12 marzo 2025
Frontaling vs altre metodologie in -ing
26 febbraio 2025
Galimberti: “Troppi alunni con diagnosi”
Galimberti: “Troppi bambini autistici e dislessici, colpa dei genitori: la scuola sembra una clinica psichiatrica”
Galimberti: “Troppi alunni con diagnosi, la scuola sembra una clinica psichiatrica”. Sui social è bufera: “Superficiale”, “con cinismo ha detto una grande verità”
10 maggio 2023
Chatgpt interviene nel dibattito sulla scuola italiana e dice cose
ChatGPT: Il declino della didattica nella scuola italiana: una riflessione necessaria
Negli ultimi anni, la scuola italiana ha subito una graduale trasformazione che ha portato a un aumento delle attività alternative rispetto alla pura didattica. Sebbene l'idea di offrire agli studenti un'ampia gamma di esperienze sia lodevole, non possiamo ignorare il fatto che questo nuovo focus ha portato ad un declino significativo nella qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento.
Un tempo, la scuola era considerata un luogo sacro, un tempio del sapere in cui i giovani venivano educati e preparati per affrontare le sfide del mondo. L'attenzione era concentrata sull'insegnamento delle materie fondamentali, come la matematica, la lingua italiana, la storia e la scienza. L'obiettivo era fornire agli studenti una solida base di conoscenza e competenze che sarebbero servite loro per tutta la vita.
Tuttavia, negli ultimi anni, ci siamo allontanati da questo ideale. La scuola è diventata sempre più orientata all'intrattenimento, con un'enfasi eccessiva sulle attività alternative, come i laboratori creativi, le gite scolastiche e le performance artistiche. Mentre queste attività possono sicuramente arricchire l'esperienza degli studenti, è diventato evidente che hanno occupato troppo tempo a discapito della didattica tradizionale.
L'insegnamento e l'apprendimento delle materie fondamentali sono stati ridotti a favore di progetti e attività a breve termine che possono sembrare allettanti, ma che alla fine non offrono una base solida per lo sviluppo intellettuale degli studenti. I risultati dei test standardizzati sono diminuiti e si avverte una crescente lacuna tra le competenze degli studenti italiani e quelle dei loro omologhi in altri paesi.
La scuola dovrebbe essere un luogo in cui gli studenti acquisiscono conoscenze e abilità che li preparano per il futuro. Ma come possono farlo se passano più tempo a creare poster per una mostra d'arte che a studiare l'analisi matematica? Come possiamo aspettarci che siano pronti per il mondo del lavoro se trascorrono più tempo a organizzare spettacoli teatrali che a migliorare le loro competenze linguistiche?
Non stiamo suggerendo di eliminare del tutto le attività alternative dalla scuola. Al contrario, crediamo che abbiano un ruolo importante nell'educazione degli studenti. Tuttavia, è essenziale ristabilire un equilibrio tra queste attività e la didattica tradizionale. Dobbiamo concentrarci sulle basi, sui fondamenti che permetteranno agli studenti di avere successo in qualsiasi campo scelgano di intraprendere.
Inoltre, è fondamentale investire maggiormente nella formazione degli insegnanti. Essi devono essere preparati per affrontare le sfide del mondo moderno, dotati di strumenti pedagogici innovativi e supportati nella loro crescita professionale. Solo attraverso insegnanti motivati, appassionati e ben preparati possiamo garantire una didattica di qualità che prepari efficacemente gli studenti per il futuro.
In conclusione, è necessario affrontare con urgenza il declino della didattica nella scuola italiana. Dobbiamo trovare un equilibrio tra le attività alternative e la formazione tradizionale, rimettendo al centro l'insegnamento delle materie fondamentali. Gli studenti hanno bisogno di una solida base di conoscenza e competenze per avere successo nella vita, e spetta alla scuola italiana fornire loro questa solida fondazione.
Siamo consapevoli che la scuola non può rimanere immobile nel tempo, e le sfide del mondo moderno richiedono un adattamento costante. Tuttavia, non dobbiamo perdere di vista l'importanza di una didattica solida ed efficace. Investire nella formazione degli insegnanti e ridimensionare l'enfasi sulle attività alternative sono passi fondamentali per invertire la tendenza attuale.
