostituzionale la segregazione sui mezzi di trasporto pubblico.
L'impatto sulla società americana
Il gesto della Parks e il boicottaggio dei bus di Montgomery furono un punto di svolta nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti. Successivamente, Parks continuò a lavorare come attivista per i diritti civili e divenne un'icona della lotta per l'uguaglianza razziale.
Per saperne di più…
Ecco alcuni siti web che offrono ulteriori informazioni sulla vita di Rosa Parks e sulla lotta per i diritti civili negli Stati Uniti:
- Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development: https://www.rosaparks.org/
- Biography.com: https://www.biography.com/activist/rosa-parks
- History.com: https://www.history.com/topics/black-history/rosa-parks
13 aprile 2012
Rivoluzione americana: le tappe principali
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postato da
Stefano Maroni
Situazione inizialeCon la fondazione della Georgia (1732), sulla costa atlantica dell'America del nord si contano 13 colonie inglesi (a partire dalla Virginia, 1607). Sono protette dall'Inghilterra, ma possono commerciare solo con la madrepatria (esportare materie prime).
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