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22 settembre 2015

Li morti de Roma - Belli

Giuseppe Gioacchino Belli è uno dei più importanti autori italiani, in particolare di quel ramo del romanticismo italiano che si interessò al popolo e scrisse nella lingua del popolo, il dialetto. Di seguito uno dei sonetti più interessanti, Li morti de Roma.
La voce narrante, il popolo di Roma, spiega che anche dopo la morte, nel momento del funerale, persistono quelle differenze e quelle iniquità che caratterizzano la società (del periodo). Ci sono funerali per morti di mezza tacca, funerali per la nobiltà, che predilige la sera, e poi ci siamo noantri, che non valiamo molto, che non abbiamo né cassa né candele, che veniamo buttati nella fossa comune.



Le note sono mie ma, dove possibile, si rifanno alle chiose del Belli.


Li Morti de Roma

Cuelli morti che ssò dde mezza tacca
fra ttanta ggente che sse va a ffà fotte,
vanno de ggiorno, cantanno a la stracca,
verzo la bbúscia che sse l’ha dda iggnotte.

Cuell’antri, in cammio, c’hanno la patacca
de Siggnori e dde fijji de miggnotte,
sò ppiú cciovili, e ttiengheno la cacca
de fuggí er Zole, e dde viaggià dde notte.

Cc’è ppoi ’na terza sorte de figura,
’n’antra spesce de morti, che ccammina
senza moccoli e ccassa in zepportura.

Cuesti semo noantri, Crementina,
che ccottivati a ppesce de frittura,
sce bbutteno a la mucchia de matina.

che sse va a ffà fotte: che vede terminare la propria terrena esistenza; de ggiorno: la porzione della giornata che va dal pranzo all'imbrunire; cantanno a la stracca: cantando stancamente; iggnotte: inghiottire, dove dovranno essere collocati; in cammio: invece;  fijji de miggnotte: persona scaltra e fortunata; sò ppiú cciovili: è ovviamente ironico; ttiengheno la cacca: hanno la vanità; ccottivati a ppesce de frittura: quotati poco, come pesce da frittura (cottio, ce lo dice lo stesso Belli nelle note a Er pesscivennolo, è l'apprezzamento del pesce in pescheria).

27 maggio 2014

Il sonetto

Il sonetto è un breve componimento poetico.

Nella sua forma tipica, è composto di quattordici endecasillabi (versi con l'ultimo accento sulla decima sillaba) raggruppati in due quartine (fronte) e in due terzine (sirma).

Le quartine (strofe di quattro versi) hanno in genere rima alternata (ABAB) o incrociata (ABBA), le terzine (strofe di tre versi), in genere, hanno rima alternata (CDC DCD), ripetuta (CDE CDE) o invertita (CDE EDC).
Esempio - Tanto gentile di Dante Alighieri

sonetto

29 ottobre 2013

Chi è questa che vèn

Il testo del celebre sonetto di Guido Cavalcanti, Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira, con due o tre note. L'edizione di riferimento è quella di Guido Favati.

9 febbraio 2013

La creazzione der monno - Belli

Un altro sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli. Tematica religiosa. Biblica. All'origine il racconto della Genesi. Nel video un ottimo Gianni Bonagura.

23 novembre 2012

L'onestà de mi' nonna

L'onestà de mi' nonna
Trilussa

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po' se troveno l'amante...
Lei, in cinquant'anni, nu' l'ha mai tradito!

Dice che un giorno un vecchio impreciuttito(1)
che je voleva fa' lo spasimante
je disse: - V'arigalo 'sto brillante
se venite a pijavvelo in un sito.

Un'antra, ar posto suo, come succede,
j'avrebbe detto subbito: - So' pronta.-
Ma nonna, ch'era onesta, nun ciagnede;

anzi je disse: - Stattene lontano...-
Tanto ch'adesso, quanno l'aricconta,
ancora ce se mozzica le mano!

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1. in ghingheri, elegante