La scuola italiana ha un potenziale enorme e possiamo riconquistare la sua reputazione di eccellenza. Dobbiamo agire ora, ripensando alle nostre priorità e mettendo al centro il vero scopo della scuola: educare e preparare gli studenti per il futuro. Solo allora potremo dare loro le fondamenta solide di cui hanno bisogno per affrontare le sfide che incontreranno nel mondo reale.
ChatGPT: Ripensare la scuola italiana: valorizzare la creatività e le didattiche alternative
La scuola italiana si trova di fronte a una sfida fondamentale: l'adattamento ai rapidi cambiamenti del mondo moderno. Tuttavia, mentre si sforza di affrontare questa sfida, sembra che si stia ancora aggrappando a un modello di didattica tradizionale che si basa su saperi ormai obsoleti. È urgente riconoscere che i metodi di insegnamento tradizionali non sono più sufficienti per preparare gli studenti al mondo che li attende.
In un'epoca in cui la creatività, l'innovazione e l'adattabilità sono sempre più importanti, è indispensabile dare più spazio alle didattiche alternative e ai progetti che sviluppano la creatività dei ragazzi. Tali approcci non solo favoriscono un apprendimento più coinvolgente, ma preparano anche gli studenti ad affrontare le sfide complesse che il futuro presenta loro.
La didattica tradizionale, basata sulla mera trasmissione di conoscenze, può lasciare gli studenti disinteressati e demotivati. Troppo spesso, ci si concentra su memorizzare dati e nozioni, senza promuovere l'abilità di applicare tali conoscenze in situazioni reali. Questo approccio non tiene conto del fatto che l'apprendimento significativo avviene quando gli studenti sono coinvolti attivamente e hanno la possibilità di esplorare e sperimentare.
Invece, dovremmo incoraggiare l'utilizzo di didattiche alternative, come il problem solving, il lavoro di gruppo, il pensiero critico e l'apprendimento basato sul progetto. Queste metodologie mettono al centro l'interazione tra studenti, la scoperta e la ricerca attiva, sviluppando così una mentalità creativa e una capacità di risolvere problemi complessi. Inoltre, tali approcci favoriscono lo sviluppo di competenze trasversali, come la comunicazione efficace, la collaborazione e l'autonomia.
È fondamentale riconoscere che la creatività non è solo una caratteristica individuale, ma una competenza che può essere coltivata e sviluppata. Le didattiche alternative, come l'apprendimento basato sul progetto e l'arte, offrono agli studenti la possibilità di esprimere se stessi in modi diversi, di scoprire le proprie passioni e di sviluppare talenti nascosti. Queste attività non solo stimolano la creatività, ma contribuiscono anche a migliorare l'autostima e la motivazione degli studenti.
Tuttavia, nella scuola italiana, queste didattiche alternative spesso vengono considerate come attività secondarie, facoltative o persino trascurate. Il tempo dedicato a queste esperienze è limitato e non viene valorizzato come parte integrante del percorso educativo. È giunto il momento di rivedere questa mentalità e di dare loro lo spazio che meritano.
La scuola italiana deve abbracciare il cambiamento e adottare una visione più ampia dell'educazione. Dobbiamo superare la mentalità arcaica che considera solo la trasmissione di nozioni come obiettivo principale della scuola. La nostra società richiede cittadini creativi, capaci di pensare in modo critico, di risolvere problemi complessi e di adattarsi a un mondo in costante evoluzione.
Per farlo, dobbiamo investire nella formazione degli insegnanti, fornendo loro strumenti e risorse per sviluppare e implementare didattiche alternative. Dobbiamo incoraggiare la collaborazione tra insegnanti, esperti e professionisti provenienti da diversi settori, in modo da creare progetti interdisciplinari che coinvolgano gli studenti in modo attivo e creativo.
