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11 giugno 2020

Il termine Risorgimento

Simbolo dell’esperienza politica che conduce alla costruzione di uno Stato unitario, il termine Risorgimento ha – in origine – un significato essenzialmente religioso. Nel Vocabolario degli Accademici della Crusca, nell’edizione del 1806, il lemma è così definito: «Risorgimento. Il risorgere. Risurrezione. [...]» (Crusca 1806, p. 436), voce ripetuta nell’edizione del 1838 (Crusca 1838, p. 916). Nel Vocabolario Universale della lingua italiana, pubblicato a Mantova nel 1852, oltre al consueto significato religioso si aggiunge anche una nuova definizione, di taglio politico-culturale: «Risorgimento. Il risorgere. (V. Risurrezione). [...] 2 – Detto Di città vale del suo rialzarsi e tornare in buono stato» (Vocabolario 1852, p. 900). Infine, a siglare uno spostamento semantico ormai già in atto da qualche decennio, il Dizionario di Tommaseo e Bellini del 1872 offre – oltre alla consueta – anche questa definizione: «risorgimento della nazione a vita civile migliore» [...]. 
Il raddoppio semantico suggerisce uno spostamento simbolico dal religioso al politico, che è poi uno degli aspetti essenziali dell’esperienza risorgimentale, un’esperienza nella quale si celebra la sacralizzazione della politica e del suo fondamento, la nazione: e in effetti il termine, che nel corso della prima metà dell’Ottocento entra pienamente a far parte del lessico della propaganda politica, allude alla «risurrezione» della patria, caduta sotto i colpi delle invasioni straniere e delle divisioni intestine.
[...]
È a partire dal terzo decennio dell’Ottocento [...] che lo slogan entra definitivamente nel lessico politico. Assai più tardi, negli anni Ottanta dello stesso secolo, il lemma fa il suo ingresso ufficiale anche nel lessico storiografico attraverso la Storia critica del Risorgimento italiano di Carlo Tivaroni (1888) [...]. L’istituzionalizzazione del termine – e del corrispondente spazio accademico – si fissa definitivamente nel 1925 e 1936, quando vengono istituite le prime cattedre universitarie di Storia del Risorgimento.


da Risorgimento di Alberto Mario Banti, in AA.VV., Atlante culturale del Risorgimento. Lessico del linguaggio politico dal Settecento all'Unità, Laterza, 2011

15 marzo 2018

Sfida il Devoto-Oli

Si tratta di un gioco-quiz in flash utilizzabile anche via LIM. 
Gli esercizi sono divisi in sei categorie e riguardano il lessico, dall'etimologia all'individuazione dei sinonimi.
Ecco il link: 

21 novembre 2015

Piove, governo ladro!


Secondo Alfredo Panzini (Dizionario moderno, 1905), la frase nacque come didascalia di una vignetta. Nel 1861 i mazziniani avevano preparato a Torino una dimostrazione; ma il giorno prefissato pioveva, e la dimostrazione non ebbe luogo. Il Pasquino (una rivista satirica) pubblicò allora una vignetta con tre mazziniani sotto un ombrello e la frase: "Governo ladro, piove!".

Secondo Giuseppe Fumagalli il modo di dire avrebbe origini molto antiche e sarebbe da ricondurre ad Agostino d'Ippona che nel De civitate Dei attribuisce questa frase alla tendenza ad incolpare i cristiani di ogni problema e, nello specifico, della siccità, attraverso la frase, definita proverbiale dalla stesso Agostino, "pluvia defit, causa Christiani sunt" (manca la pioggia, la colpa è dei cristiani), liber II, cap. 3.
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Informazioni tratte da Chi l'ha detto?: tesoro di citazioni italiane e straniere di Giuseppe Fumagalli 

14 dicembre 2014

Perdere la tramontana

Il primo libro degli Asolani del Bembo inizia così "Suole a' faticosi navicanti esser caro, quando la notte, da oscuro e tempestoso nembo assaliti e sospinti, né stella scorgono, né cosa alcuna appar loro che regga la lor via, col segno della indiana pietra ritrovare la tramontana". Ovviamente ciò che i naviganti di Bembo han caro è ritrovare il nord.

La parola è già utilizzata, tra gli altri, da Dante, anche se non da quello della Comedìa, e da Marco Polo nel Milione.

La "indiana pietra" di cui parla il Bembo è la calamita della bussola. La "tramontana" è il nome di un vento freddo e secco che viene da nord, da oltre i monti come recita una delle interpretazioni etimologiche più note (transmontanum, da trans montes). "Stella tramontana" (o anche solo "tramontana") era uno dei modi con cui si designava la stella polare.

"Perdere la tramontana" indica quindi il venir meno dei punti di riferimento che possono garantire l'orientamento e il controllo della situazione.

C'è da aggiungere che, nonostante l'origine dell'espressione sia squisitamente geografica, la locuzione si colloca attualmente a metà via tra il "perdere la rotta" e il "perdere le staffe" ed è strettamente affine a "perdere la trebisonda" (Trebisonda era il nome di una città Turca che si affaccia sul Mar Nero, l'ultima città bizantina ad esser conquistata dagli Ottomani, la cui individuazione era essenziale a chi navigava in direzione delle Indie).