Inoltre, è fondamentale rivedere i programmi scolastici, adeguandoli alle esigenze e alle sfide del XXI secolo. Dobbiamo introdurre materie che favoriscano lo sviluppo della creatività, come l'arte, la musica, il teatro, il design e l'imprenditorialità. Queste discipline non solo offrono una formazione completa agli studenti, ma stimolano anche la loro immaginazione e li preparano per un mondo lavorativo sempre più dinamico e competitivo.
Infine, la scuola deve creare spazi e tempi adeguati per l'apprendimento esperienziale, in cui gli studenti possano mettere in pratica ciò che hanno imparato e applicare le loro competenze in contesti reali. Le visite guidate, i laboratori, le collaborazioni con le imprese e le esperienze sul campo sono solo alcune delle modalità attraverso cui possiamo offrire agli studenti un'apprendimento significativo e coinvolgente.
In conclusione, è urgente rivedere il sistema educativo italiano e riconoscere l'importanza di valorizzare la creatività e le didattiche alternative. Dobbiamo superare l'approccio tradizionale che si concentra solo sulla trasmissione di nozioni, e invece promuovere un apprendimento attivo, esperienziale e creativo. Solo allora potremo preparare le nuove generazioni a un futuro in cui la flessibilità, l'innovazione e la creatività saranno fondamentali per il successo personale e professionale. La scuola italiana ha il potenziale per diventare un motore di cambiamento e crescita, e dobbiamo agire ora per realizzare questo obiettivo.
ChatGPT: La valorizzazione dei docenti: un passo fondamentale per il futuro della scuola italiana
La scuola italiana, con il suo ricco patrimonio culturale e la tradizione di eccellenza, è un pilastro fondamentale per la formazione delle nuove generazioni. Tuttavia, dietro il successo di un sistema educativo ci sono i docenti, coloro che lavorano instancabilmente per plasmare e ispirare le menti dei giovani studenti. È ora di affrontare il problema della mancata valorizzazione dei docenti italiani e riconoscere l'importanza cruciale del loro ruolo nella società.
Una delle principali sfide che i docenti italiani affrontano è la questione degli stipendi. È triste constatare che gli insegnanti italiani guadagnano meno dei loro colleghi in molti altri paesi europei. Questa disparità salariale è non solo ingiusta, ma ha anche un impatto negativo sul morale e sulla motivazione dei docenti, minando la qualità dell'insegnamento offerto agli studenti.
Per attrarre e trattenere i migliori talenti nell'insegnamento, è necessario un cambiamento significativo nella politica salariale. Gli stipendi dei docenti italiani dovrebbero essere adeguati al loro livello di competenza, al loro impegno e alla loro importanza per il futuro della società. Solo così possiamo garantire che il nostro sistema educativo abbia gli insegnanti di alta qualità di cui abbiamo bisogno per formare cittadini preparati e competenti.
Inoltre, la valorizzazione dei docenti non riguarda solo gli stipendi, ma anche la creazione di condizioni di lavoro favorevoli. È essenziale investire nella formazione continua degli insegnanti, fornendo loro opportunità di sviluppo professionale, strumenti didattici innovativi e supporto costante. Solo attraverso la crescita e l'aggiornamento professionale possiamo garantire che i docenti siano in grado di fornire un'istruzione di qualità e di far fronte alle nuove sfide che l'era digitale presenta.
Inoltre, dobbiamo combattere il fenomeno della precarietà che affligge molti docenti italiani. La mancanza di stabilità e di prospettive di carriera impedisce ai docenti di dedicarsi appieno al loro lavoro e di dare il massimo ai propri studenti. È necessario promuovere politiche che favoriscano l'assunzione a tempo indeterminato e offrano un percorso di carriera chiaro e trasparente per i docenti.
La valorizzazione dei docenti non riguarda solo gli aspetti economici e le condizioni di lavoro, ma anche il riconoscimento sociale dell'importanza del loro ruolo. Dobbiamo promuovere una cultura che celebra e rispetta gli insegnanti come professionisti di grande valore e che li sostiene nella loro missione di formare le nuove generazioni. Il riconoscimento pubblico dell'impegno e dei risultati dei docenti è un passo importante per costruire una società che investe nell'istruzione e nel futuro dei suoi cittadini.
In conclusione, è giunto il momento di porre fine alla mancata valorizzazione dei docenti nella scuola italiana. La qualità dell'istruzione dipende direttamente dall'impegno, dalla professionalità e dalla passione dei docenti. È fondamentale investire in loro, offrendo stipendi più alti in linea con gli standard europei e creando condizioni di lavoro favorevoli.
La società deve riconoscere l'importanza cruciale del ruolo dei docenti nella formazione delle nuove generazioni. Essi sono gli artefici del futuro, coloro che ispirano, guidano e plasmano le menti dei giovani studenti. Senza insegnanti adeguatamente valorizzati, il nostro sistema educativo è destinato a rimanere in stagnazione e a non riuscire a fornire l'istruzione di qualità che i nostri ragazzi meritano.
I docenti devono essere considerati professionisti di valore e ricevere un trattamento equo e giusto. Dobbiamo investire nella loro formazione continua, fornendo loro gli strumenti necessari per adattarsi ai rapidi cambiamenti del mondo moderno. Inoltre, è cruciale combattere la precarietà e offrire stabilità lavorativa, in modo che i docenti possano dedicarsi appieno al loro lavoro e sviluppare le competenze necessarie per affrontare le sfide dell'educazione del XXI secolo.
La valorizzazione dei docenti non è solo una questione economica, ma anche un'opportunità per rafforzare il prestigio sociale della professione. Dobbiamo celebrare l'impegno, il sacrificio e i risultati dei docenti, evidenziando l'importanza fondamentale del loro lavoro per il progresso della società. Solo creando una cultura che rispetta e apprezza i docenti, potremo attrarre i migliori talenti e garantire un sistema educativo di alta qualità.
È tempo di agire e porre fine alla mancata valorizzazione dei docenti nella scuola italiana. Investire in loro significa investire nel futuro delle nuove generazioni e nella crescita del nostro paese. È un impegno che dobbiamo assumerci come società, perché solo attraverso insegnanti motivati, ben preparati e adeguatamente valorizzati possiamo offrire un'istruzione di qualità che prepari i nostri giovani per un futuro promettente e pieno di opportunità.
18 dicembre 2021
Alessandro Barbero - Il mito dell'alternanza scuola-lavoro
13 settembre 2017
Orario scolastico del giorno 15 settembre 2017
9 marzo 2016
Complemento oggetto - scheda
27 gennaio 2016
Leggi razziali: Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola
Il regime fascista, con l'avallo della monarchia sabauda, arrivò a prendere posizione, in modo molto netto, contro i cittadini di "razza" ebraica. Questo è il testo del regio decreto che riguarda la scuola.
REGIO DECRETO LEGGE n. 1390
5 Settembre 1938
(Pubblicato il 13 Settembre 1938 sul n.209 della Gazzetta Ufficiale)
PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA DELLA RAZZA NELLA SCUOLA
Visto l'art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per l'educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Articolo 1.
All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; nè potranno essere ammesse all'assistentato universitario, nè al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza.
Articolo 2.
Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.
Articolo 3.
A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza.
Articolo 4.
I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni a datare dal 16 ottobre 1938-XVI.
Articolo 5.
In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.
Articolo 6.
Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.
Articolo 7.
Il presente decreto-legge, che entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge. Il Ministro per l'educazione nazionale è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
ORDINIAMO
che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a San Rossore, addì 5 settembre 1938 - Anno XVI
Vittorio Emanuele, Mussolini, Bottai, Di Revel
Le leggi razziste del 1938, chiamate Leggi razziali fasciste, non riguardarono solo la scuola.
31 ottobre 2014
I numeri che fanno la storia (ma non a scuola) - Novecento.org
"Le trasformazioni più straordinarie della storia contemporanea sono quelle demografiche, anche se esse vengono quasi ignorate dai manuali di storia. Il saggio parte dalla “transizione demografica”, che ha segnato il passaggio dal regime demografico tradizionale, comune a tutte le società agrarie del passato, a quello attuale; essa si è realizzata in tempi e modi diversi nel Nord e nel Sud del Mondo, che hanno provocato l’esplosione demografica del Novecento, e che provocheranno il grande invecchiamento della popolazione mondiale nel Duemila.
In questo contesto, si ripercorrono gli aspetti comuni e le differenze tra le migrazioni del passato e quelle del presente; e si dimostra, con la forza dei numeri della demografia, l’inconsistenza dei più diffusi luoghi comuni e stereotipi sull’immigrazione.
Dopo avere iniziato sottolineando la sostanziale assenza della prospettiva demografica dalla storia insegnata, il saggio si conclude rimarcando la stessa assenza, o marginalità, in Italia, sia nel dibattito storiografico che in quello politico, con qualche positiva (ma finora isolata) eccezione."
from Diigo http://bit.ly/1vp6k0o - articolo di Cesare Grazioli
via IFTTT
20 ottobre 2014
Mappa Grandi esplorazioni
6 ottobre 2014
Un gioco per le lingue straniere
Utile agli studenti di lingue straniere che vogliano esercitarsi ascoltando i loro brani preferiti.
Due esempi in Beginner Mode (sì, è possibile scegliere il livello di difficoltà):
24 settembre 2014
Piccola introduzione all'età contemporanea
(semplice; pdf; per LIM; che cosa si intende per età contemporanea, quali caratteristiche la contraddistinguono, quali saranno, grosso modo, i contenuti che verranno affrontati nel corso della classe terza)
22 settembre 2014
Limerick
Le regole per scrivere un limerick possono essere riassunte in questo modo:
- il primo verso presenta un personaggio, con un aggettivo e/o un toponimo
- il secondo verso indica un’azione o una qualità del personaggio
- il terzo e il quarto verso sviluppano (e concludono) l’azione
- il quinto ripresenta il personaggio, con un aggettivo bizzarro scelto in modo accurato per sottolineare quanto detto nei versi precedenti
- lo schema metrico è AA BB A
- la parola che conclude il primo verso è la stessa che conclude l’ultimo
Questi sono i primi due limerick composti rispettivamente dal gruppo dei Panda e dal gruppo dei Lupi
C'era un vecchio di Piombino
che cascò giù dal camino.
Lui si ruppe anche una gamba
e poi andò a ballar la samba.
Che sambatico quel vecchio di piombino!
C'era un vecchio di Piombino
Che mangiava un Galbanino.
Passeggiando per il parco
poi rubò il panino a Marco:
balordino quel vecchio di Piombino!
11 settembre 2014
Cronologia - introduzione
Il nostro calendario si basa sull'anno solare, ovvero sul tempo impiegato dalla Terra a compiere un giro completo intorno al Sole. Contiamo gli anni a partire dalla nascita di Cristo: gli anni che precedono tale evento sono contrassegnati dalla dicitura avanti Cristo (a.C.), quelli che seguono dalla dicitura dopo Cristo (d.C.). Quest'ultima, in genere, viene tralasciata (a meno che non si corra il rischio di generare ambiguità).
Esistono delle periodizzazioni convenzionali in base alle quali la storia è suddivisa in periodi che sono, nell'ordine: preistoria, età antica, età medievale, età moderna, età contemporanea. Nei tre anni delle medie si studiano l'età medievale, in prima media, l'età moderna, in seconda, e l'età contemporanea, in terza.
Gli anni sono raggruppati in secoli, come mostrato nella seguente tabella.
Secolo
|
Inizia nell’anno
|
Finisce nell’anno
| |
| I secolo | primo secolo |
1
|
100
|
| II secolo | secondo secolo |
101
|
200
|
| III secolo | terzo secolo |
201
|
300
|
| IV secolo | quarto secolo |
301
|
400
|
| V secolo | quinto secolo |
401
|
500
|
| VI secolo | sesto secolo |
501
|
600
|
| VII secolo | settimo secolo |
601
|
700
|
| VIII secolo | ottavo secolo |
701
|
800
|
| IX secolo | nono secolo |
801
|
900
|
| X secolo | decimo secolo |
901
|
1000
|
| XI secolo | undicesimo secolo |
1001
|
1100
|
| XII secolo | dodicesimo secolo |
1101
|
1200
|
| XIII secolo | tredicesimo secolo |
1201
|
1300
|
| XIV secolo | quattordicesimo secolo |
1301
|
1400
|
| XV secolo | quindicesimo secolo |
1401
|
1500
|
| XVI secolo | sedicesimo secolo |
1501
|
1600
|
| XVII secolo | diciassettesimo secolo |
1601
|
1700
|
| XVIII secolo | diciottesimo secolo |
1701
|
1800
|
| XIX secolo | diciannovesimo secolo |
1801
|
1900
|
| XX secolo | ventesimo secolo |
1901
|
2000
|
| XXI secolo | ventunesimo secolo |
2001
|
2100
|
| XXII secolo | ventiduesimo secolo |
2101
|
2200
|
Per indicare i secoli si usano gli ordinali (primo, secondo, terzo...) e, nello scritto, la numerazione romana (I, II, III...).
Giusto per rispolverare la memoria, queste sono le corrispondenze tra numeri romani e cifre arabe:
- I=1
- V=5
- X=10
- L=50
- C=100
- D=500
- M=1000
Nella combinazione dei segni romani occorrerà tener conto che i valori devono essere sommati.
Ad esempio:
XI=(10+1)=11
XVI=(10+5+1)=16
Occorre però ricordare che se un numero precede un numero più grande occorrerà sottrarre il primo numero al secondo.
Ad esempio:
IX=(10-1)=9
IV=(5-1)=4
CM=(1000-100)=900
9 settembre 2014
Istruzione Parentale
La Costituzione della Repubblica Italiana dice che:
- È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio [art. 30]
- L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. [art. 33]
Il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 - Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione dice che:
- I genitori dell'obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all'istruzione dell'obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità [art. 111]
La Circolare ministeriale n. 101 del 30 dicembre 2010 dice che
- L'obbligo di iscrizione e di frequenza della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado può essere assolto non solo nelle scuole statali e paritarie, ma anche attraverso l'istruzione familiare. In questo caso, a garanzia dell'assolvimento del dovere all'istruzione, il minore è tenuto a sostenere, ogni anno, l’esame di idoneità.
- Coloro che intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all'obbligo devono rilasciare, al dirigente della scuola del territorio di residenza, apposita dichiarazione - da rinnovare anno per anno - di possedere "la capacità tecnica ed economica" per provvedervi. Il dirigente medesimo ha l'onere di accertare la fondatezza di tale dichiarazione.
>> Link alla pagina del MIUR dedicata all'Istruzione parentale
6 settembre 2014
Il testo argomentativo - per LIM
17 luglio 2014
Classificazione proposizioni subordinate
Subordinata
|
Descrizione
|
Esempio
|
Soggettiva
|
Svolge il ruolo di soggetto rispetto al verbo della reggente
|
Bisogna che chiediate all'ufficio tecnico
|
Oggettiva
|
Svolge il ruolo di complemento oggetto rispetto al verbo della reggente
|
Penso che andrò al mare
|
Dichiarativa
|
Svolge la funzione di spiegare un elemento (pronome o nome) presente nella reggente
|
Ho l'impressione che tu stia sbagliando
|
Interrogativa indiretta
|
Esprime una domanda in forma indiretta
|
Vorrei sapere che cosa pretendi
|
Relativa
|
Precisa un nome, presente nella reggente , cui è collegata tramite un pronome o un avverbio relativo
|
Monica indossa il maglione che le ho prestato
|
Causale
|
Indica la causa per cui si compie l'azione espressa nella reggente
|
Mi ha pugnalato perché si annoiava
|
Finale
|
Indica lo scopo dell'azione espressa nella reggente
|
Faremo di tutto per raggiungere la meta.
|
Temporale
|
Indica la circostanza temporale in cui si verifica quanto espresso nella reggente
|
Mentre eri a scuola, ha piovuto a dirotto
|
Consecutiva
|
Indica la conseguenza o l'effetto di quanto detto nella reggente
|
È tanto felice che non riesce a nasconderlo / Il danno era troppo esteso perché la riparazione potesse essere efficace
|
Concessiva
|
Indica il fatto nonostante il quale si verifica quanto espresso nella reggente
|
Sebbene sia marzo, fa ancora molto freddo
|
Strumentale
|
Indica l'azione o la circostanza mediante la quale si realizza l'azione espressa nella reggente
|
Dormendo, mi sono riposato / sbagliando si impara
|
Modale
|
Indica il modo in cui si svolge l'azione espressa nella reggente
|
Non hai fatto come ti avevo consigliato / Procedeva saltellando
|
Comparativa
|
Contiene un confronto con ciò che si dice nella reggente
|
L'esame è stato più facile di quanto avessi immaginato.
|
Avversativa
|
Indica un fatto o una circostanza che si contrappongono a quanto si dice nella reggente
|
Io fatico mentre tu ti riposi / Invece di aiutarci è andato al mare con Jessica
|
Limitativa
|
Serve a limitare il significato di quanto espresso nella reggente
|
In quanto a fare scemenze non mi batte nessuno / Per quel che ne so, Nadia arriverà domani
|
Aggiuntiva
|
Aggiunge un fatto o una circostanza a quanto detto nella reggente
|
Quella tua amica è simpatica, oltre a essere molto carina
|
Eccettuativa
|
Indica una circostanza eccettuata la quale è vero quanto espresso nella reggente
|
Ho fatto di tutto, tranne che spazzolare koala / domani andrò al mare, a meno che non piova a dirotto
|
Locativa
|
Indica il luogo in cui avviene quanto espresso dalla reggente
|
Dove abita Mario ci sono molti negozi / Da dove vivevo da giovane si vedeva San Luca
|
Esclusiva
|
Indica un fatto o una circostanza che sono esclusi rispetto a quanto si dice nella reggente (molti la considerano, giustamente, una variante della modale)
|
Ha preparato la recita senza che nessuno se ne accorgesse / Non passa giorno che non telefoni
|
Condizionale
|
Esprime la condizione da cui dipende l'avverarsi di quanto espresso nella reggente (la condizionale è detta pròtasi, mentre la reggente si chiama apòdosi)
|
Se non piovesse, verrei da te / Se il treno fosse in ritardo, sarebbe un bel problema / Se tu fossi rimasta, non sarebbe successo
|
11 luglio 2014
Proposizioni coordinate
Le proposizioni coordinate si classificano nel seguente modo, a seconda del tipo di congiunzione che le introduce.
| Copulative | mi destai alla siccità e le felci erano morte / Non piango né rido |
| Disgiuntive | a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima / Andrò al mare oppure passerò qualche giorno in montagna |
| Avversative | Ho chiamato ma non mi ha risposto / Finirò domani tuttavia non potrò consegnare il lavoro prima di martedì |
| Esplicative | Carla è arrabbiata con me infatti non mi rivolge la parola / Spesso cacciava cioè catturava degli animali con le sue trappole |
| Correlative | L'ho detto sia perché è vero sia perché sono stufo / Né l'ha confessato né l'ha negato |
| Conclusive | Ho sbagliato perciò mi scuso / Penso quindi sono |
29 giugno 2014
Proposizioni indipendenti
| Enunciative o informative | Contengono una semplice constatazione, riferiscono un fatto | Luigi mangia una mela / Quel libro è interessante / Sono qui |
| Volitive (imperative, esortative e proibitive) | Sono l'espressione di una volontà in forma di comando, esortazione e divieto | Mangia quella mela! / Facciano attenzione ai gradini / Non disturbare |
| Desiderative o ottative | Esprimono un desiderio, un augurio o un rimpianto | Avessi almeno una mela / Magari tu fossi qui |
| Concessive | Contengono l'ammissione della verità o della possibilità di un fatto | Ammettiamo che non abbia mangiato quella mela |
| Interrogative dirette | Contengono una domanda espressa in forma diretta | Mi compri una mela? / Quanti anni hai? |
| Dubitative | Esprimono un dubbio, non rivolto a persona specifica | Chi potrebbe aiutarmi? / Che fare? |
| Esclamative | Contengono un'esclamazione | Luigi ha buttato la mela! / Fossi matto! |


